Lunedì 12 Novembre 2018
   
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FOTODENUNCIA. INDICAZIONI PER L’USO: SEPARIAMOLI

raccolta-separata

Mercato rionale. Uno dei tanti venerdì. 

La Tra.de.co mette a disposizione dei venditori al dettaglio un contenitore – il cosiddetto “scarrabile” – dove far confluire il materiale organico, nel nostro caso frutta e verdura. Si chiama raccolta separata, sorellastra meno nota della differenziata eppure estremamente importate per la riduzione delle percentuali di rifiuto indifferenziato. Essa deve – o meglio dovrebbe – essere praticata da chiunque abbia un’attività commerciale.

raccolta-separata2La realtà, testimoniata dagli scatti che vi proponiamo, si discosta non di poco dalle virtuose premesse. In questo cassone finisce un po’ di tutto: polistirolo espanso, cassette di legno e plastica, l’immancabile lattina e perfino i cartelli dei prezzi, evidentemente inflazionati e non più utili …

Viene, dunque, vanificato il senso del servizio offerto, che ambisce alla raccolta di una specifica frazione merceologica e non a ritrovarsi l’ennesima paccottiglia d’indifferenziato.

Ora, se da un lato c’è da sperare che i commercianti prestino maggiore attenzione e parsimonia, è parimenti vero che si rende necessaria la predisposizione di un maggior numero di contenitori – come giustamente programmato dal nostro Ufficio Ambiente – al fine di agevolare la separazione dei rifiuti in loco.

Premessa generale, ovviamente, resta sempre la celere individuazione di un impianto depositario dell’umido, nelle more che parta il progetto dell’impianto di compostaggio di Bacino, da ubicarsi in quel di Cellamare.

Commenti 

 
#1 Mike 2010-10-24 16:04
Si continua a parlare di compost senza rendersi conto che questo processo di trattamento della frazione organica deve evolvere necessariamente in un'attività economica che assicuri il corretto "assorbimento" del prodotto finale nel terreno agricolo. Pongo, dunque, i seguenti interrogativi, prima di costruire, con soldi pubblici, altri impianti destinati all'abbandono.
1) Esiste un protocollo d'impiego di questo ammendante (non concime!) nella ns/Regione?
2) Quanto compost a norma, derivato da RSU organici ( non additivato !) è stato prodotto dagli impianti operanti in Puglia nel 2009?
3) quanto, di questo compost a norma di legge ( senza additivazione di concimi chimici ecc!! ) è stato collocato sul terreno agricolo e quale prezzo di acquisto hanno pagato gli agricoltori;
4)Le nostre facoltà di Agraria, il CNR, l'Istituto Agronomico Mediterraneo, Regione, Province, Associazioni dei produttori agricoli hanno mai monitorato il processo di trasformazione della frazione organica dei rifiuti urbani, sino alla verifica dei risultati a seguito dello spandimento sui terreni.
Se qualcuno vorrà fornire le prime risposte o porre altri interrogativi, contribuirà ad accendere un faro di legalità sull'affare compostaggio.
Segnala all'amministratore
 

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