Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Sequestrato il fondo in C.da Pozzovivo. Foto e Video dei rifiuti rinvenuti

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Questo pomeriggio intorno alle ore 15, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari insieme agli uomini della Compagnia di Monopoli hanno sottoposto a sequestro l'area in c.da Pozzovivo dove, lo scroso 27 marzo, l'operaio della Lombardi Domenico Lestingi aveva effettuato uno scavo con l'intenzione di dimostrare la presenza di rifiuti abusivamente smaltiti. In parallelo sono partiti i controlli e le campionature da parte dei tecnici dell'ARPA.

Nel frattempo, siamo in grado di documentarvi  lo scenario che si è presentato davanti ai Carabinieri, poiché ieri pomeriggio avevamo fatto un sopralluogo dell'appezzamento. 

Per raggiungere il posto bisogna "sconfinare" in territorio molese, allontanandosi di un paio di chilometri dalla discarica Martucci: non abbastanza per evitare di essere raggiunti dal solito odore di rifiuti in fermentazione. Magari quelli non biostabilizzati e accatastati nelle discariche di servizio e soccorso, il cui primo anello, contro ogni ragionevole previsione volumetrica, è già esaurito. Oppure è il tanfo del biogas che continuerebbe a fuoriuscire, quasi che tutti i sistemi di captazione fossero in sciopero.


LA DESCRIZIONE DEL LUOGO - Il campo presenta un primo cumulo di variegati rifiuti proprio sul ciglio della strada: teloni dell'uva, plastiche, seminiere, comuni buste dell'immondizia e contenitori di diserbanti e pesticidi, oltre a piatti di plastica, bicchieri, rifiuti organici e un paio di scarpe. Insomma, c’è un po’ di tutto. Non proprio, dunque, solo rifiuti agricoli come inizialmente comunicato nella nota diramata dal Comune di Conversano. In apparenza, sembrerebbero sversati abbastanza di recente e ciò potrebbe essere confermato dal fatto che sono visibilissimi mandarini un po’ ammuffiti e flaconi di fitofarmaci affatto scoloriti. Avremmo voluto visionare le date di scadenza dei prodotti ma, come ben sapete, il semplice contatto con un contenitore di un farmaco agricolo utilizzato può essere dannoso.

Avvicinandosi e muovendo l’erba, si nota che questi rifiuti non sono i soli. Anzi, continuano la propria corsa incuneandosi nel suolo per chissà quanti metri. Poco più distante, ci sono le due buche scavate dal Lestingi, il quale ha riesumato pneumatici e altri scarti la cui tipologia non è distinguibile ad occhio nudo. A fare da panorama, una depressione molto somigliante − solo nella forma ... sia chiaro − ad una vera discarica, con i fianchi costellati da altri rifiuti. 

 

LE NOSTRE DOMANDE - In un’intervista rilasciata da Rocco Lombardi alla Gazzetta del Mezzogiorno, l’amministratore della Lombardi Ecologia ha dichiarato di conoscere già quella cava, in quanto luogo utilizzato "regolarmente e ufficialmente come discarica di rifiuti solidi urbani prodotti nel Comune di Mola di Bari, dai primi anni ’80". Puntuale la smentita di Pietro Santamaria, ex assessore all'ambiente del Comune di Mola, che ha spiegato come l'unica discarica autorizzata in quel periodo si trovi molto più a sud in direzione di Bari.

A prescindere da quale sia la versione corretta, chi ci dà la certezza che questa cava sia stata monitorata nel tempo e bonificata? Se il Comune di Mola sapeva, perché non ha tenuto sotto controllo la situazione nel corso degli anni? Ricordiamo che i contenitori di fitofarmaci, seppur vuoti, sono soggetti a delle particolari normative e vanno smaltiti con un processo giustamente articolato e controllato. Infatti, è necessaria una prima bonifica degli stessi involucri, delle bottiglie e delle latte. Nessuno però può rassicurare che tutto ciò sia stato fatto. Anche perché, come è riportato nelle linee guida pubblicate dagli stessi produttori dei fitofarmaci fotografati, un contenitore non bonificato è dannoso per l’ambiente, e per l’uomo. Inoltre, quelli non bonificati vengono classificati come rifiuti speciali pericolosi. Quelli da noi individuati, tra l’altro, riportavano dei precisi simboli: "pericoloso per l’ambiente" e "nocivo per l'umomo".

 


Il video girato dal giornalista Roberto Rotunno

Commenti 

 
#2 redjoe2 2012-04-04 16:34
Tu scendi dalle stelle.. mi chiedo come possa essere possibile..
I moralisti di sinistra non hanno mai visto/saputo nulla di tutto ciò?? ma vergogna!!
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#1 redjoe 2012-04-01 19:57
I proprietari del terreno sono tenuti a vigilare sul loro terreno, il sito va sequestrato. I proprietari oltre alla caratterizzazione dell'area interessata devono provvedere anche alla bonifica. Intanto perchè non si ha notizia di un preciso reato commesso da chi con dolo o incuria a lasciato che ciò accadesse!
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