Domenica 18 Novembre 2018
   
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Esclusiva, un altro pezzo di verità su c.da Pozzovivo

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Contestualmente al sequestro preventivo effettuato dai NOE di Bari e dai Carabinieri della Compagnia di Monopoli, è venuto a galla un documento che dovrebbe pacificare tutto.

L'ORDINANZA - Si tratta di un'ordinanza del Comune di Mola, datata 9 novembre 1990, con la quale si autorizzava la Lombardi Ecologia ad utilizzare il fondo di sua proprietà per accogliere i rifiuti solidi urbani dello stesso Comune. Un provvedimento resosi necessario dopo che la mobilitazione di cittadini, associazioni ed istituzioni aveva fatto chiudere i battenti alla discarica Martucci (poi riaperta nel maggio 1993). Leggendo il documento, a firma dell'allora sindaco Vito Antonio Delle Grazie, l'autorizzazione si limita al solo "deposito momentaneo dei rifiuti raccolti" in territorio molese e dispone il "successivo immediato riversamento in containers appositi da inviarsi a discarica autorizzata". Inoltre, prevede precise prescrizioni: "avendo cura che nulla rimanga sul sito e non si arrechi danno al vicinato" e che "a fine operazione si provveda alla relativa disinfestazione".


LESTINGI e "IL GIOCO DEL TRASBORDO" - In poche parole, la Lombardi Ecologia avrebbe dovuto utilizzare quel fondo come 'piattaforma di trasbordo': i rifiuti dovevano essere raccolti nel campo, caricati su altri camion e spediti in una discarica autorizzata.

"Come testimoniano i rifiuti che ho tirato fuori con il mio scavo − ci ha dichiarato in esclusiva Domenico Lestingi − quello che è avvenuto nella realtà è molto diverso. Ragionando per cifre solo esemplificative su 300 quintali conferiti giornalmente dal Comune di Mola, solo 200 venivano caricati sui camion e inviati ai regolari impianti. Gli altri 100, invece, ci veniva ordinato di seppellirli lì, senza che nessuno se ne accorgesse. E poi, arrivano anche cassoni da Bitetto e Triggiano".

 

FITOFARMACI E CONTROLLI - Se quel fondo è stato autorizzato come ripiego alla discarica Martucci, allora avrebbe dovuto essere in attività fino al maggio 1993, momento in cui la discarica conversanese riapre. Non si spiega a questo punto il ritrovamento di specifici fitofarmaci da noi fotografati che, come ci ha ufficialmente riferito la ditta produttrice, sono stati immessi nel mercato a partire dal '95. I rifiuti hanno continuato ad essere sversati in quel posto anche successivamente? E chi ha portato quei rifiuti?

Infine, oggi più di ieri, continuiamo a chiederci: visto che il Comune di Mola aveva autorizzato l'uso di quel fondo, perché non ha controllato che realmente nulla rimanesse in loco? Ha provveduto ad incrociare i dati tra i quantitativi di RSU raccolti e quelli introitati dalla discarica autorizzata? Ha fatto − o commissionato alle autorità competenti − le dovute analisi per comprendere se l'appezzamento oggi sequestrato, nonché quelli confinanti, erano stati soggetti a inquinamento?

Siamo chiaramente a disposizione di chiunque voglia aggiungere qualcosa sulla vicenda.

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