Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Operazione "Oro Colato". Coinvolto anche il mattatoio di Conversano

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Scarti animali ad alto rischio per produrre mangimi e fertilizzanti

"Sessantotto persone indagate in Puglia tra imprenditori, veterinari e responsabili di alcuni mattatoi, al termine di tre anni di indagini condotte dal Corpo forestale dello Stato e coordinate dalla Procura di Trani, che hanno rivelato una serie di gravi illeciti nei cicli produttivi legati alla trasformazione dei Sottoprodotti di Origine Animale (SOA) e alla commercializzazione delle materie prime derivanti, con un giro illegale d'affari che, nel periodo tra maggio e ottobre 2009, avrebbe fruttato un guadagno pari a 3.300.000 euro".

Questo è quanto si apprende da un comunicato diramato dalla Forestale a conclusione di un'operazione che ha consentito di smantellare un'organizzazione in cui agivano gli amministratori, i soci e i dipendenti di due ditte di Andria (BT) − entrambe aziende leader nel sud Italia per la raccolta di sottoprodotti animali destinati alla trasformazione in fertilizzanti e mangimi − avvalendosi della "collaborazione" di alcuni mattatoi comunali, tra cui anche quello di Conversano.


L'IPOTESI DI REATO − L'ipotesi contestata è quella di associazione a delinquere finalizzata al compimento di diversi reati che vanno dall'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti al falso ideologico, dalla frode in commercio alla truffa aggravata con emissione di fatture a fronte di operazioni inesistenti oltre al reato di omissione in atti d'ufficio a carico di numerosi veterinari ufficiali in servizio presso vari macelli.


LE INDAGINI − Le indagini sono partite da uno stabilimento per la lavorazione degli scarti animali della ditta IDRAPO di Trani, già sottoposto a misura cautelativa dalla Procura per l'assenza delle necessarie autorizzazioni. Nel mirino degli investigatori è finito il ciclo di lavorazione dei Sottoprodotti di Origine Animale (SOA). Secondo la legge, soltanto i SOA a basso rischio infettivo (ovvero scarti derivanti dalla lavorazione delle carni dopo la macellazione) possono essere utilizzati per la produzione di grasso fuso che, a sua volta, viene trasformato in mangimi per polli e in farine animali, destinate al confezionamento di pet-food e fertilizzanti.

Avvalendosi di false documentazioni, l'organizzazione indagata, per ottimizzare illecitamente i profitti, faceva confluire nella stessa catena di lavorazione anche i SOA ad alto rischio infettivo, che avrebbero dovuto essere avviati allo smaltimento come rifiuti speciali. Si tratta infatti di carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione e dei cosiddetti materiali specifici a rischio (MSR), costituiti da tessuti e parti anatomiche delle specie ruminanti. Sottoprodotti che, se immessi nella catena alimentare, possono arrecare seri danni alla salute.


IL COMMERCIO − Nei tre anni di indagine, la IDRAPO avrebbe immesso sul mercato 3.200 tonnellate di grasso, diretto ad allevamenti di polli del centro-nord Italia, dell'Albania e della Spagna, con un giro di fatture inesistenti stimato in circa 500mila euro. Inoltre, gli inquirenti hanno accertato un ulteriore traffico intrattenuto con altre aziende della Campania.

Commenti 

 
#1 Giobbe 2012-04-19 11:26
Questi sono peggiori dei terroristi afghani, attentano alla salute di intere popolazioni. Dovrebbero essere carcerati a vita, ma si sa in Italia il reato non sussiste "MAI".
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