Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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ILVA Taranto: la posizione del WWF

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Dopo il sequestro, senza facoltà d'uso, di 6 reparti dell'ILVA di Taranto e gli arresti domiciliari per otto indagati, tra dirigenti ed ex dirigenti dello stabilimento siderurgico, disposti dal Gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco, si accendono nuovamente i riflettori sulla grande industria a Taranto che ha un impatto rilevante sulla salute umana e sull’ambiente. È indubbio, infatti, che in questi anni l’inquinamento industriale ha influito negativamente sull’agricoltura, sull’allevamento di bestiame, sull’ittiocoltura e sull’economia della città.

Su queste vicende sempre alta è stata l’attenzione del WWF, che aveva depositato un ricorso avverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a favore dello stabilimento tarantino, ritenendo il provvedimento carente degli strumenti burocratici, tecnici e tecnologici idonei a garantire l’ambiente, quindi la salute dei cittadini. Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, la nostra associazione ha sempre richiesto un concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e “a monte” della produzione di diossina, nonché ulteriori, più incisive, prescrizioni a tutela della salubrità ambientale della città di Taranto e della regione tutta.

“Un atto dovuto – afferma il Presidente del WWF Puglia Leonardo Lorusso - non solo per rispondere alle doglianze presentate dalla società del Gruppo Riva a fine 2011, che addirittura richiedevano un’ulteriore riduzione delle già esigue prescrizioni contenute nell’A.I.A., ma anche per contestare la competenza e il merito dello stesso provvedimento ministeriale”.

Forse il WWF ci aveva visto giusto alla luce delle ultime vicende. Non solo: recentemente il WWF ha presentato l'atto di significazione di parte offesa al processo relativo all'inquinamento generato dagli impianti ILVA, incaricando l'avv. Francesco Di Lauro per la difesa legale.

Non nascondiamo la nostra preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare, frutto di anni di politiche industriali scellerate che hanno causato problemi ambientali e sanitari, spesso irreversibili. Ed in questa situazione è ancora una volta la Magistratura a trovare la soluzione alle già acclarate problematiche ambientali richiamando con forza tutti gli attori ad una responsabilità che sembrava smarrita.

Ora l’azienda è chiamata alle sue responsabilità: se vorrà ancora continuare la sua attività industriale dovrà ridurre il suo impatto nocivo sul territorio e sarà l’unica responsabile della grave crisi sociale ed occupazionale che si è venuta a creare.

Commenti 

 
#2 core mio! 2012-07-27 18:48
nemmeno una parola sui 15.000 lavoratori (quindicimila) e 15.000 famiglie! Proprio adesso che a Roma si trovava l'accordo ecco il CAOS.
i responsabili non solo soltanto quelli dell'ILVA!!!!
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#1 up 2012-07-27 15:54
e cosa proponete per dar da mangiare a circa 100.000 persone che in modo diretto o indiretto fanno capo a quell'attività ?
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