Domenica 18 Novembre 2018
   
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Conversano: decesso in ospedale

Conversano- Arianna Acrivoulis

Arianna Acrivoulis 38enne residente a Bitritto è deceduta all’ospedale “Florenzo Jaja” di Conversano.  La donna è stata sottoposta ad un intervento di fecondazione assistita. Il padre 83enne ha denunciato l’accaduto. Il decesso sarebbe avvenuto dopo l’agoaspirazione ovarica. I carabinieri hanno ritirato la cartella clinica. La Procura di Bari ha iscritto due medici nel registro degli indagati. Vito Montanaro manager dell’Asl ha costituito una commissione d’indagine.  Il ministro Lorenzin ha inviato una task force di esperti.

  

La vicenda

Arianna Acrivoulis bitrittese di 38 anni è morta per un arresto cardiaco a seguito del prelievo di ovociti. Il prelievo degli ovociti è una procedura preliminare all’inseminazione artificiale. I parenti della donna hanno appreso la notizia in ospedale e hanno chiamato i carabinieri per denunciare l’accaduto. I carabinieri hanno sequestrato la cartella clinica. I benemeriti hanno ascoltato i testimoni per comprendere la dinamica del decesso. I parenti e i medici hanno testimoniato circa le buone condizioni di salute della donna anche alla luce degli esami clinici (La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/06/2015).

Le Dichiarazioni del Dottor Giuseppe D’Amato

Il dottor Giuseppe D’Amato, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia della riproduzione umana e Pma del “Florenzo Jaja” ha condotto l’intervento. D’Amato ha affermato di aver assistito la paziente. Secondo le dichiarazioni del dottor D’Amato la paziente sarebbe stata sottoposta alla routine ordinaria e seguita con la metodologia riconosciuta. D’Amato ha affermato l’estraneità dell’incidente che ha provocato il decesso della paziente alla procedura della fecondazione in vitro.La paziente si è sottoposta ad un prelievo ovocitario. Tuttavia l’incidente che si è verificato in seguito è indipendente alla fecondazione assistita. D’Amato ha rassicurato le pazienti per le procedure eseguite nel centro conversanese. Il dottor D’ Amato, in una intervista ai microfoni di “Radio 24” riportata da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ha sottolineato l’esistenza di un rischio nullo nella fecondazione assistita. Tuttavia secondo il dottor D’Amato i rischi fanno riferimento alla condizione di salute delle pazienti. Il problema infatti non è il parto o la fecondazione in sé. Le pazienti possono essere portatrici di malattie contratte in precedenza. Occorre inoltre considerare l’aumento dell’età per la prima gravidanza. Il dottor D’Amato attende di conoscere le risultanze degli atti dei periti circa il decesso della donna.

 

Le Disposizioni della Magistratura, del Governo e dell’ASL

Il pubblico ministero Luciana Silvestris ha ordinato il sequestro della salma. I parenti hanno dato il consenso all’autopsia. L’autopsia è fissata al Policlinico di Bari. Due medici sono indagati per cooperazione in omicidio colposo. Vito Montanaro direttore dell’Asl ha istituito una commissione d’inchiesta costituita da un cardiologo, un anestesista ed un medico legale. Beatrice Lorenzin Ministro della Salute ha inviato una task force all’ospedale “Florenzo Jaja”. La task force di esperti del ministero è fa parte dell’ ”Unità di crisi permanente per il coordinamento degli interventi urgenti in caso di gravi eventi verificatisi nell’erogazione di prestazioni da parte del Servizio Sanitario Nazionale”(Ministero della Salute) .      

 

Le dichiarazioni del direttore dott. Enzo Gigantelli

 

Il dottor Enzo Gigantelli è il direttore del Poliambulatorio di terzo livello “Florenzo Jaja”. Gigantelli intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno ha ricostruito l’accaduto. Il decesso della donna è avvenuto intorno alle ore 12.00 del 10/06/2015. La donna era nella sala operatoria sottoposta ad una agoaspirazione ovarica. La donna ha perso conoscenza. La struttura ha reagito attraverso la fornitura di tecniche rianimatorie. L’anestesista è intervenuto. Il cardiologo con il suo staff ha eseguito le operazioni necessarie. La paziente è deceduta. I parenti hanno sporto denuncia. La struttura ha messo a disposizione i documenti agli inquirenti. Il caso è oggetto delle indagini dei Carabinieri, della Magistratura, dell’Asl e del Ministero della Salute.

 

La disperazione dei parenti

I parenti della donna sono sconvolti. Il marito era fuori dalla sala operatoria. La donna si era sottoposta a fecondazione assistita per dare una nuova vita. Il marito della donna ha dichiarato di attendere il corso delle indagini.(Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)

 

Le dichiarazioni del direttore generale dell’Asl Bari

 

Vito Montanaro direttore generale dell’Asl di Bari ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia della donna deceduta (La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/06/2015). Montanaro ha costituito una commissione d’inchiesta. Montanaro ha apprezzato l’invio della task force dal ministero della salute guidato da Beatrice Lorenzin. Il Direttore dell’Asl di Bari auspica una ricostruzione tempestiva dell’accaduto. Montanaro mette in evidenza anche le competenze del personale della struttura “Florenzo Jaja” di Conversano. Il referto della commissione d’inchiesta dell’Asl di Bari è previsto per il 12/06/2015.

 

La fecondazione in vitro al Florenzo Jaja  

Il centro Florenzo Jaja è attivo dal 2012. Il centro è diretto dal Dottor Giuseppe D’Amato. Il Florenzo Jaja ha una utenza regionale e nazionale. Lo Jaja è dotato sia della “P.m.a.” di primo livello com in assenza di manipolazione di gameti, si del secondo livello ovvero del metodo della fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione nell’utero. Il centro è stato inaugurato da Elena Gentile, assessore alla sanità nel 2012 e attuale europarlamentare. All’ospedale Florenzo Jaja è possibile realizzare: fecondazione in vitro, trasferimento dell’embrione, crio-conservazione dei gameti maschili e femminili e degli embrioni. La struttura operativa nel centro Jaja era in origine presente al “De Bellis” di Castellana. Per aprire il centro allo “Jaja” è stata realizzata una raccolta di firme e un procedimento amministrativo-finanziario regionale intricato.

 

L’unità di crisi presso il ministero della salute

Il Ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin ha disposto la costituzione di una unità di crisi permanente per il coordinamento degli interventi urgenti in caso di gravi eventi verificatisi nell’erogazione di prestazioni da parte del servizio nazionale sanitario. Secondo quanto disposto dal Ministro “l’attivazione dell’unità di crisi permetterà di rendere più efficace e tempestiva l’azione degli organismi ministeriali e delle altre istituzioni coinvolte nonché di programmare  nel lungo e nel medio periodo gli interventi correttivi e sostitutivi necessari, e pertanto pervenire fenomeni di malpractice dovuti a disorganizzazioni, ritardi o omissioni di enti o persone operanti nell’ambito del SSN”.  L’unità di crisi è presieduta dal ministro o da un suo delegato. L’unità di crisi è composta da: Antonio Saitta, assessore regionale in rappresentanza delle Regioni, Gualtiero Ricciardi, commissario dell’ISS, il comandante dei NAS, il direttore generale di AGENAS, il Direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute.

 

Il contenzioso sanitario

 

Secondo l’Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) i casi di malasanità denunciati sono passati da 9.500 del 1994 a 34.000 del 2009. Nel 2009 le denunce relative ai singoli medici sono state 12.500. Le denunce relative alle strutture sanitarie sono state pari a 21.500 nel 2009.


 

 

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