Sabato 17 Novembre 2018
   
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Conversano: donna morta durante fecondazione assistita, sottovalutati i rischi

Florenzo Jaja min

Il ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin ha mandato una task force di esperti all’ospedale Florenzo Jaja di Conversano per valutare le cause della morte della donna 38enne deceduta durante l’intervento di fecondazione assistita. Gli esperti del ministero hanno dichiarato una mancanza nella “ valutazione dei fattori di rischio, sia per le procedure e tecniche di fecondazione, quanto anche in relazione agli effetti di tali fattori di rischio avrebbero comportato su una futura e possibile gravidanza” (Adn Kronos).  I medici avrebbero sottovalutato la presenza di alcuni fattori  di rischio quali: “L’obesità, l’ipertensione, il diabete, la cardiopatia”.  Secondo gli esperti del ministero della Salute la donna non avrebbe potuto essere sottoposta all’intervento di fecondazione assistita. L’ispezione ministeriale si è fondata sui documenti ufficiali prodotti dalla struttura sanitaria “Florenzo Jaja”  relativi al caso della donna 38enne. Sotto il punto di vista amministrativo gli esperti del ministero hanno verificato la mancanza di documentazione regionale volta a certificare il passaggio da centro di livello I a centro di livello II dell’ospedale Florenzo Jaja.

 

Il quadro clinico

La paziente 38enne si era sottoposta agli accertamenti necessari per l’intervento di fecondazione assistita. Dagli esami clinici risultava evidente la presenza di alcuni fattori di rischio: “ipertensione arteriosa, diabete mellito, obesità, statosi epatica, blocco di branca sinistra”. Durante l’intervento l’anestesista ha verificato la presenza di “rush cutaneo e difficoltà respiratoria” (Adn Kronos). L’anestesista ha considerato tali sintomi come ricollegati ad una allergia e ha quindi provveduto a “somministrare adrenalina e cortisone” alla paziente. L’anestesista verifica. la scomparsa dei sintomi nella paziente. Il ginecologo e l’anestesista decidono di continuare l’intervento di fecondazione assistita. In seguito le condizioni della donna sono peggiorate fino al decesso.

La task force di esperti

La task force di esperti del ministero ha messo in evidenza la sottovalutazione dei fattori di rischio della paziente non solo con riferimento all’intervento di fecondazione assistita ma anche con riferimento alla gravidanza futura. La donna, secondo la task force di esperti, in base al quadro clinico presentato, non avrebbe potuto sottoporsi all’intervento e neanche avrebbe potuto sostenere una gravidanza. Gli esperti del ministero hanno inoltre messo in evidenza la mancanza di un lavoro di equipe adeguato e hanno sottolineato la necessità di “mettere in atto una reale integrazione delle figure professionali coinvolte” negli interventi. La task force ministeriale ha evidenziato la mancanza di figure professionali differenziate che avrebbero dovuto intervenire congiunte “nella stessa procedura” (Adn Kronos) ai primi sintomi della donna.

 

 

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