Sabato 17 Novembre 2018
   
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PETITE ÈTOILE: APERTE LE ISCRIZIONI. GALLERY

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Nuova stagione, la sesta, per la pluripremiata scuola di danza “Petite Étoile”, una delle rarità culturali e professionali della nostra città. In occasione dell’apertura della campagna iscrizioni, abbiamo rivolto qualche domanda alla direttrice, Antonietta Ranieri, nel tentativo di fornire qualche informazione in più a chiunque volesse avvicinarsi a questa realtà.

Qual è la sua formazione?

Ho iniziato a studiare danza da piccola e per gioco, come accade a molti. Col tempo mi sono appassionata alla disciplina ed intorno ai 15 anni ho incominciato a studiare oltre che nella classica scuola di paese anche con professionisti, partecipando ad ogni stage possibile. Successivamente, ho frequentato la “Fondazione Piccinni”con il maestro Victor Litvinov , acquisendo una formazione professionale e la giusta esperienza per realizzare il mio progetto: aprire una scuola di danza. Da quel momento ho continuato a studiare per migliorare la didattica della danza. Ho seguito alcuni aggiornamenti al teatro “La Scala” di Milano e poi ho effettuato due viaggi-studio in Russia, presso l’Accademia Vaganova di San Pietroburgo. Tutto questo poiché ritengo fondamentale aggiornarsi costantemente sul fronte tecnico-artistico per evitare di ritrovarsi a dover improvvisare. Una maestra di danza lavora con il corpo e non può permettersi di sbagliare: ogni trascuratezza può comportare un danno molto grave.

Cos’è “Petite Étoile”?

È un’associazione culturale Onlus, nata cinque anni fa,  volta alla promozione ed alla divulgazione di tutto il mondo che ruota attorno alla danza. Purtroppo oggi esistono tante possibilità di avvicinare tale disciplina, e magari molte sono improprie: può capitare di incontrare persone non competenti nella materia o, peggio, situazioni dove l’obiettivo primario è il denaro. Al contrario, “Petite Étoile” è un progetto in continua evoluzione che pone alle sue basi la qualità. Ci piace considerare ogni bambino come, appunto, una “piccola stella” cui va garantito un approccio il più possibile completo alla danza, integrando la canonica lezione con la visione diretta delle realtà professionali messe in scena dalle varie compagnie, con stage e partecipazioni a concorsi nazionali. L’idea che anima “Petite Étoile” è quella di “spazio d’educazione sociale”, improntato al rispetto e all’onestà: piuttosto che costruire ballerine di prima fila, ci interessa aiutare i bambini a superare i propri tabù e a migliorare le proprie potenzialità motorie e sociali. Non è una fabbrica di illusioni, alla base c’è sempre un discorso culturale: forniamo stimoli nella convinzione che i nostri allievi continueranno a coltivare questa passione anche dopo aver abbandonato la scuola.

Quali sono i programmi che attiverete quest’anno?

Abbiamo un corso di pre-danza dedicato ai più piccoli. Sotto forma di gioco, iniziamo a insegnare i rudimenti: ritmo musicale, coordinazione dei movimenti, logica del “condividere con il gruppo”e il saper gestire lo spazio scenico. A seguire, si passa ai corsi di propedeutica alla danza, una sorta di evoluzione del primo corso: ci si avvicina alla tecnica senza però trascurare l’aspetto ludico. Mi preme sottolineare come questo corso diventi importante anche per bambini che presentano piccoli problemi, come ad esempio il piattismo. Naturale evoluzione dei primi due sono i corsi prettamente tecnici: danza classica e danza moderna. Inoltre c’è il corso di  hip-hop  curato da Francesco Savino. L’offerta s’articola anche in lezioni di pilates e ginnastica dimagrante tenute dalla prof.ssa Ornella Locaputo. Andiamo fieri, inoltre, dei seminari di storia della danza, appuntamenti a scadenza mensile utili a fornire un’infarinatura teorica ai ragazzi, spiegando qual è la storia della disciplina che studiano tutti i giorni, mostrando loro i balletti di repertorio dove, magari, possono ritrovare quei passi studiati il giorno prima in sala. Infine, proponiamo lezioni di canto, tenute da Leonarda Saffi, studentessa del conservatorio, e seminari di teatro, gestiti da Margherita Gigante, laureanda al DAMS di Bologna.Tutte queste discipline vogliono concorrere all’acquisizione della totalità della coscienza artistica.

In cosa si finalizza il percorso didattico che proponete?

Per la grande maggioranza degli iscritti, dopo i nove mesi di studio, è riservato il saggio di fine anno, da non intendere come scabro gala. Ogni anno individuiamo un filo conduttore su cui lavorare, e non solo dal punto di vista performativo ma preoccupandoci di trasmettere lo stesso il contesto culturale sotteso a quello che gli allievi danzano. Per i più grandi, spesso può capitare di organizzare delle performance anche durante lo svolgimento dei corsi. Ripeto, “Petite Étoile” è un progetto in continua evoluzione e sperimentazione.

Veniamo ai costi.

La danza, come tante altre discipline non è qualcosa di obbligatorio, eppure a nostro avviso è tra le più importanti dal momento che offre la possibilità di approcciarsi all’arte, di affinare il proprio corpo e di vivere in un ambiente sano. Per quanto ci riguarda pratichiamo costi molto contenuti in modo da permettere a tutti di frequentare la scuola, inoltre offriamo  numerose agevolazioni per le famiglie che, quando entrano in questo mondo,  scoprono che è meno costoso di tanti altri. 

 

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