Lunedì 19 Novembre 2018
   
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LECTOR IN FABULA: VIROLI E “ LA PATRIA CHE NON C’È’”

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Uno degli incontri più raffinati della quattro giorni di Lector in Fabula. Presentato dall’editore barese Giuseppe Laterza, Maurizio Viroli, nell’accogliente cornice della chiesa di San Giuseppe, ha mostrato tutto la sua passione per l’Italia, per i sentimenti patriottici ed ha fornito il suo personale parere alla domanda postagli: “Ha ancora senso parlare di patriottismo, in una società che si avvia verso il cosmopolitismo?”.

Risposta ovviamente affermativa e motivata in maniera puntuale e dettagliata. In questo particolare momento in cui si assiste all’estinguersi, al degradarsi del “sentimento di Patria” inteso come affetto e lealtà, occorre donare al termine una nuova qualificazione, che fondi le sue basi sui principi della Costituzione.

Secondo alcuni storici la morte della patria avvenne l’8 settembre 1943, con l’armistizio: in un istante crollò lo Stato, venne meno il senso del dovere, scomparve l’amore per la Patria. Viroli individua invece due momenti nella storia della patria: una morte sì, con l’avvento del fascismo, ma anche una nascita con la fondazione della Repubblica e la stesura della Costituzione. A vantaggio di questa tesi lo scrittore cita numerosi esempi, in particolare ricorda i tantissimi soldati che rifiutarono la Repubblica di Salò, sottoponendosi alle torture e barbarie dei campi di lavoro tedeschi. In quei soldati l’idea di patria era chiara, limpida: la Patria non era e non poteva essere in alcun modo legata al fascismo.

Viroli ricorda ancora come nella Costituzione la difesa della Patria sia definita “sacro dovere del cittadino”. Frutto del Risorgimento, il concetto di “Patria” elaborato da Mazzini è piuttosto esemplare e sintetizzabile in un suo famoso motto: “Patria di tutti, patria per tutti”. L’autore ha sottolineato inoltre che l’amore per la patria implica il rispetto della libertà e dignità degli altri popoli.

Inevitabile un accenno al fascismo e soprattutto all’antifascismo, il cui compito sarebbe dovuto essere quello di difendere l’idea di nazione come la vedevano i grandi Mazzini, Garibaldi, De Gasperi…ma cos’è la Patria per Maurizio Viroli? “È tante cose in realtà. Tanti concetti strettamente connessi e tutti egualmente importanti: è valore morale e politico, è amore per il bene comune, è antifascismo, è storia, è memoria, è luoghi, è culture, è musiche e inni, è visi. Se ci sarà rinascita politica in Italia, ci sarà con un’idea di Patria e per un’idea di Patria”.

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