Domenica 18 Novembre 2018
   
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LECTOR IN FABULA: “CARI ITALIANI” DI MIRIAM MAFAI

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Il Festival Lector in fabula ha accolto, nella sua seconda giornata di venerdì 10 settembre, un’altra personalità del mondo politico e culturale del nostro Paese: Miriam Mafai. Nell’auditorium San Giuseppe, alle 20.30, la giornalista de La Repubblica, Simonetta Fiori, ha intervistato una giornalista che ha intrapreso la sua carriera scrivendo su L’Unità e  che ha contribuito alla nascita de La Repubblica.

Testimone di passione civile e sostenitrice delle donne, Miriam Mafai ha raccontato, attraverso un colloquio quasi a tu per tu con il pubblico, il suo percorso personale che l’ha portata a diventare cittadina italiana a tutto tondo. Di origini per metà inglesi e per metà italiane, e di religione ebraica, la Mafai, pur avendo sempre vissuto nel nostro Paese, ha scoperto il suo amor di Patria relativamente tardi. Di fronte ad una Italia coinvolta nel secondo conflitto mondiale e da cui ne usciva perdente, c’era una ragazza che desiderava  che “l’Italia perdesse la guerra”, ha confessato la giornalista alla Fiori. Il suo sentimento patriottico è affiorato nel momento in cui l’8 settembre del 1943 si compiva non la morte della patria, bensì la sua scoperta.

Durante la sua vita è giunta anche l’occasione di avvicinarsi al Partito Comunista. È riuscita a conciliare patriottismo e sentimento socialista, vivendo entrambe le realtà attivamente. Realtà per di più sperimentate in prima persona quando ha cominciato a scrivere per L’Unità e, in seguito, quando è stata inviata dal PCI nei piccoli villaggi urbani per far conoscere il partito alla gente contadina.

Alla domanda postale “Prima i giornali riportavano i fatti. Da quando essi hanno smesso di raccontare la realtà?”, Miriam Mafai confida al pubblico sempre più interessato, che ad un certo punto i giornalisti sono divenuti attori della scena politica e le vicende del paese interessavano sempre di meno. “Anche noi giornalisti siamo entrati nel circuito politico, dove preoccuparsi della gente e degli elettori, è passato in secondo piano”.

Verso la fine del colloquio la Mafai si è aperta alle domande degli spettatori, rispondendo sempre con un’asciutta obiettività e sincerità che la contraddistinguono come donna e come professionista.

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