Domenica 18 Novembre 2018
   
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ANNIVERSARIO ASSASSINIO DI VAGNO: IL RICORDO DELLA FONDAZIONE

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È stato commemorato con tutti gli onori il primo parlamentare dell’Italia contemporanea vittima della violenza fascista. Presso la sala consiliare il sindaco Giuseppe Lovascio, il dottor Antonio Laudati, procuratore della Repubblica di Bari, e l’avvocato Mastroleo, presidente della “Fondazione Giuseppe Di Vagno”, hanno ricordato la figura di Di Vagno, politico conversanese assassinato a Mola di Bari il 25 settembre di 89 anni fa, subito dopo aver tenuto un comizio.

Ad aprire la conversazione è stato il Sindaco che, dopo aver presentato gli ospiti, ha dichiarato necessaria una svolta nella mentalità e nella cultura: “Sicurezza e legalità derivano dalla cultura e dalla scuola, sede di questi valori”. Lovascio ha poi elogiato il grande lavoro del dottor Laudati presso l’Antimafia di Bari. Parole chiave del suo discorso sono state “cambio di mentalità e coraggio”. “Nell’ambito del coraggio – ha proseguito Lovascio – s’inserisce la personalità di Di Vagno, uomo stroncato dalla violenza, le cui idee continuano a vivere”.

di_vagno_009A seguire un breve intervento del professor De Filippis, conterraneo di Laudati, cui ha reso omaggio con una raccolta di sue poesie. Il presidente dalla “Fondazione Di Vagno”, l’avvocato Mastroleo ha ricostruito quanto accadde la notte del 25 settembre di ottantanove anni fa, ribadendo il comportamento vergognoso e disonorevole di Mussolini e dei suoi, che non solo negarono ogni responsabilità, ma dichiararono che “in quel periodo a Mola non c’erano fascisti”. In verità, afferma il presidente della fondazione, rivolgendosi in particolare ai numerosi giovani presenti, “sei mesi prima del delitto, a Mola e nei dintorni squadroni fascisti avevano compiuto atti di violenza inaudita incendiando e devastando circoli operai, tipografie, biblioteche, case del lavoro, università popolari, ma l’omertà prese il sopravvento sul dovere della denuncia”. Mastroleo ha inoltre annunciato una imminente opera sulla ricostruzione storica di questa vicenda. Un ricordo, quello di Mastroleo, ricco di dettagli e intriso di storia e di passato, indispensabile per “scindere ciò che è bene, da ciò che è male”.

A fare da moderatore della serata Raffaele Lorusso, presidente dell’Assostampa di Puglia, cui è stato affidato l’importante compito di intervistare il dottor Laudati, ospite illustre della serata. A quest’ultimo è stato chiesto di descrivere la situazione della mafia pugliese, troppo spesso taciuta. Laudati, dopo aver ricordato il ruolo della giustizia nella società ed il valore simbolico del delitto Di Vagno, ha passato in rassegna alcuni dati allarmanti sulla mafia pugliese. “La nostra –  ha affermato il procuratore di Bari – è una mafia d’importazione, che nasce da situazioni contingenti come il trasferimento in Puglia di alcuni boss mafiosi o da fatti gravissimi come l’evasione di Cutolo, il contrabbando…Il vantaggio è che per fortuna in Puglia non c’è stata una penetrazione mafiosa nella cultura, nel territorio, nei ragazzi; tuttavia la sottovalutazione di questa situazione ha portato a gravi danni: dal primo gennaio ad oggi nel solo distretto di Bari ci sono stati quarantotto omicidi, a Palermo soltanto otto”.

I dati elencati risultano significativi e nella sua analisi dettagliata e critica, Laudati ricorda che lo sviluppo economico pugliese non può non far riflettere sull’aumento, nella nostra regione, del consumo di stupefacenti e dell’immigrazione clandestina. In questi casi è la mafia ad offrire servizi illeciti a persone consenzienti e questo comporta meno denunce, meno possibilità di intervento da parte delle forze dell’ordine. Questa è la realtà della Puglia. E per sottolineare l’importanza della denuncia e del coraggio – termine più volte pronunciato nel dibattito – il procuratore Laudati ha citato una frase di Martin Luter King:”Il problema della società moderna è il silenzio degli onesti”.

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