Lunedì 19 Novembre 2018
   
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ARCHIVIO DIOCESANO: ACCESSO AL "FONDO FANTASIA"

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Una giacenza durata 8 anni! Chiusi in 266 scatoli di cartone, esposti a umidità che ha danneggiato un piccolo numero di volumi, i libri del fondo librario Matteo Fantasia, donati al Comune di Conversano il 19 ottobre 2002, erano rimasti inaccessibili e congelati in un mortificante silenzio.

La decisione della donazione, presa dai figli-eredi del prof. Fantasia (Annamaria, Marisa, Carmela e Angelo) e maturata dopo la morte del padre avvenuta il 15 ottobre 1994, veniva perfezionata qualche anno dopo per onorarne perennemente la memoria.

Il prof. Fantasia era nato a Conversano il 13 luglio 1916, città dove compì gli studi nel Liceo-Ginnasio “D. Morea”. Dopo la laurea in lettere all’Università di Napoli nel 1940, due anni dopo vi conseguiva la laurea in filosofia, quando già dall’anno prima era stato chiamato alle armi. Nel luglio ’43 partì per il fronte greco, ad appena tre mesi dalle nozze con Grazia D’Accolti. L’armistizio dell’8 settembre segnò un doloroso periodo che gli minò la salute, ma gli temprò lo spirito: fu internato per due anni come prigioniero nel lager di Wietzendorf, e tale esperienza fu da lui raccontata e pubblicata nei Racconti della prigionia. Tornato a Conversano il 26 agosto del ’45, si dedicò alla scuola dapprima come docente di lettere e storia e poi come preside negli istituti superiori. Intanto nel ’46 iniziava un impegno politico nelle file della DC, durato 30 anni e che lo portò a ricoprire la presidenza della Provincia di Bari, dell’Unione Regionale delle province Pugliesi, per divenire poi alla Regione Puglia assessore e consigliere nella fase “costituente” dal 1970 al 1980, anno in cui, fortemente segnato dalla morte di Aldo Moro, decise di lasciare l’attività politica per dedicarsi completamente agli impegni culturali. Attendendo a numerose pubblicazioni e già fondatore dell’Associazione culturale “Luigi Sturzo”, è stato presidente della “Società Dante Alighieri” e dell’“Istituto per la Storia del Risorgimento”, nonché fondatore della rivista “Risorgimento e Mezzogiorno”.

Non poteva quindi perdersi nell’oblio la memoria di una così vivace voce di cultura, ed ecco le ragioni della donazione al Comune di Conversano dell’intero fondo librario (biblioteca, archivio, medaglie e onorificenze) e dell’istituzione di un premio a lui intitolato per la saggistica storica e/o politica.

Affidata la stesura giuridica all’avv. Giulio Stano, il “Protocollo dichiarativo di intenti” conseguì immediata adesione dall’allora sindaco dott. Vito Bonasora e dal prof. Giovanni De Gennaro, presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, attraverso un carteggio intercorso tra l’aprile e il giugno 1998. Inventariati gli 11.088 volumi e fascicoli nel maggio 1999, a causa della successiva crisi amministrativa il verbale di consegna del patrimonio librario Matteo Fantasia fu redatto il 19 ottobre 2002.

Ma proprio da questa data iniziano un inesplicabile e inerte silenzio e un’enigmatica paralisi. Così, previo accordo tra i figli-eredi del prof. Fantasia e l’Amministrazione Comunale di Conversano, il 18 giugno 2009 tutto e solo il fondo librario è stato trasferito nell’Archivio-Biblioteca Diocesana “D. Morea” di Conversano.

Rifatto l’inventaria cartaceo e digitalizzato, ora i volumi, disposti negli scaffali compattabili, conservano ancora la segnatura originaria, ma sono stati articolati provvisoriamente secondo la seguente suddivisione per sezioni, non propriamente scientifica (classificazione Dewey) ma pratica e immediatamente funzionale:

-Opere generali (scaff. R/ S)

-Letteratura latina e greca (scaff. R)

-Letteratura italiana (scaff. B/ G/ H/ I)

-Letteratura straniera (scaff. F/ N/ P)

-Storia (scaff. C/ D)

-Filosofia – Diritto – Scienze sociali (scaff. Q)

-Politica – Economia – Mezzogiorno (scaff. E)

-Arte (scaff. L)

-Storia del Risorgimento (scaff. B)

-Opere locali (scaff. A/ M)

-Pubblicazioni di Matteo Fantasia (scaff. M).

Il fascicolo Note sulla Donazione Fantasia, chiuso in tipografia nel marzo del 2003 e curato da Giulio Stano e Marisa Fantasia Stano, terminava con un auspicio: Quod erat in votis est in actis.

Ora lo è veramente “in actis”, e il fondo è finalmente accessibile e consultabile da tutti.

 

I condirettori

Angelo Fanelli e Vito Castiglione

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