Venerdì 16 Novembre 2018
   
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VIOLANTE, INTERCETTAZIONI E RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

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È stato accolto dal Sindaco e dal Segretario del Circolo cittadino del PD Ranieri, l’onorevole Luciano Violante, che ieri sera in sala consiliare ha parlato della riforma della giustizia, dando la sua opinione di ex magistrato e docente di Istituzioni di Diritto Pubblico. A moderare il dibattito, il giornalista Raffaele Lorusso, presidente di Assostampa Puglia.

violante_-ranieri_2Ranieri, nella presentazione del dibattito, ha così esordito: “Non abbiamo portato nemmeno una bandiera di partito, perché su alcuni temi vorremmo aspirare a un dibattito aperto e ho invitato tutte le Segreterie dei partiti a partecipare. Intanto, questa nostra presunzione o illusione ha già avuto qualche segnale positivo. La prima cosa è che un dibattito su temi importanti abbia quanti più interlocutori possibili”.  

“Abbiamo voglia entrambi di fare politica, dialogando sui temi che ci interessano, anche se da posizioni diverse. È questo lo spirito con cui stiamo interpretando la politica. Tante volte sbagliando pensiamo che il nostro interlocutore siamo noi stessi, in realtà non è così. Il nostro interlocutore è il cittadino. E questa è una grande opportunità: avere uno straordinario interlocutore come l’onorevole Violante. Sono qui per sapere, per apprendere dall’onorevole un punto di vista diverso, di chi vuole dare a questa terra una classe dirigente che sia diversa”. È il Sindaco Lovascio a pronunciare queste parole in apertura dell’incontro.

Una lectio, quella tenuta da Violante, che ha ricordato come “la magistratura sia servizio e potere, secondo una lettura rispettivamente di centro sinistra o di centro destra; le proposte del centro sinistra sono indirizzate al servizio, quelle del centro destra al potere”. Ma i temi scottanti della riforma della giustizia sono tanti: dalle intercettazioni alla separazione delle carriere, dal processo cosiddetto breve al ruolo della Corte Costituzionale.

A proposito della regolamentazione delle intercettazioni telefoniche, la posizione di Violante è netta. No alle intercettazioni a strascico, no alla loro pubblicazione integrale. “Bisogna considerare il peso e la distorsione che hanno le vicende giudiziarie per l’uso che se ne fa da parte dei mezzi di comunicazione. In passato le vicende giudiziarie non erano mediate dai mass media, ma dai partiti. Oggi un fatto giudiziario pubblicato su un giornale non è più in attesa del giudizio della Legge, ma di quello popolare. Occorre pertanto trovare un equilibrio tra il diritto di informare e il rispetto per gli indagati”.

Violante ricorda poi i limiti del principio maggioritario: “Ci sono limiti che vanno sottratti al principio di maggioranza come i diritti degli omosessuali, per evitare che i diritti delle maggioranza schiaccino quelli delle minoranze, altro limite è la Costituzione cui siamo vincolati”.

Con questa riforma politica e magistratura saranno separate. Tuttavia, afferma l’onorevole, “l’indipendenza della magistratura è un diritto del cittadino, che diventa inutile privilegio, se slegata dal senso di responsabilità (civile e penale)”. E data “l’inutilità del dialogo con il centrodestra”, come ha recentemente dichiarato in un’intervista, l’ex presidente della Camera, pone all’attenzione alcune questioni “dimenticate dal PDL”, come la Riforma Costituzionale, la proposta di un processo breve e la prescrizione breve”. “Il problema delle democrazie – conclude Violante – è che si fa della responsabilità civile una questione vendicativa”.

Commenti 

 
#1 P. Frassìno 2011-03-21 18:40
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