Domenica 18 Novembre 2018
   
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MONTRONE: DA NABOTH ALLA DOTTRINA SOCIALE

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Sabato 30 aprile, presso l'Archivio Diocesano, si è svolto un seminario che ha trattato il tema, “Il de Nabuthae Historia di Ambrogio e la Dottrina Sociale della Chiesa Moderna”, organizzato dalla Pro Loco e relazionato dalla dott.ssa Vanna Montrone. Sono intervenuti il prof. Domenico Lassandro, Ordinario di Lingue e Letteratura Latina presso l’Università di Bari, e il prof. Giacomo Nardomarino, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico di Conversano.

Nella storia biblica di Naboth, un povero agricoltore perseguitato fino alla morte dal prepotente re Achab e da sua moglie, Ambrogio trova il paradigma di un'ingiustizia sociale, che gli sembra aver raggiunto ai propri tempi un livello insopportabile. Ogni giorno un "Naboth" viene ucciso - tuona appunto Ambrogio nel De Nabuthae Historia - e la gente abbandona i campi in funebri cortei. Ambrogio è vescovo di Milano dal 374 al 397, anno della sua morte, e in questo trattato, o forse omelia, con la potenza del profeta Elia, nel quale sembra identificarsi, documenta appassionatamente le condizioni di grave miseria che affliggevano al suo tempo vaste masse popolari.

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La dott.ssa Montrone (nella foto a sinistra) introduce dicendo che: “La storia di Nabut ci fa pensare, ieri come oggi, che gli incidenti sul lavoro sono provocati perché i poveri lavorano per soddisfare i capricci dei ricchi”. Un tema molto attuale che colpisce i presenti. “Alcuni muoiono per non aver soddisfatto i padroni, sotto gli occhi di quest’ultimi. Dio ha dotato l’uomo di creatività e lo ha dotato dei mezzi per portare al termine le sue opere”. Dopo aver citato Sant’Ambrogio, passa a Leone X, dalla Genesi a Pio XII, a San Paolo verso i Tessalonicesi.

“Le vite degli oppressi che reagiscono, ci fanno amare e lodare i diritti e la giustizia. Perché oltre i diritti, anche i doveri sono importanti, e quello principale è il dover e voler lavorare senza farsi opprimere. Per vivere meglio bisogna cercare l’equilibrio di fare qualcosa per la collettività, con la dignità di uomini che affermano il loro valore e la propria natura”.

Proseguendo, il prof. Nardomarino, invece, dichiara “non mi occupo di questioni dottrinali, ma c’è un risvolto storico filologico che mi interessa: la dottrina sociale della Chiesa. La Dottrina non và imputata a livello politico, senza condannare qualcuno, ma si esprimere per l’uomo e la coscienza”. Ma esprime anche un suo profondo quesito sul tema trattato: “Perché partire da Pio XII, quando della Dottrina si parla già  nell’enciclica di Pio IX?”.

Conclude e saluta il Sindaco, Avv. Lovascio: “La Pro Loco svolge da anni un ruolo importante con dedizione e umiltà, con giovani che danno lustro e lo fanno con onore per questa città. Un ringraziamento a loro e al loro lavoro. Un altro ringraziamento va alla dott.ssa Vanna Montrone che si mette in discussione, confrontandosi anche su temi importanti come questo”.

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