Venerdì 16 Novembre 2018
   
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ON. ALLAM: PLURALISMO CULTURALE E RELIGIOSO

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Durante i festeggiamenti della “Madonna del Carmine” di venerdì 15 giugno, c’è stato un intervento culturale che ha riguardato “Il pluralismo culturale e religioso in Europa”, tenuto dall’Europarlamentare On. Magdi Cristiano Allam, con la partecipazione del prof. Mario Giannuzzi e dal giornalista Matteo Spada.

Giannuzzi ha introdotto il dibattito della serata: “Oggi si parla di pluralismo perché non è un problema lontano da noi, riguarda anche la realtà conversanese; pensiamo alle badanti, la maggior parte di loro viene da lontano, parla un’altra lingua e ha un’altra cultura. Oramai anche nelle nostre scuole ci sono persone non italiane. Per queste ragioni è importante affrontare il problema del valore dello stare insieme, della convivenza e di come si può gestire, nella cultura italiana, le tradizioni altrui”.

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È stato invitato l’On. Magdi Cristiano Allam perché è una persona che fa discutere, ogni volta riesce a lasciare il segno tanto da non incorrere nel rischio dell’indifferenza. “Il concetto di pluralità è una realtà che evidenzia come all’interno dello stesso spazio fisico, ci sono persone che provengono da paesi diversi, con culture e lingue diverse. La realtà della multietnicità, della multiculturalità e della multipluralità è un dato di fatto che noi non possiamo in alcun modo mettere in discussione. Al tempo stesso, questa Europa plurale, ha come tallone d’Achille il fatto che non è più in grado di dare una risposta alla domanda fondamentale: “Chi siamo?”. È così che l'Onorevole ha introdotto il concetto di pluralità, sottolineando che viviamo in una Europa che svende i valori non negoziabili e che tradisce l’identità cristiana, la quale ha rappresentato storicamente il pilastro della storia, della filosofia greca e del diritto romano.

“Noi tendiamo a presentarci al mondo come una landa deserta perché erroneamente pensiamo che, così facendo, si agevoli il dialogo e la convivenza tra persone completamente diverse.” È stato questo il fulcro del discorso dell’Onorevole, ma ha anche spiegato che questo stato di assenza porta solo al relativismo, che ha come essenza la negazione dell’uso della ragione, l’invito a non entrare nel merito dei contenuti di modo che così si possa sostenere acriticamente che tutte le religioni, tutte le culture, tutti i valori, siano uguali a prescindere dai loro contenuti.

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“Non usando la ragione” – continua Allam – “commettiamo un errore madornale: sovrapporre la dimensione della religione con quella delle persone. In questa sovrapposizione, noi dimentichiamo che ciascuna persona ha una sua specificità che va compresa, rispettata e valorizzata, commettendo l’errore di immaginare che, per amare il prossimo come persona, dobbiamo amare la religione del prossimo a prescindere dai suoi contenuti. Sempre all’insegna dell’errore della sovrapposizione tra la dimensione della religione con quella delle persone, commettiamo un altro errore, non meno grave, nel momento che si precipita nell’ideologia del razzismo, quando condanniamo l’Islam, come religione, approdiamo nella condanna dei Musulmani come persone indistintamente e questo finisce per portarci alle barbarie”.

Altra esortazione evangelica è stata: “Ama il prossimo così come ami te stesso”; essa esprime in modo compiuto l’equilibrio tra l’amore per se stessi e l’amore per il prossimo. Egli crede che noi siamo più inclini a salvaguardare le istanze altrui che non a difendere i nostri valori, la nostra identità, la nostra fede. È necessario recuperare l’uso della ragione per poter rappresentare correttamente la realtà dei fatti, dovremmo recuperare il valore dell’amore, quell’amore che è espresso nell’esortazione “ama il prossimo tuo come ami te stesso” dove oggi ciò che manca è la seconda parte. L’Onorevole: “Noi ci illudiamo di poter amare il prossimo senza amare noi stessi e, amare se stessi, significa scoprire chi siamo, scoprire quali sono le nostre radici, quali sono i nostri valori non negoziabili, quali sono le regole certe, qual è la civiltà in cui ci sentiamo rappresentati; questo è fondamentale per poterci rapportare amorevolmente e costruttivamente con il prossimo”.

“Il mio è un discorso finalizzato all’amore di tutti, senza alcuna distinzione di religione, di cultura e di etnia, ma nella consapevolezza che, affinché ciò si realizzi, noi dobbiamo avere la certezza e l’orgoglio di chi siamo.” –  chiosa dell’Europarlamentare – “Questo è a mio avviso oggi il problema dell’Europa, in cui sicuramente abbiamo la crisi dell’euro, la crisi del tasso di natalità, la crisi dell’occupazione, abbiamo a che fare con una crisi che evidenzia che la nostra Europa è incapace di avere una politica estera per la difesa della nostra sicurezza dall’immigrazione e dall’integrazione comune, ma dove tutto ciò non potrà trovare una risposta adeguata fintanto che noi non sapremo chi siamo, cosa ci rappresenta, qual è la forza che abbiamo dentro di noi”.

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