Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

‘ALTRI IMMAGINARI’: IL POTERE ATTRAVERSO L’IMMAGINE

lector-il-potere-delle-immagini

Nell’ambito del festival Lector in Fabula, che dedica la sua VII edizione al tema “Il Potere. Chi comanda in Italia?”, sarà dato ampio spazio anche alla forza delle immagini attraverso due mostre fotografiche dedicate a Rocco Errico (Rocco Errico. Vicoli, scarpe e garofani rossi) e Sandro Becchetti (L’uomo è un paradosso. Sandro Becchetti e i suoi ritratti).

Le esposizioni, a cura di Rocco De Benedictis (testi di Manuela De Leonardis), saranno allestite presso il chiostro di San Benedetto, a Conversano, dall’8 all’11 settembre 2011, con orari di apertura ore 9.00 – 13.00/16.00 – 23.00 (ingresso libero).

Inoltre, nella giornata di sabato 10 settembre 2011 – dalle 15.00 alle 18.00 nel Chiostro di San Benedetto – sarà data lettura dei portfolio a cura di Sandro Becchetti, Rocco De Benedictis, Manuela De Leonardis e Fanizzi-Maggipinto; evento apripista alla conversazione su “Il potere dell’immagine”.

Un colloquio tra la giornalista Manuela De Leonardis e lo stesso Sandro Becchetti (introduce Nica Ruggero) in cui saranno raccontati i personaggi della Roma degli Anni Sessanta, che da “testimoni speciali” di un’epoca di mutazione antropologica si sono trasformati in “protagonisti della nostra epoca”.

Per l’occasione verranno presentati i volumi: A tu per tu con i grandi fotografi. Vol. I (Postcart, collana Postwords 2011) e Protagonisti. Storie di ritratti in bianco e nero (Postcart 2009). Quest’ultimo lavoro sarà accompagnato dall’omonima mostra fotografica, curata dal fotoreporter Rocco De Benedictis, in omaggio al maestro romano Rocco Errico.

 

Sandro Becchetti (Roma, 1935)

Il fotografo  Sandro Becchetti  ha iniziato la propria attività nella seconda metà degli anni Sessanta. Per lunghi anni ha documentato la realtà sociale, politica e culturale del nostro Paese in un’ intensa collaborazione con i maggiori periodici, quotidiani ed agenzie di stampa. Nella capitale, Becchetti ha avuto l’opportunità di registrare gli sviluppi di una società in pieno mutamento, non solo nelle strade e nelle piazze, ma anche nei palazzi del potere: nomi illustri della cultura e dello spettacolo, personalità della vita politica ed economica sono stati protagonisti dei suoi ritratti. Ha collaborato con le maggiori testate giornalistiche italiane come: La Repubblica, Il Messaggero, L’Unità, Paese Sera, L’Espresso, Il mondo, Secolo XIX, L’Astrolabio, L’altra Italia, Sipario e con uffici stampa di partiti e sindacati. Le sue foto sono apparse su Life e Liberation e sono presenti negli archivi di France Presse, BBC e RAI, oltre che in collezioni private. Nel 1980, dopo aver completato un lungo lavoro sulla campagna romana, nella terra d’origine dei suoi genitori, ha interrotto volontariamente la propria attività per dedicarsi ad altro. In quel periodo ha pubblicato sulla rivista letteraria Nuovi Argomenti, diretta da Alberto Moravia, un racconto dedicato al mondo contadino, al quale sono state dedicate alcune trasmissioni radiofoniche e televisive. Da allora, per quindici anni, si è occupato prevalentemente dell’arte del legno ed ha collaborato sporadicamente con la televisione per la scrittura di soggetti per fiction. Ha ripreso a fotografare nel 1995, con una ricerca sulla Spagna e il Portogallo e soprattutto con un rinnovato interesse per la vita di Roma, che lo ha indotto ad un paziente lavoro quotidiano durato anni e che costituisce un archivio vastissimo dedicato alla Capitale in tutti i suoi aspetti. Attualmente vive a lavora in Umbria, dove ha completato un lavoro di ricerca fotografica iniziato da alcuni anni, pubblicato dall’editrice Postcart. Nel 2009 il suo libro Protagonisti vince il premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico dell’anno. Nel 2010 ha esposto sue foto in ROMA ’60, ha partecipato alla XV esposizione fotografica di San Pietroburgo e al Fucecchio Foto Festival.

 

Rocco Errico (Livorno 1933-Bari 1987)

Nel 1963 si iscrive al Partito Socialista Italiano e la sua vita viene caratterizzata da questa doppia vocazione, che si intreccerà perfettamente: Rocco esprime la sua passione civile e sociale militando nel PSI e insieme testimoniando con le sue foto la vita, la sofferenza, le vicende delle persone comuni, con una naturale preferenza per quelle meno fortunate. Rocco degli anni ’60 è un fotografo apprezzato per i suoi ritratti, per la perfezione e la coerenza dei giochi di luce: i volti e gli oggetti sembrano obbedire ad un’armonia intrinseca, ad una razionalità euclidea. Rende omaggio a sua moglie Noemi con decine di ritratti irripetibili. Ma negli anni ’70 affiora la sua vera vocazione: il reportage, la fotografia che racconta storie di vita ed impietosamente indica e denuncia contraddizioni insopportabili. Bambini di Bari vecchia, vecchi abbandonati in ospizi, cimiteri di guerra, sono i servizi fotografici con i quali ottiene consensi e diversi premi a livello nazionale. Insieme ai suoi reportage, Rocco ama riprendere anche le persone ed i volti più noti, quelli che “fanno la storia”, ma sempre con uno stile personalissimo e sovente ritraendoli in momenti e gesti inconsueti, giocando mirabilmente con il bianco/nero e riportandoli a una dimensione di persone comuni. Si ricordano le sequenze dedicate ad Andreotti, Craxi, De Martino, Lama, Nenni e quella scattata ad un concerto di Mina. Famosissimo il suo reportage ai funerali di Pietro Nenni, dedicato ai volti ed alle storie dei militanti del PSI giunti con le loro bandiere da ogni parte d’Italia. Rocco Errico firma inoltre tutte le foto di scena del Teatro Abeliano. All’inizio degli anni ’80 è ormai un fotografo affermato e uno dei più noti fotoreporter italiani. Il suo entusiastico impegno sociale, la sua arguzia di osservatore dei costumi gli fanno guadagnare collaborazioni con riviste e quotidiani. Nel pieno della vita, giunto a una straordinaria maturazione intellettuale ed artistica, al pieno e sereno equilibrio di quella miscela di interessi e passioni sulla quale ha fondato la sua esistenza e cioè famiglia, lavoro, politica, fotografia, cede ad una malattia che, nel breve volgere di due mesi, lo vince il 27 agosto del 1987.

Commenti 

 
#1 pato è forte 2011-09-08 09:31
come mai l'amministrazione non ha ancora ridefinito gli orari di chiusura e apertura del centro storico come da accordi presi in giunta nel mese di agosto? Di chi è la colpa? degli amministratori o dei funzionari?
grazie
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI