Giovedì 15 Novembre 2018
   
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RIPRENDIAMOCI IL FUTURO: “INFORMAZIONE DIFFERENZIATA”

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Informare i conversanesi sui problemi dell’ambiente, esortandoli ad effettuare la raccolta differenziata. Questi sono gli obbiettivi del comitato “Riprendiamoci il Futuro” che, sabato 17 settembre, nell’auditorium della chiesa di S. Giuseppe, ha tenuto un dibattito sui problemi ambientali di Conversano, in un evento organizzato in occasione del Festival del Giornalismo “Caratteri Mobili”.

La prima ad intervenire sull’argomento è Giovanna Lanzillotta, membro della segreteria del Comitato, che, si è soffermata sul problema della discarica di Contrada Martucci: “Il nostro comitato è nato circa un anno fa con l’obbiettivo di far conoscere alla gente i problemi dell’ambiente in cui viviamo, come ad esempio la discarica Martucci che ha paralizzato tutta la vegetazione di quel luogo”.

“Il nostro Comitato – ha continuato Lanzilotta – cerca, anche attraverso questi eventi, di rispondere ai problemi della vita associata, del bene comune e del senso civico, e questo è un problema grave. Le difficoltà non sono mancate, soprattutto a livello informativo abbiamo avuto problemi. Anche grazie ai social network, però, negli ultimi tempi abbiamo mobilitato molta più gente a seguirci”.

A prendere la parola, poi, è Gianfranco Sisto, anch’egli membro di segreteria del Comitato RIF, che ha sostanzialmente ripreso la linea adottata dalla Lanzilotta: “Abbiamo unito le nostre forze per informare la gente su quello che accade nel nostro ambiente – dice Sisto – dimostrando che al Sud si può e si deve fare informazione. Vogliamo mobilitare molta gente. Ma per farlo abbiamo bisogno di far conoscere meglio l’ambiente conversanese ai suoi cittadini, che forse non sanno realmente quello che sta succedendo intorno a noi”.

Al dibattito è intervenuto anche Pietro Santamaria, ricercatore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, che è stato Assessore all’Ambiente del Comune di Mola di Bari dal 2005 al 2010: “Il problema della discarica in contrada Martucci è serio e forse viene un po’ troppo sottovalutato, non solo dalla gente, ma anche e soprattutto dalla stampa locale”.

Santamaria ha poi mostrato un video in cui sono state raccolte alcune immagini su come era il territorio conversanese negli anni ’70, ovvero prima dell’installazione della discarica, e com’è attualmente. “Possiamo notare come i vigneti e i ciliegeti che c’erano una volta sono spariti, perché seccati a causa dell’inquinamento che la discarica crea ancora oggi”. Il dottore ha tenuto a sottolineare anche che la discarica “non provoca danni solo all’ambiente, ma anche all’uomo, poiché vi sono perdite di biogas, sostanza formata per il 50-60% da metano, che può provocare nell’uomo asfissia”. “Quello che vogliamo – chiosa Santamaria – è maggiore interesse per questi problemi perché non sono temi lontani da noi, non riguardano soltanto gli ambientalisti o gli esperti del settore, è un problema che riguarda tutti, perché migliorare l’ambiente vuol dire per tutti quanti vivere meglio”.

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