Giovedì 15 Novembre 2018
   
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“FORZA ZEMAN CHA CHA CHA”

zeman

E con l’incipit, un po’ rivisitato, che girava sugli stadi foggiani, inizia la serata in compagnia di Giuseppe Sansonna, autore barese del cofanetto Il ritorno di Zeman, presentato difronte ad appassionati riuniti nella biblioteca civica Maria Marangelli di Conversano.

Zdeněk Zeman, nato a Praga nel 1947, dopo essersi trasferito in Italia con lo zio, inizia ad allenare squadre locali dilettantistiche e, dopo il conseguimento del patentino di allenatore professionista, inizierà la sua vera carriera col Palermo, Parma e Messina, ma è col Foggia, alla cui presidenza c’era Pasquale Pasillo, che la sua carriera raggiunge l’apice: allenamenti mirati, 4-3-3 vincente, serie B e il quasi ingresso in Coppa UEFA. Poi è la volta della Lazio, della Roma, del Napoli, della Salernitana, dell’Avellino, del Lecce e un ultimo ritorno al vecchio amore rosso-nero foggiano, difficile da rimettere in sesto.

Ma la serata non è solo un lungo ricordo della carriera dell’allenatore ma anche luogo per discutere sia degli stipendi stellari dei giocatori e sia del fenomeno doping che travolse lo stesso Zeman nel lontano 1998. Dopo le dichiarazioni dell’allenatore, una lunga indagine travolse squadre come la Juventus, il Torino, la Roma e il Parma, e, dopo vari processi e assoluzioni, il 26 aprile 2005, la Camera di Arbitraggio dello Sport (CAS), sancì che «l'uso di sostanze farmacologiche non sono espressamente proibite dalla legge sportiva, e che non possono essere considerate come sostanze simili o associate a quelle espressamente proibite non può essere sanzionato con provvedimenti disciplinari [...]».

Dal 21 Giugno 2011, Zeman è allenatore del Pescara. Una carriera ottima, non c’è dubbio.

Ma verso quale futuro sta andando il mondo del calcio? Un futuro che sta già perdendo la veridicità di seguire una partita direttamente dagli spalti in cui si urlava, sudava ed emozionava tutti insieme. Un futuro che ha già venduto l’emozione alle pay per view.

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