Martedì 20 Novembre 2018
   
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Laboratorio teatrale per diversamente abili

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Dopo il successo del teatro “Migrante” che ha permesso a donne migranti e non di mettersi in gioco e di raccontarsi, la regista ritorna con il progetto di un laboratorio teatrale per disabili e in attesa che abbia inizio la regista Annalisa Legato si è resa disponibile per una conversazione che mettesse in luce intenti e obiettivi di questo progetto.

Lunedì 16 gennaio, partirà il laboratorio teatrale che vedrà coinvolti utenti diversamente abili, come mai la scelta di lavorare a fianco ai disabili?

“Io lavoro con i disabili da circa vent’anni, dapprima come assistente garantendone il benessere psico-fisico, poi in teatro: mi affascina il modo in cui i diversamente abili occupano la scena. Mi colpisce, da un punto di vista artistico ed estetico, la tonicità dei loro corpi. A differenza dei normodotati, i disabili vanno in scena senza temere il giudizio del pubblico, loro si lasciano andare”.

Come il teatro riesce a generare comunicabilità per i diversamente abili?

“Il teatro è di per sé metafora; permette di raccontarsi, non solo mediante le parole. Agli utenti non chiedo mai di eseguire quello che decido io. Io fornisco input, ma a loro lasciato spazio per esprimere se stessi. Io li aiuto a mettersi in scena, creo il montaggio della scena, ma tutto quello che si vede nello spettacolo è materia loro, e su questo materiale non intervengo mai”.

Durante il laboratorio, ci saranno anche operatori socio-pedagogici, che funzione avranno accanto ai disabili?

“Gli operatori sono dei volontari; si tratta di ragazzi che seguiranno gli utenti sul campo, però non entreranno in scena a meno che non sia necessario. L’operatore normodotato prenderebbe con la sua personalità troppo spazio a scapito del diversamente abile”.

Nel progetto per metter su il laboratorio in che modo gli enti sono stati fondamentali con il loro supporto?

“Per il laboratorio gli enti hanno garantito un appoggio importante. In particolare è da ringraziare l’assessore alle Politiche Sociali, Francesca Lippolis, che ha sostenuto tutte le nostre proposte. Quest’anno il laboratorio ha ricevuto consensi ed è stato finanziato anche dalle associazioni, non solo dall’assessorato alle Politiche Sociali. A breve, a febbraio, inizierà un laboratorio diurno per i disabili; una valida alternativa ai centri. Il laboratorio per diversamente abili ha l’obiettivo non puramente terapeutico, ma permette agli utenti di raccontare se stessi. E poi penso che tutto ciò che apporti benessere psico-fisico sia sempre terapeutico”.

Tale progetto vedrà la partecipazione di quindici utenti maggiorenni ed è stato organizzato dall’Associazione Attivamente e dalla coop. Maccabeteatro con il patrocinio dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Conversano. 

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