Lunedì 19 Novembre 2018
   
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“Profili dell’universo femminile". Intervista al regista Dario Faggiano

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In occasione della Festa della donna, l’Associazione culturale “Cuori con le ali” andrà in scena con uno spettacolo di Teatro-danza in atto unico, diretto da Dario Faggiano e Antonella Nardomarino. Per capirne di più, al regista Dario Faggiano, è stato chiesto di concedere un po' del suo tempo per un’intervista.

Dario FaggianoSganciandoci dal mero aspetto commemorativo della Festa della donna, cosa vi ha spinti a voler mettere in scena e scoprire i “profili” dell’universo femminile?

"L’idea di parlare dell’universo femminile è partita dalle ragazze dell’associazione: è stata una loro esigenza. Le tematiche vengono scelte, infatti, cercando di andare incontro alle esigenze dei ragazzi e delle ragazze iscritti all’associazione. Tratteremo, dunque, della donna in tutte le sue sfaccettature poiché ha maniere diverse di affrontare la vita, il lavoro, il modo di relazionarsi con l’altro. Lo spettacolo vuol essere, anche per i ragazzi, un modo per capire meglio l’universo e il punto di vista femminile e trovare con le donne un punto di incontro".

Ma perché, dunque, presentare l’universo femminile al pubblico?

"Portare l’universo femminile in scena ha come obiettivo quello di far avvicinare il pubblico alle donne, far capire le sfaccettature del mondo femminile che non sono ancora comprese e far conoscere i loro pensieri".

Oltre all’aspetto commerciale che ha assunto negli ultimi tempi, la Festa della donna è nata comunque, per commemorarla dal punto di vista politico-sociale. Lo spettacolo mette in luce anche le problematiche sociali delle donne?

"Oltre a voler festeggiare la donna in modo scherzoso, lo spettacolo ha anche una connotazione di denuncia sociale nei confronti di certi atteggiamenti ancora maschilisti della società italiana, nel lavoro, in politica e nel linguaggio. Oltre a giocare e scherzare sugli aspetti femminili con pezzi comici, si vuole anche far riflettere su certi comportamenti".

Molte poetesse, come Annie Vivanti, criticavano il platonismo con cui l’uomo parlava della figura femminile. Restituendo, dunque, alla donna il suo bagaglio emotivo-sentimentale, le sue connotazioni più terrene, Annie Vivanti insinuava che, sotto certi aspetti, l’uomo e la donna si somigliassero. Lei ritiene, che, al di là delle differenze di genere, l’uomo e la donna non siano poi tanto diversi in alcuni aspetti?

"Traendo spunto da una frase di Oriana Fallaci, posso dire che, alla fine, siamo persone e abbiamo cervello e cuore che non hanno sesso; essi sono mossi da un’anima che è comune all’uomo e alla donna. Non dobbiamo stare a scontrarci sulle differenze reciproche. L’importante è essere grati alla vita, a questo dono".

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