Domenica 18 Novembre 2018
   
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CanaPuglia, Claudio Natile ci guida nel bilancio del primo anno di lavoro

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Il 30 dicembre 2011 CanaPuglia ha compiuto il suo primo anno di vita. Claudio Natile, presidente dell'associazione conversanese, ci aiuta a fare un bilancio delle iniziative fin qui promosse dandoci appuntamento a domani − 16 marzo ore 18.30 − per il Convegno "Fa che il cibo sia la tua medicina".

canapuglia locandina"In un anno − inizia Natile − abbiamo mantenuto le nostre promesse scritte nel progetto: ci siamo impegnati a veicolare conoscenze sull'impiego della canapa in una moltitudine di settori produttivi. Dall'ambito tessile a quello cartario, dall'edilizia all'alimentazione biologica, senza tralasciare le potenzialità curative e medicinali. Abbiamo, poi, stretto rapporti con tutte le realtà in Italia, associazioni e aziende, che lavorano da anni con questa pianta. Ad esempio siamo in contatto con chi produce mattoni di canapa (visionabili nella sede di via Adua, ndr) che vanno incontro alla richiesta di sostenibilità in campo edile. Un'esigenza cui oggi non è ancora stata data adeguata risposta: si persevera nello sfruttamento delle risorse minerarie, senza rispetto per il territorio in cui si va a costruire. Con la canapa si potrebbe ovviare a questo problema: un edifico dismesso, se realizzato in canapa, non è un scarto da abbandonare in una discarica e, dunque, non presenta ricadute negative sul ciclo di produzione e smaltimento dei rifiuti".


Dal Salento a Conversano passando per la Sardegna. "Canapa e Ambiente a Scuola" è un altro vostro punto di forza.

"Crediamo nel potere culturale della canapa e per questo non ci sottraiamo al confronto con gli studenti. Il seme del cambiamento sta in loro, discutere su valori alternativi a quelli imposti dai meccanismi sociali, a volte perversi, può farci sperare in una società migliore. L'oro verde anche qui fa il suo dovere: non è solo un prodotto ma anche un simbolo. Oltre a produrre più di 25mila materiali ecocompatibili, questa pianta rappresenta uno strumento per parlare delle buone pratiche che ognuno di noi può mettere in atto per salvaguardare la salute e l'ambiente".


Veniamo al nuovo anno.

"Il 2012 si è aperto con un grande sogno di Canapuglia: produrre la canapa in Puglia. Tenteremo di avviare una serie di coltivazioni mirate alla produzione di canapa pugliese. Mentre lo scorso campo era uno strumento utile ad attirare l'attenzione dei mass media e dell'opinione pubblica su questa risorsa, questo nuovo obiettivo punta alla realizzazione di una vera filiera sperimentale. Avremo dai 5 ai 10 ettari in tutta la Puglia, da Foggia al Salento, qualcuno nelle vicinanze di Conversano che curerò personalmente. Ricordo, poi, la partecipazione al Congresso nazionale di Legambiente − in cui abbiamo portato a conoscenza dei vertici del cigno verde il nostro lavoro − e la collaborazione con FareVerde per ospitare una mostra sull'uranio impoverito. Difatti, siamo aperti a condividere il nostro spazio con tutte le associazioni che puntano l'attenzione sulle responsabilità che l'uomo ha nei confronti dell'ambiente. L'uranio che, grazie alle armi arricchite, è stato depositato in Bosnia e Jugoslavia, è sepolto in quei territori e lo sarà per sempre, condizionando pesantemente la catena alimentare, con tutte le implicazione che tale contaminazione ha sulle nuove nascite e sulle nuove malattie che si presentano".


Restando all'estero, siete tra i sostenitori della collaborazione Italia-Nepal.

"Si tratta di un progetto di solidarietà di cui fanno parte associazioni italiane e nepalesi. Il promotore dell'iniziativa è Alberto Solari, presidente di "Pazienti Impazienti Cannabis". Alberto è un malato di AIDS che, da cinque mesi, vive sulle montagne dell'Himalaya tessendo rapporti con le comunità nepalesi che lavorano la canapa. L'intento è contrastare le pressioni che il mercato tessile di Cina e Thailandia sta esercitando nei confronti di quei villaggi che traggono sostentamento proprio dalla millenaria coltura e lavorazione a mano della canapa. CanaPuglia contribuirà diventando piattaforma di promozione di una rete di distribuzione di tutti i prodotti alimentari, cosmetici e tessili lì realizzati. È anche previsto un convegno in cui i rappresentanti delle associazioni nepalesi saranno inviati in Italia per far conoscere alle nostre istituzioni quello che stiamo cercando di fare".


Non sono mancati i partenariati con la comunità scientifica.

"Abbiamo fatto conoscere il seme di canapa al prof. Franco Berrino, dirigente dell'Istituto dei Tumori di Milano. La demonizzazione di questa pianta mediante un'accanita e capillare politica proibizionistica ha trovato in Italia terreno molto più fertile rispetto agli altri Stati; un terreno che produce la sua 'gramigna' ancora oggi. Nonostante la globalizzazione delle conoscenze, l'Italia non ha mai promosso una legge a sostegno del ritorno della coltivazione della canapa, di cui eravamo il secondo produttore su scala mondiale (100 mila ettari nel 1940). Più di ogni parola basta un dato: oggi in Italia si coltivano solo duecento ettari contro gli ottomila della Francia. Tutto questo ha impedito alla comunità scientifica di focalizzare la ricerca sulle proprietà nutritive della canapa. Il prof. Berrino è stato da subito sensibile all'argomento, anche perché insegna alimentazione preventiva, ossia come evitare le malattie attraverso una corretta alimentazione".


E questo ci porta al convegno che avete organizzato per domani, 16 marzo.

"Fa che il cibo sia la tua medicina, così ammoniva Ippocrate più di duemila anni fa. Con questo evento, patrocinato dal Comune di Conversano, vogliamo sfatare le convinzione che l'opinione pubblica ha sugli alimenti che consumiamo ogni giorno. A guidarci sarà il dott. Antonio Moschetta, ricercatore dell'Università di Bari e Dirigente dell'Unità di ricerca sul rapporto metabolismo dei grassi e tumori del Consorzio “Mario Negri Sud”. Chiaramente, seguiremo proprio l'insegnamento di Berrino, che a livello internazionale è lo scienziato che si batte per ripristinare il principio di verità, scontrandosi con i grossi interessi economici che si occultano dietro l'industria alimentare. Vere e proprie lobby con un apparato di manipolazione dei messaggi da veicolare al consumatore per pilotare le sue scelte che, come è noto, hanno importanti ricadute sull'ambiente e su tutte le altre sovrastrutture socio-economiche. Questo convegno sarà, infine, l'occasione per parlare anche del seme di canapa come alimento tutto da scoprire: proporremo con il dott. Moschetta delle somministrazioni di olio di canapa secondo il principio della nutrigenomica, quella branca della medicina che da rilievo agli alimenti, a livello genetico, per la prevenzione e la cura delle patologie più diffuse".

Quasi superfluo, a questo punto, precisare che tutto il materiale informativo è stampato su carta di canapa...

 

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