Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

Gran finale per il SUDESTIVAL: Ospite Marina Spada

Il-mio-domani-gerini - festival cinema

La serata conclusiva dell'edizione 2012 del Sudestival si è tenuta ieri, alle 21:00, presso il CineTeatro Norba di Conversano, la regista Marina Spada ha presentato "Il Mio Domani", con protagonista la brava Claudia Gerini.

"Il Mio Domani" racconta la storia di Monica (Claudia Gerini), una donna in carriera che vive un vuoto esistenziale. Ha un rapporto difficile con il padre (Raffaele Pisu), con il suo compagno Vittorio (Paolo Pierobon), presidente della società di formazione aziendale per cui lavora, e persino con la sorellastra Simona (Claudia Coli). Nemmeno la parentesi di una breve relazione con Lorenzo (Lino Guanciale), incontrato a un seminario di fotografia, riesce a distoglierla dalle sue inquietudini. Solo la morte del padre, malato da tempo, le offrirà la possibilità di voltare definitivamente pagina.

sudestival il mio domaniLa regista Marina Spada ha già all’attivo diverse partecipazioni alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, alla Mostra Internazionale del Cinema di Roma, nei primi anni ’90 ha rappresentato l’Italia al Women Film Festival di Los Angeles. "Innanzitutto ringrazio l’organizzazione per avermi invitata – afferma la regista – per il semplice fatto che i registi fanno i film per farli vedere a tutto il pubblico, non a fette strane di pubblico illuminato, amico… il pubblico è il pubblico e merita presenza e rispetto. Il film è stato girato a Milano come tutti i miei film. Diciamo che mi sono data il compito di testimoniare la città perché questa città dal cinema nazionale era sparita da molti anni”.

E’ consuetudine italiana non apprezzare molto i talenti nazionali, salvo poi riscontrare enormi apprezzamenti all’estero. E’ un fenomeno che si verifica in tutte le arti: nel campo musicale, per esempio, un grande cantante dalla voce meravigliosa come Andrea Boccelli, riscuote maggiore successo all’estero piuttosto che in Italia, dove è considerato “ di nicchia” rispetto tanti altri. Lei che spesso promuove i suoi film all’estero, quali riscontri registra nei confronti del cinema italiano?

"Sono stata ultimamente a Londra, Instabul e anche a Madrid per proiettare i miei film insieme ad altri film per l’Italian Film Festival organizzati dal Ministero e da Film Italia: le proiezioni sono gremite, ma al di là di questo, i film – tra l’altro molti presenti qua sul festival – sono film che sono stati venduti in moltissimi Paesi all’estero. Sono film che trovano difficoltà nella distribuzione nazionale e vengono invece venduti molto all’estero. Questo secondo me, è un dato su cui qualcuno deve riflettere. Io ci ho già riflettuto, gli autori ci riflettono, forse ci dovrebbe riflettere chi ha la responsabilità della cultura in Italia.

Secondo lei i pochi investimenti in cultura sono alla base delle difficoltà per l’affermazione in patria del talento artistico nazionale?

"Il talento italiano è una cosa che esce casualmente ogni tanto. Non ci sono protocolli perché i talenti italiani siano coltivati, protetti e propagandati. Si sa bene che questo è il Paese del galleggio a vista, e quindi anche nella cultura. Che nella cultura non si investa non sono certo io a dirlo e a pensarlo. C’è una realtà, è una realtà spiacevole e dannosa per il Paese. I soldi investiti in cultura rendono, rendono eccome. Diciamo che noi più che un’industria nazionale, abbiamo una cultura nazionale da vendere".

Al suo esordio nel mondo del cinema ha collaborato per la realizzazione di un film molto importante che vedeva protagonisti due giganti del cinema italiano: Massimo Troisi e Roberto Benigni. Il film si intitola: “ Non ci resta che piangere”. Cosa ricorda di quell’esperienza? 

"Beh il ricordo… è stata la prima vera volta che io ho lavorato nell’industria del cinema, che è romana. Molto diverso come tipo di ambiente da quello da me coltivato e frequentato fino al quel momento… in quel film ho fatto l’aiuto regista. Ho realizzato diversi lavori ma dall’80 in poi, anche perché questo è un lavoro che si impara facendo insomma. Ricordo che ho di quel set… set molto duro dal punto di vista delle relazioni con la troupe, un set piacevole per quanto riguarda Benigni e Troisi, due persone molto, molto generose con gli altri.

Massimo Troisi fuori dal set?

"Era esattamente come nei suoi film… lui metteva in scena sé stesso, era esattamente così! Persona molto dolce, molto ironica, molto gentile, molto pacata, molto malata…".

E Roberto Benigni?

"Entrambi fanno sé stessi, entrambi sono quella cosa.. sono esattamente ciò che si vede in quel film!

Stasera ha presentato il suo film dal titolo “ Il mio domani”, con protagonista Claudia Gerini. Ci svela la trama?

"E’ la storia di una donna che fa la formatrice aziendale, un lavoro del terziario avanzato. E’ un lavoro che usa il sapere per manipolare, che usa il sapere per il potere. E’ una critica verso questo modo di agire, anche perché le parole che usa sono usate in senso tecnico, svuotate dalla loro portata storica, dalla loro portata affettiva e di significanza profonda. E’ una donna che deve elaborare un rancore dato dall’abbandono della madre per poter diventare sé stessa. Tutti noi dobbiamo elaborare i nostri rancori per liberarci e raggiungere la nostra identità. Nel film Claudia Gerini è una donna in carriera che vive i suoi rapporti umani con estrema difficoltà. E’ un po’ la rappresentazione della società moderna, dove si cura molto la carriera ma si trascurano i rapporti umani? Beh, diciamo che è una donna che ha difficoltà con i sentimenti data dall’abbandono della madre in tenera età. E quindi ha delle relazioni che la costringono a non esporsi più di tanto nei suoi sentimenti".

Dove sarà possibile rivedere il suo lavoro?

"Ecco, appunto… lo chiedo a lei. Questi film hanno problemi di distribuzione in Italia. Come dicevo precedentemente, gran parte dei film di questo festival sono venduti all’estero e mal distribuiti in Italia. Quello che posso dire è che la prossima settimana sarà proiettato a Bari al Bif&st e lì lo potranno vedere".

Perché vedere questo film?

"Perché è un film diverso, perché è un film che più con le parole, racconta con le immagini".

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI