Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Canapuglia, e che ti mangi

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Canapuglia e il cibo. Un connubio che potrebbe far capire molto sulla nostra alimentazione, su cosa si sbaglia, su cosa è cambiato di generazione in generazione. Per tornare a quando la dieta mediterranea dettava le regole giornaliere, inconsapevolmente. Venerdì 16 marzo ne canapuglia-convegno-2ha parlato l'associazione che ha portato la canapa in Puglia, insieme a Claudio Natile (nella foto a destra), e ad Antonio Moschetta (nella foto in basso), ricercatore dell'Università di Bari e dirigente dell'unità di ricerca sul rapporto metabolismo dei grassi e tumori del Consorzio “Mario Negri Sud”.Il tutto, nella suggestiva cornice del castello di Conversano, durante il convegno “Fa' che il cibo sia la tua medicina”.

Illuminante, sotto molti punti di vista, l'esposizione delle qualità della canapa in quanto alimento, tanto da spingere lo stesso Moschetta, a sperare di poter studiare e approfondire la questione, a livello più ampio e non solo locale, mettendo anche a disposizione il suo stesso laboratorio.

Tante le motivazioni a supporto di questa tesi. Anzitutto, perché l'alimentazione influenza il benessere generale del corpo di un uomo. “Gran parte dei tumori nasce a tavola, ma è anche vero che il cibo può proteggerci da queste patologie. Ovviamente, – ha detto Moschetta – mangiare cibi che contengono additivi chimici può sottoporci a grande rischio. Alcuni prodotti sono dei detossificanti delle nostre cellule”. In quest'ottica, è da considerare che l'agricoltura biologica è una soluzione a questi problemi. Oltre, ovviamente, ad essere una soluzione alla obesità. Differenziando però, l'obesità americana (dovuta ai grassi), e quella italiana, dovuta all'eccessivo consumo di carboidrati, è stato necessario ribadire quanto molti dei prodotti da noi quotidianamente usati, danneggino il nostro organismo.

Incontri come questi possono servire ad esempio, a sfatare dei miti. Prendiamo lo zucchero. canapuglia-convegno-3“Lo zucchero di canna – ha detto il ricercatore – e lo zucchero bianco, sono uguali dal punto di vista glicemico. Basti pensare che lo zucchero bianco è semplicemente una raffinazione di quello di canna”.

Ma cosa abbiamo perso della tradizione della dieta mediterranea? Gli orari, anzitutto. “Lo stile di vita è cambiato, la mattina mangiamo troppi zuccheri che producono un aumento dell'appetito nelle ore immediatamente successive, senza contare che i tumori vivono di zuccheri. La sera mangiamo tardi e assumiamo altri zuccheri per poi andare subito a dormire. In questo modo, il nostro organismo non riesce a sintetizzare i grassi”. Non è stata risparmiata neppure la farina 00, che nei soggetti metabolici può essere una vera bomba.

A fronte di tutto ciò, la canapa può essere una soluzione, considerando che si tratta di una pianta che non ha bisogno di pesticidi per essere coltivata. Oltretutto, vista la demonizzazione del prodotto, e vista anche la demolizione di tradizioni come il primitivo ricavato dagli alberelli, e non da distese di plastica, è impossibile non riportare e discutere la sacrosanta dichiarazione di Moschetta. “Se solo avessimo usato la cultura e difeso i nostri prodotti originari, ora avremmo un sacco di soldi e un'alimentazione senza dubbio migliore”.

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