Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Un’orchestra sinfonica per la Cattedrale di Conversano

Orchestra sinfonica bari

La splendida Cattedrale di Conversano, riaperta da pochissimo, è stata la cornice che ieri, sabato 21 aprile, ha accolto, il concerto dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, che dal 1968 lavora e suona, anche in ambiti extraregionali.

Diretta da Lorenzo Fico, ha eseguito il Concerto du Sacre de Napoleon del compositore tarantino Giovanni Paisiello. Napoleone e Paisiello furono spesso uniti dal fervore artistico, infatti il primo non ignorò mai l’arte musicale e il secondo fu spesso chiamato e ospitato a Parigi per comporre musica nella cappella bonapartiana.

Ma questo concerto nasce da un lato per l’ammirazione che Bonaparte aveva per il compositore italiano e da un altro lato per celebrare in maniera solenne e indimenticabile la sua incoronazione a imperatore. Le cronache del tempo parlano di una cerimonia che durò sei ore e di due grandi orchestre che, sicuramente con qualche difficoltà, dovettero concertare quasi all’unisono, inventando qualche differenza per pompare l’importanza del momento.

Ieri, invece, tutto è iniziato con l’introduzione per banda di Jean Francois Lesueur, proseguendo con Nicolas Roze e il suo coro Vitat in aeternum, per arrivare, poi, alla messa per l’incoronazione di Giovanni Paisiello, formata dal Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agus (inframmezzata dalla voce recitante di Sergio Raimondi).

Un concerto e una musica che fanno respirare la Francia del tempo, ma che al contempo ‘celebrano’ le due finalità napoleoniche: quella religiosa e quella guerresca-risolutiva. Una melodia, insomma, che vuole raccontare la grandezza dell’antico e del neoclassicismo che permeava nella musica, nell’arte e nelle gesta di quel tempo ormai lontano.

Una scelta artistica, quella di dedicare questo concerto alla figura di Napoleone, che potrebbe risultare inconsueta o strana, soprattutto se si pensa che le gesta di Bonaparte fecero strappare la dedica dell’Eroica perfino al grande Beethoven. Ma, nonostante questo, l’Orchestra della Provincia di Bari ha comunque riportato alla luce un pezzo di storia musicale ancora poco conosciuto.

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