Venerdì 16 Novembre 2018
   
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No Broken Botton, tra musica e crisi

No broken botton foto

Continua la ricerca di nuovi gruppi musicali di Conversano e questa settimana parliamo con i No Broken Botton, impegnati a crescere musicalmente ma stando sempre attenti a loro stessi e al significato che vogliono dare alla musica.

Chi sono i No Broken Bottom e com'è nato il vostro gruppo?

"I No Broken Bottom sono un gruppo nato per caso a Monopoli nel 2007 dalla volontà di Sante Corbacio e Francesco Lagalante entrambi rimasti senza band. L'idea iniziale era quella di dare libero sfogo alla propria creatività nella sala prove, i nostri background e le nostra voglia di esprimerci hanno fatto il resto. Sicuramente l'arrivo di Vito De Michele ha segnato una tappa significativa per il percorso della band, contribuendo a definire il carattere e dando sempre più senso a questo percorso. Un percorso che si trova appena all'inizio, dato anche l'arrivo di un'altra chitarra suonata da Danilo Rotolo, trova un altro abile rifinitore e un'ulteriore spinta al sound dei NBB. Definiamo la nostra musica alternative rock, abbiamo diverse influenze che vanno dal Grunge allo Stoner al Noise…".


No Broken Bottom. Perché questo nome?

"Ci sono due spiegazioni: una autoironica l'altra più seria. La prima riguarda la nostra spiccata sfortuna che ci perseguitava all'inizio di questa avventura e che speriamo sia finita! La seconda riguarda le condizioni precarie con cui le nostre generazioni sono costrette a confrontarsi. Crediamo che questo periodo sia uno dei più difficili che sia stato mai affrontato. Ecco perché il nostro nome è quasi un invito a stare attenti a non rompere mai il "fondo" anche se molti di noi purtroppo sono costretti a toccarlo spesso".


Suonate brani originali, se si, di cosa parlano?

"Si, suoniamo brani inediti che parlano della nostra condizione, del sempre più frequente senso di smarrimento legato alla nostra generazione, del rifugio trovato nell'amore per un'altra persona, semplicemente parla di quello che accade dentro e fuori di noi, ma Credo si avverta un forte senso di rinascita e una voglia enorme di riprenderci quello che ci spetta, di dimostrare che c'è ancora qualcuno che usa il proprio cervello!".

 

Cosa pensate della musica oggi e cosa volete dire ed esprimere attraverso di essa?

"Per quanto riguarda la musica italiana bisogna ammettere che le condizioni attuali sono estremamente tragiche! Il 90% della musica italiana è inchinata davanti al main stream e non fa altro che rispecchiare la crisi di contenuti espressa dai mezzi di comunicazione. A volte, guardando la tv, sembra che ti stiano dicendo "il nostro paese è in ginocchio sotto tutti i punti di vista, ma sapete cosa vi diciamo? Chissenefrega! Evviva l'ignoranza!". Questo purtroppo si riflette molto su quello che i ragazzi creano o vorrebbero creare. Molti gruppi sono talmente abbagliati dalla voglia di successo o di andare in tv che finiscono per non riconoscersi neanche in ciò che compongono. Poi c'è quel 10% che spinge per emergere e dove magari si trovano tante cose interessanti che trascinano molta gente ma vengono snobbate dal sistema".

 

Quali progetti (concerti, concorsi) state seguendo, e ce ne sono di futuri?

"Al momento stiamo partecipando a vari festival e concorsi nella zona, sperando di sperimentare il più possibile i nuovi lavori e magari cogliere qualche sensazione di chi ci ascolta. Stiamo lavorando sui nuovi brani che comporranno il nostro primo album che desideriamo davvero tanto e da tanto tempo e vogliamo continuare a mettere la spontaneità e la passione in tutto quello che facciamo!".

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