Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Ritrovato un manoscritto sulla cattedrale di Conversano

cattedrale manoscritto 01

Rovistando tra i mercatini delle pulci di Bari, l’ottimo Antonello Campanella di Conversano con grande intuito ha scoperto sulle bancarelle un volume manoscritto, che era custodito nella sagrestia della cattedrale appartenente all’Archivio Capitolare di Conversano. Non sapendo come mettersi in contatto con il Comando Carabinieri di Tutela del Patrimonio Culturale (tel. 080/52.13.038) e prima che esso fosse alienato ad altri, lo ha personalmente acquistato per farne generoso dono allo stesso Archivio, confluito ora nell’Archivio Diocesano di Conversano. A lui il ringraziamento di tutta la città per l’insperato arricchimento.

Tante le domande che sorgono non tanto sul quando (di recente), quanto soprattutto sul come il manoscritto si trovasse lì (trafugato? venduto? e da chi?), e resta comunque inspiegabile l’omessa e indispensabile denuncia da parte dei tutori di tali beni ecclesiastici. Il consistente volume, di pagine non numerate, reca il titolo di Regesta. Cattedrale di Conversano; si tratta di una cronistoria che inizia dal 31 ottobre 1926 e termina il 31 dicembre 1990, divisibile in due parti: la prima di mani anonime si conclude l’8 marzo 1936, la seconda è redatta da don Pasquale Cantalupo dal 17 dicembre 1970 fino all’explicit cronico suindicato.

Preziosa la storia minuta, riportata nel diario soprattutto nella prima parte, per il vissuto che, pur essendo storia anche minore e se vogliamo spicciola, ha appena vita nella memoria visiva, e forse rapsodicamente uditiva, accolta magari in parte solo giornalisticamente, senza avere diritto di cittadinanza nella storia scritta.

E proprio nella microstoria spesso si colgono particolari di grande rilevanza storica. Così per esempio il 1° novembre 1926 nella cattedrale si è cantato un solenne Te Deum in ringraziamento a Dio per lo scampato pericolo del primo ministro on. Musolini <sic>, alla cui vita ieri si è attentato. Mons vescovo <Domenico Lancellotti> ha pronunziato dal trono parole di circostanze. (Scusate, e una preghiera per l’attentatore, l’appena quindicenne Anteo Zamboni, linciato sul posto e accoltellato a morte dalle camicie nere, no?).

 

Per un piccolo saggio del contenuto ritengo possano interessare i lettori tre momenti celebrativi che trascrivo: la riapertura della cattedrale dopo l’incendio, la festa esterna della Madonna della Fonte nel maggio successivo e l’inaugurazione del nuovo altare dedicato alla Vergine della Fonte il 31 dicembre (nella foto in basso , i reperti dell'altare dopo la sua dismissione).

cattedrale manoscritto 02

La riapertura della Cattedrale

31 0ttobre 1926. Sua Ecc.za mons. Domenico Lancellotti, assistito dal rev.mo capitolo cattedrale: arcidiacono d. Gaetano Lippolis, arciprete Luigi Ippolito, 1° primicerio d. Luigi Fanelli, 2° primicerio d. Leonardo Aloisio, canonici: d. Andrea prof. Rondinini, d. Sebastiano Labbate, d. Angelo Laterza (organista del tempo), penitenziere Vito Cornacchioli, d. Vito Lippolis, d. Angelo Calderaie, d. Giacomo Fanelli, d. Giuseppe prof. Bolognini, d. Angelo inseg.te Coletta, teologo Luigi prof. Gallo, can. Giuseppe Notarangelo, d. Angelo La volpe, d. Pietro Perrini; mansionari: d. Matteo Raimondo, d. Angelo Rotolo, d. Vito Lippolis hanno solennemente inaugurata la cattedrale.

Deo gratias. Dopo 15 anni e quattro mesi circa hanno riaperta oggi, prima festa di Cristo re, questa chiesa in gran parte distrutta dall’incendio che scoppiò la notte del 10 luglio 1911, essendo allora vescovo il compianto mons. Lamberti. Alle 9 Sua Ecc.za mons. Domenico Lancellotti col capitolo ha iniziato il rito della benedizione del tempio, terminata la quale, fatto entrare il popolo si è proceduto all’investitura del nuovo canonico d. Matteo Raimondo. (segue testo di altri 12 righi). Hanno eseguito la messa in musica le Figlie di S. Anna e le convittrici dell’Istituto S. Benedetto dirette da suor Agostina Fioravanti, che sedeva all’armonium. Al vangelo S. Ecc. mons. Vescovo ha recitato l’omelia. Nel pomeriggio si sono trasportate processionalmente dalla chiesa di S. Francesco alla cattedrale il SS. Crocifisso, il quadro di Maria SS. della Fonte e la statua di S. Flaviano. Nella chiesa affollatissima mons. vescovo in abiti pontificali dal trono ha tenuto un discorso, ha letto la formula di consacrazione al Cuore di Gesù e dopo il canto del Te Deum, ha impartito la trina benedizione.

 

La festa della Madonna della Fonte

cattedrale manoscritto 04Venerdì 13 <maggio 1927> : inizio della festa esterna della B. V. del Fonte. La cattedrale si para a festa, si veste con abiti festosi il quadro che andrà in processione, gli altari maggiore e della B. Vergine si adornano con fiori a cera. A sera dopo la predica esce la processione della Madonna che si porta ad un tempietto in piazza S. Cosmo. Questa sera si inaugura un magnifico impianto elettrico al cappellone ed all’altare della B. V. del Fonte.

Sabato 14: messe in continuazione, messa solenne ecc.: tutto indica la vigilia della grande festività A sera la cattedrale è sfarzosamente illuminata. Si pontificano i vespri solenni da Sua Ecc. mons. Lancellotti con l’assistenza del rev.mo capitolo, clero, seminaristi. Indi s’inaugura un artistico nuovo pulpito, dono completo del cuore munifico del canonico della cattedrale prof. Giuseppe Bolognini. Sua Ecc. benedice l’insigne opera d’arte (composta sullo stile dell’antica cattedrale). Poscia, vestito degli abiti pontificali, piviale prezioso e mitra gemmata e baculo <ossia pastorale>, ascende pel primo il sacro pulpito e legge un discorso d’occasione, in cui dopo aver encomiato e ringraziato il canonico Bolognini, esprime la gioia di veder compiuta un’altra opera necessaria al corredamento del tempio ristaurato. E siccome questa inaugurazione la si compie la vigilia della festività della B. V. del fonte, ricorda a brevi tratti la venuta dell’insigne quadro; storia che si è innestata alla vetusta cattedrale in cui mercé la protezione di Maria SS.ma si viene mano mano ristaurando completamente l’antica casa che essa prescelse e dove per tanti secoli ha profuso le innumerevoli grazie sulla città di Conversano. Indi ascende il pulpito il can. prof. Bolognini e commosso legge un discorso, in cui dopo aver ringraziato il Signore per avergli fatto compiere tale opera afferma che due sentimenti l’hanno mosso a ciò. Dapprima d’esser egli sacerdote (quindi un doveroso attacco <ossia attaccamento> alla sua cattedrale), e poi l’esser egli cittadino conversanesi per cui la cattedrale è ricca di tanti ed innumerevoli soavi ricordi. (segue testo di altri 9 righi). Il discorso del sac. prof. Bolognini rievocante la più cara memoria conversanesi fu un vero capolavoro storico, opportunamente recitato nella fausta inaugurazione d’un pulpito degno coronamento nella nostra cattedrale. (segue testo di altri 9 righi).

15 domenica: festività esterna della B. V. del Fonte. Sin dalle primissime ore del mattino si rigurgita di gente d’ogni classe il nostro maggior tempio. Sono signori, sono popolani, sono forestieri che si versano dai vicini paesi per visitare la nostra cattedrale. Alle 5 celebra l’arciprete parroco d. Ippolito can. Luigi, indi seguono a celebrare: can.co Calderare, il missionario d. Raffaele Mancini, il can.co d. Pietro Gallo di Noci, il prof. Mancino. Indi il pontificale solenne di Sua Ecc. mons. vescovo e l’ultima messa la dice il can. Raimondo verso le 3 pom. al ritorno della processione solenne. (…). Al pontificale solenne cantano la messa in musica l’Istituto di S. Benedetto e la musica è diretta da suor Agostina delle Figlie di S. Anna. Dopo il pontificale esce la solenne processione che si ritira alle 3. A sera verso l’Ave Maria, il capitolo recita il vespro e poscia l’arciprete, assistito dai ministri can.ci Raimondo e Fanelli, intona il Te Deum, indi impartisce la benedizione solenne. La cattedrale è sfarzosamente illuminata ed è gremita di gente non solo paesana ma di forestieri venuti per la festa della B. V. del Fonte.

cattedrale manoscritto 03Lunedì 16: alle 9 messa solenne di ringraziamento. Durante la messa si canta la magnifica Ave Maria del maestro Quaranta. Viene cantata dall’arciprete e dal sac. d. Rotolo ed accompagna l’armonium il can. Laterza. La sera verso le 10 ritorna in cattedrale il quadro della B. Vergine del Fonte che durante le feste è stato esposto in piazza.


L’inaugurazione del nuovo altare

Ad anno finito <31 dicembre="" 1927=""> (…) piace ricordare i principali benefattori che hanno concorso alla costruzione dell’altare del SS.mo Sacramento ed in onore della B. Vergine del Fonte (…); è stata riposta su di una nicchia maestra, costruita sull’altare del SS.mo Sacramento. A cura del parroco arciprete Luigi Ippolito si citano i principali benefattori che hanno versato il loro obolo nelle mani del medesimo parroco per la costruzione del medesimo <segue elenco: v. cartolina coeva appositamente stampata (il più generoso fu Flaviano Palazzo alias biatello con 5.000 lire) e l’attuale stato dei reperti in giacenza dopo la dismissione>.

Commenti 

 
#3 iuuu 2012-05-03 18:50
guarda caso alla vigilia della festa si ritrova un volume di proprietà della cattedrale ritrovato fortunatamente in un mercatino. Mi chiedo come è stato possibile rubare dall'interno della basilica questo importante libro di cronistoria? e prima di oggi nessuno ha denunciato la scomparsa?
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#2 Matavz 2012-05-03 10:02
Ma la festa non si era sempre fatta vicino alla Cattedrale?!?
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#1 tct conversano 2012-05-03 07:23
fatela leggere a quelli del comitato
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