Domenica 18 Novembre 2018
   
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"Cogito ergo sum". Patruno presenta "Ricomincio da Sud"

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Si è svolto venerdì sera presso la Sala Conferenze del castello il secondo appuntamento della rassegna “Cogito ergo sum”, organizzata dalla Pro loco. Protagonista dell’incontro l’ex direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno Lino Patruno, intervistato da Maurizio Marangelli, presidente dell’associazione culturale “Oronzo Marangelli”.

Rispettando il proposito della rassegna, ovvero tracciare gli itinerari della ragione attraverso confronti che generino riflessioni critiche sulla società e la cultura moderne, Lino Patruno ha offerto alla platea una testimonianza appassionata sulla situazione del Mezzogiorno attraverso una serie di esempi virtuosi raccolti nel suo ultimo libro Ricomincio da Sud.

Il Sud, una terra storicamente bistrattata e saccheggiata, limitata entro il mendace paradigma “Nord produttore-Sud consumatore”, in cui mancano le infrastrutture, si alza il numero di giovani qualificati che emigrano e persino gli scrittori scompaiono dalle antologie scolastiche (Quasimodo, Silone, Scotellaro, Sciascia, Vittorini, Levi, per citarne alcuni).

Ma “è qui il futuro d’Italia”, come recita il sottotitolo del libro di Patruno, in cui vengono recensiti 71 esempi di eccellenze pugliesi. Dalla Sitael di Modugno, produttrice di un microchip in grado di resistere a condizione estreme utilizzato nella missione Nasa su Marte, al modello di aereo superleggero realizzato da due ragazzi monopolitani neppure trentenni, senza tralasciare le esperienze conversanesi di Telenorba, Radionorba, Matrix e Master.

“Lo sviluppo del Sud può rappresentare il volano per la crescita del nostro paese”, sostiene Patruno, argomentando la sua tesi attraverso il fallimento della teoria del Nord-locomotiva (l’Italia non cresce da 30 anni), il tasso di occupazione (al Sud inferiore del 20 %), il rendimento degli investimenti (1 euro investito al Sud ne frutta 1,40 per l’economia nazionale, 30 centesimi in più rispetto al Nord). Tutto questo in un periodo in cui l’Italia intera, per non dire l’Europa, rischia di ricoprire un ruolo sempre più marginale e periferico rispetto ai paesi emergenti (Cina in testa).

“Bisogna prendere coscienza della situazione”, tuona Patruno, prima di redigere il vademecum da cui ripartire: smetterla con il fatalismo, essere eccellenti ogni giorno e incrementare la cittadinanza attiva.

C’è da crederci se, come ha sostenuto Marcello Veneziani nella rubrica “Cucù” da lui curata per Il Giornale, “in Lino veritas”.

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