Domenica 18 Novembre 2018
   
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La Fondazione acquisisce l’Archivio Beppe Patrono

fondazione di vagno

La memoria storica della Fondazione si arricchisce dell’archivio di Beppe Patrono (1918-2006). Mediante convenzione di comodato gratuito decennale rinnovabile sottoscritta con la vedova erede prof.sa Maria Carmela Stridi, la Fondazione è entrata in possesso dell’archivio di questo personaggio singolare della vita politica brindisina e pugliese. Patrono, infatti, fu attivo nella scena politica già a partire dal ’44 – ’45, gli anni della ricostruzione della democrazia repubblicana.

L’Archivio contiene una ampia corrispondenza con Salvemini, Parri, Calogero, Capitini, Ernesto Rossi, Tommaso e Vittore Fiore e con tutta l’intellettualità del suo tempo. Inoltre è compresa l’intera raccolta de Il Mondo e una rara ristampa dell’Ordine Nuovo. Al riordino, inventario e pubblicazione in Internet la Fondazione si dedicherà in tempi assai brevi.

Di cultura liberalsocialista, nel corso dei suoi studi alla Normale di Pisa aveva avuto modo di incrociare i grandi intellettuali del suo tempo (Guido Calogero e Galante Garrone su tutti). Tra i suoi compagni di studi ci furono Alessandro Natta , che poi sarà segretario del PCI, e Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006.

Vivace intellettuale, aderisce al movimento di Giustizia e Libertà e scrive per Il Ponte e per la Nuova Repubblica di Ferruccio Parri.

Partecipa alla lotta partigiana contribuendo con il suo estremo rigore morale, distinguendosi per la sua grande capacità oratoria. Si fece portatore di battaglie per i diritti civili (il divorzio e l’aborto su tutti) e per quelle politiche, al fianco ma anche contro i socialisti.

Nel corso della sua militanza politica ha aderito prima al PSI e poi al PCI. In entrambi i partiti fu animatore del dibattito interno. Non a caso il Convegno che la Fondazione organizzò nel 2008, a due anni dalla morte, portava il titolo di “Intellettuale inquieto, politico scomodo”.

Infine la Fondazione tiene a comunicare che sono in corso di acquisizione da due storiche sezioni del Salento una ricca selezione di manifesti socialisti (anni 50-80) e archivi raccolti a partire dalla ricostruzione del PSI dopo la liberazione.

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