Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Un premio alla memoria dell'onorevole Di Vagno

fondazione giuseppe di Vagno

Il premio Di Vagno

 

La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge n. 1092 relativo all’istituzione di un premio di ricerca biennale dedicato alla memoria dell’onorevole Giuseppe Di Vagno. La proposta di legge n. 1092 è stata presentata il 29 maggio 2013 dai seguenti parlamentari: Distaso, Ginefra, Fitto, di Gioia, Grassi, Pizzolante, Matarrese, Piepoli, Fucci, Chiarelli, Latronico, Marti, Piccoli Nardelli, Di Lello, Locatelli, Pastorelli. La proposta di legge prevede un finanziamento pari a 40.000,00 euro da impiegarsi ogni due anni per l’assegnazione di un premio di ricerca e di 100.000,00 euro una tantum. Il contributo una tantum di 100.000,00 euro è stanziato per la Fondazione di Vagno e volto alla sistemazione dell’archivio storico e della biblioteca.  Per l’assegnazione del premio viene istituita un Comitato Scientifico composto da tre studiosi di storia contemporanea o di scienza politica nominati dalla Presidenza del Consiglio su proposta della Fondazione di Vagno. Il comitato scientifico ha il compito di individuare il tema del premio tra i seguenti: “a) socialismo nel XXI secolo in Italia e nel mondo, b) conflitti sociali e le lotte politiche tra passato e futuro, c) socialismo e Mezzogiorno, d)  cambiamenti istituzionali regionali e locali avvenuti nel Mezzogiorno d’Italia nel XX Secolo e previsioni per il XXI secolo”. Una giuria composta da: “a) il presidente pro tempore della Fondazione di Vagno con funzioni di presidente della giuria; b) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri; c) tre studiosi di storia contemporanea” assegna il premio biennale del valore di 40.000,00 euro. I fondi per il finanziamento del premio sono assunti dalle missioni “Fondi da ripartire” del Ministero dell’economia e delle finanze. Le missioni “Fondi da ripartire” sono degli ammontari finanziari presenti presso i ministeri stanziati senza destinazione predeterminata suscettibili di imputazione in corso di gestione a manifestazione della capacità dell’amministrazione dello Stato di perseguire non solo le finalità generali della giustizia, dell’istruzione, della sanità, ma pure funzioni di redistribuzione con caratteristiche allocative.  Il premio incrementa il fondo preesistente dedicato alla ricerca storica sui temi del socialismo nel Mezzogiorno, delle lotte politiche del socialismo e dei conflitti e dei cambiamenti istituzionali disposto dalla famiglie di Vagno e consistente nella somma di 2.500,00 euro e offre agli studiosi, con la nuova dotazione di 40.000,00 euro, la possibilità di realizzare delle ricerche con profitto maggiore.

 

 

 

L’onorevole Giuseppe di Vagno

 

 

 

Giuseppe  di Vagno è stato un politico socialista meridionalista antifascista italiano. Di Vagno si laureò in giurisprudenza presso l’università degli studi di Roma. Dopo aver svolto attività forense a Roma ed essersi iscritto al partito socialista si trasferì a Conversano. A Conversano Di Vagno si impegnò in favore dei braccianti, delle lotte popolari, in favore dei poveri e dei diseredati.  Giuseppe Di Vagno nel 1914 venne eletto alla carica di consigliere della Provincia di Bari. Di Vagno fu molto critico nei confronti della ragioni a sostegno della prima guerra mondiale. Di Vagno venne arruolato come caporale inviato in Sardegna. Di Vagno negava le ragioni della prima guerra mondiale. Il Consiglio Provinciale di Bari e i nazionalisti si impegnarono in manifestazioni istituzionali e di piazza contro la posizione critica espressa dal Di Vagno. Di Vagno svolse una attività pubblicistica attraverso la collaborazione a giornali progressisti. Di Vagno difendeva in qualità di avvocato i braccianti agricoli accusati di reati contro i proprietari terrieri.  L’avvocato Di Vagno era sostenitore di Salvemini. Il Partito Socialista rifiutò la candidatura di Di Vagno alle elezioni parlamentari del 1919. Nel 1920 assunse di nuovo la carica di consigliere provinciale nelle liste del Partito Socialista. Nel 1921 venne candidato al parlamento per il Partito Socialista. Di Vagno venne accusato  di avere ispirato una sollevazione popolare contro le angherie dello squadrismo fascista conversanese. I fascisti reagirono con attività volte a contrastare la candidatura del Di Vagno attraverso manifestazioni e intimidazioni. Di Vagno continuò la sua azione politica regionale. Di  Vagno ottenne un ampio consenso popolare alle elezioni parlamentari del 1921 nella lista del Partito Socialista con 74.602 voti. Solo 22 conversanesi votarono per Di Vagno alle elezioni del 1921. L’onorevole Di Vagno fu segretario della Commissione Giustizia. I fascisti avevano di fatto posto un divieto al Di Vagno di svolgere attività politica a Conversano. L’onorevole Di Vagno volle tenere un comizio a Conversano nel maggio 1921. Il comizio si risolse in scontri violenti. Cosimo Conte, militante socialista ed Ernesto Ingravalle, militante fascista persero la vita. 9 contadini rimasero feriti. Di Vagno nei giorni seguenti subì minacce ulteriori. Il 25 settembre 1921 Di Vagno doveva inaugurare una sezione del Partito Socialista a Mola di Bari. L’onorevole Di Vagno era consapevole della presenza di attentatori. Una squadra di fascisti conversanesi giunse a Mola di Bari e lo aggredì con una rivoltella e una bomba a mano. Ricoverato nell’ospedale locale spirò il giorno dopo. Gli autori dell’omicidio vennero individuati in alcuni studenti, tra i quali Luigi Lorusso. Gli autori vennero amnistiati dal regime. La caduta del regime fascista portò ad una riapertura del processo conclusosi nel 1947. La Corte di Assise di Potenza ha condannato gli autori a pene tra i 110 e i 118 anni di reclusione. La Corte di Assise di Potenza escluse la premeditazione e i socialisti si opposero.

 

La Fondazione Giuseppe Di Vagno 

 

La Fondazione Giuseppe  Di Vagno si è formata nel corso degli anni 70 ad opera di un gruppo di intellettuali vicini al pensiero politico socialista. Nel 2003 la Fondazione è stata rilanciata grazie all’opera di Mastroleo. La fondazione si occupa di conservare la memoria storica del socialismo pugliese ma anche dei politici meridionali appartenenti anche ad altre correnti di pensiero politico. La Fondazione ha anche a disposizione un archivio ed una biblioteca di 10.000 volumi ed un archivio relativo ai dirigenti politici socialisti e democratici pugliesi. La Fondazione ha sede legale in Conversano (BA) presso l’ex Monstero di San Benedetto. I soci della fondazione sono persone fisiche e persone giuridiche di diritto privato e pubblico. Tra gli enti di diritto pubblico vi sono: la Regione Puglia, le Provincie di Bari e Lecce, i Comuni di Conversano, Bari, Gioia del colle, Noci, alberobello, Castellana Grotte, Barletta, Ostuni, Cisternino, Noicattaro, Barletta. Il consiglio di amministrazione della Fondazione di Vagno è presieduto dall’avv. Mastroleo Gianvito. Sono consiglieri della Fondazione: l’avv. Lovascio Giuseppe, Sindaco di Conversano, l’on. Ing. Decaro Antonio, Sindaco della città metropolitana di Bari, il dott. De Nigris Sabino, l’avv. Dell’ano Piero, l’ing. Manzari Giuseppe, il dott. Murro Rocco, la professoressa Trisorio Liuzzi Giuliana, designata dal presidente della Regione Puglia, il prof. Preti Cesare.

 

 

 

Collegio dei revisori

 

Il collegio dei revisori della Fondazione di Vagno è costituito da:

 

« Presidente Dott. SPAGNUOLO Bruno;  Effettivi, Dott. CAMPANELLI Sandro;  Dott. SCIANNAMBLO Angelo, designato dal Presidente della Regione Puglia, Supplenti Dott. SIMONE Giovanni, Rag. MAGISTA' Donato»

 

 

 

Il comitato Scientifico della Fondazione di Vagno

 

Il comitato scientifico della Fondazione Di Vagno è composto da:

 

« TRIGGIANI Ennio, Professore di Diritto Internazionale e dell’Unione Europea Univ. Di Bari, con funzioni di Presidente;  BELLARDI Lauralba,  Professore di diritto del lavoro, Università di Bari;  BOTTA Franco,  Economista, Università di Bari;   BRUNO Bianca Maria,  Direttorice di “Lettera Internazionale”, Roma COLONNA Nicola, Docente di Storia delle dottrine politiche, Università di Bari;  COMEI Marina, Docente di Storia dell’economia, Università di Bari;  COVATTA Luigi,  Politologo, Direttore di “ Mondoperaio” GAGLIARDI LAGALA Franco, Docente di Diritto pubblico, Università di Bari;  GERVASONI Marco,  Professore di Storia contemporanea, Università del Molise;  GRASSO Nicola, Professore di Diritto costituzionale, Università di Lecce; GUARAGNELLA Pasquale,  Professore di Letteratura Italiana,  Università di Bari; LEOGRANDE Alessandro, Politologo, scrittore, V. Dir. “Lo Straniero”, Roma;  MILETTI Nicola Marco,  Professore di Storia del diritto, Università di Foggia; PANARA Marco,  Giornalista, Curatore “Affari e Finanza” La Repubblica, Roma;  RESTA Giorgio,  Docente di Diritto privato comparato, Università di Bari ;  ROMANO Onofrio,  Politologo, Docente di Sociologia Università di Bari;  PATRUNO Lino, Scrittore, Giornalista, Meridionalista;  SUPPA Silvio, Professore di Storia delle dottrine politiche, Università di Bari;  VERRASTRO Valeria, Direttrice dell’Archivio di Stato di Potenza; PRETI Cesare, Storico e ricercatore delle fonti, con funzioni di coordinatore »

 

Staff della Fondazione Di Vagno

 

Lo staff della Fondazione di Vagno è composta da :

 

« MURRO Rocco, amministrazione e tesoreria;  VOLPE Maria Giovanna,  segreteria; GIANNUZZI Filippo, organizzazione generale;  PRETI Cesare, biblioteca; TOTARO Anna, ricercatrice; LATROFA Tina, archivista;  LACANDELA Antonio,  comunicazione, ufficio stampa; e i collaboratori: BOCCUZZI Simone, DI PIERRO Maurizio, TOTARO Cesare, PERILLO Vincenzo, CARADONNA Achille, MONTANARO Serena, OTTANI Mimmo, LUBES Maria Rosaria »

 

 

 

Il bilancio della Fondazione Di Vagno

 

Il bilancio della Fondazione di Vagno per l’anno 2014, approvato nella seduta dell’assemblea dello 07/03/2015 ha entrate derivanti da progetti, proventi diversi, contributi di soci, contributi del 5 per mille, contributi di non soci e altro pari a € 228.274,60. Le uscite della Fondazione di Vagno costituite da servizi (€ 83.155,14), oneri di gestione pari a € 73.847,54, personale € 37.759,12, godimento beni di terzi pari a € 20.106,80 e ammortamenti pari a € 3.189,91 per un valore complessivo pari a € 228.058,51. L’utile di esercizio (2014) è stato pari a € 216,09.  

 

 

 

Il dibattito parlamentare per l’approvazione della legge

 

Il dibattito parlamentare volto all’approvazione della legge istitutiva del premio biennale dedicato alla memoria di Giuseppe Di Vagno è stato partecipato. I deputati hanno riconosciuto l’importanza dell’iniziativa. E’ stato superato lo steccato ideologico tra destra e sinistra. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno votato contro. Soddisfazione è stata espressa dalla governance della Fondazione.  

 

 

 

 

 

 

 

Riferimento bibliografico: Dizionario Biografico Treccani, voce Giuseppe Di Vagno. 

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