Domenica 18 Novembre 2018
   
Text Size

I cerasicoltori chiedono l’intervento di De Caro ed Emiliano

Conversano-Ciliegie Casse

Le organizzazioni di produttori

I rappresentanti conversanesi di Acli Terra, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Feder Agri hanno chiesto un incontro al sindaco della città Metropolitana Antonio De Caro, e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

 La situazione del mercato

I produttori di ciliegie sono stanchi dei prezzi bassi. Il mercato delle ciliegie ha vissuto dei momenti difficili caratterizzati da bassa produzione, da calamità naturali, da crisi di produzione. Tuttavia l’attuale condizione economica del mercato cerasicolo è paradossale poiché a fronte di una crescita della produzione sotto il punto di vista qualitativo e quantitativo si è verificata una riduzione del prezzo delle ciliegie dovuto ad una strozzatura a monte del mercato di sbocco dei prodotti.  Gli economisti parlano in questi casi di crisi da eccesso di produzione.  Tuttavia per potersi configurare un caso di crisi da eccesso di produzione è necessario verificare lo stato della commercializzazione e del settore finanziario come ausilio alla produzione. E’ possibile verificare che mentre il mercato della produzione cerasicola è caratterizzato da concorrenza tra i produttori per via della presenza di un numero elevato di agricoltori impegnati, dal lato della commercializzazione il mercato vive una condizione di monopolio dovuta alla presenza di pochi operatori in grado di realizzare un rete di distribuzione commerciale italiana ed internazionale. In questo senso è possibile sottolineare la grande disparità nella distribuzione dei vantaggi economici derivanti dalla produzione cerasicola. In effetti soltanto una parte minima del valore aggiunto complessivo prodotto nel mercato delle ciliegie viene incamerato dagli agricoltori, ovvero una parte pari al 5-10% del prezzo finale di vendita ovvero del reddito complessivo prodotto, mentre la parte maggiore del reddito pari al 95-90% viene trattenuto dai soggetti impegnati a vario titolo nella commercializzazione dell’oro rosso. L’oro rosso in realtà non è rosso per tutti. La trasformazione della ciliegia in oro rosso avviene nel momento della commercializzazione ovvero nei passaggi successivi rispetto alla raccolta. Solo da quel momento in poi, ossia solo quando la ciliegia viene venduta nei mercati nazionali ed internazionali, diventa “oro rosso”. Per gli agricoltori la ciliegia rimane solo un frutto buono, pregiato, che rende orgogliosi, ma che produce redditi bassi, alienazione economica, debiti, e difficoltà a realizzare investimenti ulteriori. Tuttavia è da ritenere che questa condizione riguardi soprattutto gli agricoltori pugliesi ed in modo particolare gli agricoltori del territorio del sud-est della città metropolitana di Bari, poiché sono solo questi agricoltori ad essere incapaci, insieme con le loro amministrazioni comunali, i sindaci dei rispettivi comuni, i consiglieri comunali, il personale politico nel suo insieme ed i funzionari dell’amministrazione, di produrre delle organizzazioni in grado di realizzare non soltanto il primo passaggio commerciale, ovvero il passaggio dal produttore al mercato locale, ma soprattutto i passaggi successivi ovvero quelli intercorrenti tra il mercato locale, il mercato nazionale, il mercato internazionale ed i consumatori finali. Una incapacità organizzativa difficile da spiegare ma che certo fa leva su due elementi fondamentali: la mancanza di una cultura della condivisione sociale, e della costruzione di istituzioni in grado di risolvere problemi della portata più ampia di quelli legati al campanile, e la mancanza di veri e propri imprenditori agricoli. Se la mancanza di una capacità associativa, comunitaria e sociale è poco cmprensibile data la rilevanza del problema e la sua inevitabile dimensione pubblica, la mancanza di imprenditori agricoli è invece spiegabile con maggiore facilità. Mancano gli imprenditori agricoli nel settore cerasicolo ed in generale nel settore della produzione agricola, poiché molti dei produttori hanno anche altri lavori, sono magari dipendenti pubblici, privati, soggetti che prendono le ferie per andare a raccogliere le ciliegie. Una situazione che relega l’attività di produzione e di raccolta delle ciliegie a dopolavoro e che quindi riduce la capacità innovativa, produttiva, e di innovazione di investimenti del settore. Per imprenditori agricoli dobbiamo quindi intendere non solo quei soggetti che per fortuna o avventura sono entrati in possesso di un terreno votato alla produzione di “oro rosso” e che si sono concentrati nell’estrazione di una piccola rendita di posizione, ma dobbiamo intendere dei soggetti economici che hanno voluto investire nel settore e che hanno l’intenzione di produrre delle quantità sempre maggiori in grado di sostenere una parte fondamentale della produzione, o soggetti che svolgono in misura prevalente l’attività di produzione agricola. Se questi soggetti fossero presenti, e nella misura in cui l’attività di produzione cerasicola viene intesa in senso imprenditoriale, è possibile organizzare anche delle forme di organizzazione in grado di produrre maggiore valore aggiunto nel settore cerasicolo.

 

Organizzazioni pubbliche o private

Le soluzioni per migliorare la produzione di reddito e la distribuzione di valore aggiunto nel settore cerasicolo sono presenti, sono ben note, e sono anche state realizzate in tante altre realtà economiche in grado di produrre maggiore valore aggiunto. In modo particolare si possono realizzare dei mercati dove i produttori possono fare convergere il frutto per ottenere una remunerazione immediata. Lo statuto giuridico di un mercato di questo genere può essere vario, dalla cooperativa, alla srl, alla spa, alla spa quotata in borsa, alla cooperativa per azioni. L’ordinamento giuridico offre  una serie  di oopprtunità ai soggetti che volessero iniziare questo business. In secondo luogo, poiché gli agricoltori, anche con le loro associazioni di categoria, risoltano essere incapaci di realizzare delle semplici aggregazioni di produttori, l’iniziativa potrebbe essere presa anche dai comuni dell’area interessata dalla produzione, ovvero dai comuni del Sud est barese , che potrebbero diventare soci dell’organizzazione. Il  mercato può avere un unico centro di raccolta o anche più centri di raccolta facenti capo ad una stesa organizzazione in modo da essere più vicini rispetto ai produttori e ridure i costi del trasporto del prodotto al mercato. Tuttavia il mercato non deve solo raccogliere il frutto, ma deve anche procedere alla individuazione di soggetti nazionali ed internazionali che possano acquistare grandi stock di ciliegie. L’organizzazione può anche creare una sua controllata volta alla ottimizzazione della logistica, dotata di camion, di container, per il trasporto immediato in Italia e all’estero, o fare accordi commerciali con i vettori interessati. Inoltre è anche possibile realizzare delle vere e proprie catene di valore per l’esclusiva in centri commerciali e simili attraverso sia accordi commerciali che l’acquisto di pacchetti di azioni di proprietà. Il ricavato può essere distribuito tra i soci dell’organizzazione, ovvero tra gli agricoltori stessi. Esempi di mercato di questo tipo sono presenti per esempio nella città di Vignola. Inoltre dell’organizzazione possono fare parte anche gli imprenditori commerciali e le banche.

Il ruolo strategico di Conversano

L’economia conversanese ha un ruolo strategico nel mercato cerasicolo soprattutto per ragioni di carattere climatico legate alla maturazione del prodotto. Il ruolo di Conversano è anche importante per la presenza di aree che sono coltivate intorno all’agro Conversanese. Inoltre la città offre una via di collegamento nei pressi della Bari-Brindisi. Occorre considerare la possibilità di istituire delle organizzazioni di produttori che tuttavia guardino all’intero contesto del Sud-Est barese sia per avere una maggiore quota della produzione, sia per avere anche un maggiore potere contrattuale nei confronti del mercato di sbocco dei prodotti. In questo senso l’economia di Conversano potrebbe svolgere una importante attività anche di dialogo con i produttori di comuni limitrofi per la realizzazioni di strutture di mercato in grado di produrre maggiore valore aggiunto per l’agricoltura.

L’impatto sugli altri mercati agricoli

 

Inoltre un mercato di questo genere può essere utilizzato anche per altri frutti, come per esempio per l’uva, le albicocche, ed altre produzione che potrebbero portare ad una crescita degli investimenti in agricoltura e ad una diversificazione produttiva volta sia a destagionalizzare l’offerta di prodotti agricoli, che a incrementare la biodiversità fondamentale per l’incremento di un sistema economico agricolo sostenibile. Gli impernditori agricoli conversanesi e dell’area del sud est barese possono trarre vantaggi. Inoltre l’iniziativa potrebbe incrementare il ruolo della città dell’arte nel contesto dell’entroterra del sud est barese, una vocazione anche storica della città degli Acquaviva d’Aragona in un contesto più ampio nazionale, internazionale, global attraverso la cooperazione con gli altri comuni limitrofi in un clima di apertura e condivisione. 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI