Venerdì 16 Novembre 2018
   
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GIORGIO PALMERA, I MURI DELL'ANIMA

giorgiopalmera

Poeta dell’immagine, viaggiatore, sognatore, lettore, studioso delle sfumature della realtà, artista….potremmo dire tanto altro su Giorgio Palmera, ma lui si definisce semplicemente un fotografo, presidente di “Fotografi senza frontiere”. A “Lector in fabula” ha portato degli splendidi scatti, fatti nel 2005 durante un viaggio in Palestina. I suoi soggetti sono senz’altro fuori dal comune. Nessun politico, né personaggi famosi. Donne, bambini, frammenti di vita, ragazzi di strada…un reportage ambientato a ridosso del muro che separa Israele e Palestina. Un muro che taglia la vita, la fantasia, la libertà, i sogni.

Abbiamo incontrato Giorgio Palmera nella chiesa di San Giuseppe, tra le sue foto e gli abbiamo chiesto: “Per i palestinesi, cos’è il muro?”- Una morte interiore, ciò che ha diviso famiglie, amici, innamorati, bambini. Ha stravolto la vita della gente. Ci sono villaggi divisi in due, in cui ad esempio l’ospedale si trova dall’altra parte del muro e se sei fortunato ci arrivi in tempo.-

E noi..che pensavamo di vivere nella modernità, nella democrazia, nella libertà…tutte splendide, enormi parole!
Giorgio ci racconta come, caduto il muro di Berlino, nel mondo ne siano stati edificati altri. E che siano di cemento, di carta o metaforici, ciò che divide anziché unire…è sempre un errore.

“Come reagisce la gente davanti al muro?” –C’è una tristezza generale. I bambini sono quelli che soffrono di più, perché si adattano a una realtà disumana, si rassegnano a vedere cemento, non prati o parchi dove giocare o sognare-. Gli chiediamo anche, fra le tante, qual è la sua foto preferita e ce ne indica due, ma una in particolare. Immortala una parte del muro che per convenzione chiameremo “l’urlo”, per la netta somiglianza con la tela di Munch. Anche questo è un urlo di dolore. Di disperazione. Di solitudine. Un grido nel vuoto. Forse inascoltato, forse già dimenticato…ma il messaggio è chiaro: il muro, anzi tutti i muri… no!

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