Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Christian e i suoi gessetti

Conversano-Durante la festa1

A Turi il suo primo madonnario. Un talento di soli quattordici anni

"Non ci sono parole per ringraziarvi tutti! Sempre calorosa, accogliente ed aperta a tutti, grazie davvero Turi e grazie anche a tutti i suoi abitanti che la rendono fantastica. Non avrei scelto paese migliore e gente migliore con cui condividere il mio primo lavoro e l'inizio di quella che si prospetta una lunga avventura..13 mila volte Grazie!". 

Sono queste le parole con le quali ha salutato Turi Christian Ligorio, un promettente talento della vicina Conversano, che nella serata del 26 agosto, tra il fiume di gente che si è riversata nella nostra cittadina, ha realizzato un madonnario di Sant'Oronzo.

Figlio del turese e conosciuto Giuseppe Ligorio, Christian, di soli 14 anni, ha stupito tutti i frequentatori della festa con i suoi gessetti colorati e la sua concentrazione, attirando, attorno a se', numerosi occhi curiosi e sorrisi di apprezzamento. Ha stupito la sua mano giovane e il suo fermo sguardo, propri di un artista che si occupa, per professione, della sua passione ma guarda già al domani, alla ricerca della perfezione, alla voglia di fare sempre meglio.

Lo abbiamo incontrato all'indomani del periodo di festa, guradando il suo capolavoro, ancora presente sull'asfalto vicino alla Chiesetta di San Rocco.

Da quando hai iniziato a "colorare l'asfalto"?

"Il 26 agosto, qua a Turi è stata la prima volta che ho realizzato un madonnario ad una festa".

Hai già disegnato Santi in terra o si è trattata della prima volta in assoluto?

"Mi sono esercitato con altri 2 disegni sempre sull'asfalto, ma erano molto più piccoli e non sono neanche riuscito a completarli".

Quindi si è trattato anche di una sfida, per te stesso, immagino. Ma da quando hai iniziato a fare madonnari? Cosa facevi quando da piccolo ne incontravi uno?

"L'interesse nel disegnare i santi è solo la conseguenza del fatto che già da bambino il mondo della religione cattolica mi incuriosiva. Parlo di quando avevo 3-4 anni. In più ho frequentato l'asilo dalle suore e da bambino anzichè giocare come tutti gli altri, mi piaceva collezzionare immagini sacre e statuette religiose. Diventando più grande ho coltivato anche un'altra passione che era il disegno  che si è subito unita a quella riguardante la religione cristiana, dando vita a molti ritratti di santi. In particolare ho disegnato più volte Sant'Oronzo e si può dire che quest'anno fare un madonnario sia un'evoluzione estrema della mia passione per il disegno e per i santi. Da piccolo non ho mai provato a colorare l'asfalto con dei gessetti e mi sono concentrato sui fogli, cercando di diventare sempre più bravo. Quando invece vedevo i madonnari all'opera, la mia reazione era come quella di tutti i bambini quando si trovavano di fronte a qualcosa di colorato e di più grande rispetto a loro, quindi la cosa mi colpiva molto.

Si è trattata di una sfida per me perchè non ne avevo, appunto, mai completato uno e non ne avevo mai fatti di più grandi, inoltre qua a Turi ho sperimentato una tecnica che non avevo mai provato prima. Per me diciamo che è stato il "momento della verità" e si è dimostrato un momento positivo".

I passanti come commentavano te e il tuo lavoro?

"Sono stato supportato da varie persone, dato che mi trovavo in un paese "amico". In particolare mi ha prestato molto aiuto Pierino Sabatelli, che è anche il presidente dei 5&9 MTB, gruppo di cui faccio anche parte a livello sportivo. Non mi aspettavo tutti questi complimenti, la gente apprezzava il mio lavoro e nel momento che veniva a sapere che era anche il primo ufficialmente che realizzavo ne rimaneva ancora più affascinata. Però la cosa di cui sono stato più felice è che anche i miei coetanei di 13-14-15 anni si siano complimentati con me. Pensavo infatti che avrebbero ignorato il mio lavoro (quella dell'adolescenza è un'età delicata), invece ho fatto anche amicizie e ne sono veramente felice. Per non parlare dei bambini più piccoli di 2-3-4 anni che mi hanno spronato ancora di più nel completamento dell'opera: i loro sorrisi sono stati la parte migliore".

Da chi hai preso questa passione per il disegno? Hai qualcuno a cui riferirti?

"Diciamo che sono nato in una famiglia di artisti:mio padre ha frequentato il liceo artistico e mia zia l'accademia di belle arti, ma è solo un caso, visto che da loro ho semplicemente ricevuto qualche consiglio e non mi hanno mai forzato nell'apprendimento di tutto ciò che serviva. Semplicemente sono andato avanti e sono migliorato col passare del tempo. Non ho nessun personaggio di riferimento, nè ho mai voluto imitare qualcuno. Sono un puro autodidatta. La mia professoressa di arte mi paragonò a Van Gogh sotto questo aspetto, ma non credo di essere all'altezza di una persona cosi immensa".

Potrebbe solo essere solo l'inizio di un promettente futuro da grande artista. E noi gli riconosciamo la passione, la curiosità, l'attenzione al particolare. Siamo sicuri che la sua strada artistica sia infatti appena stata abozzata e attendiamo di incontrarlo nuovamente in strada, in terra, con gli occhi bassi ed in mano il suo gessetto.

 

Cinzia Debiase

 

Conversano-Durante la festa2

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