Venerdì 19 Ottobre 2018
   
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Conversano: presentazione del libro “Èmbè?” di Giovanni Sibilia

Conversano- Giovanni Sibilia- autore del libro Embè?

 

Giovanni Sibilia ha scritto un libro intitolato Embè Sibilia racconta storie, monologhi, poesie nel dialetto conversanese. La presentazione del libro di Sibilia è prevista per il 5 dicembre alle ore 17.00 nell’aula del Consiglio Comunale di Conversano. Mario Giannuzzi professore, Giuseppe Lovascio sindaco di Conversano, Carlo Gungolo vicesindaco e assessore, Francesca Lippolis assessore, Maria Pia Attanasio presidente dell'UPTE e Andrea Fanelli  professore parteciperanno alla presentazione del libro di Sibilia.

 

Il titolo del libro di Sibilia: “Èmbè?”

Il libro di Sibilia è intitolato “Èmbè?”. Èmbè è una parola dal significato quasi-magico nella visione dell’autore. Èmbè orienta il dialogante ad un attivismo positivo. Il ricevente la parola Èmbè ha la possibilità di ridefinire le condizioni sistemiche delle problematiche poste. Èmbè è una espressione liberatoria. Èmbè attiva l’ironia. La parola “Èmbè” esercitata in un dialogo, in una riflessione su di una tematica consente di prendere le distanze dall’oggetto e di individuare soluzioni pratiche nella consapevolezza dei limiti del problema in una visione ampia. Il parlante dialetto con Embè apre al “laterale”, al “multitasking”, ad una visione circolare, alla libertà. Èmbè trasfonde la paura in coraggio. Èmbè richiama le forze interiori nella semplicità con la pragmaticità del dialetto. Sibilia richiama la capacità del dialetto di essere lingua in grado di aprire una via alla ricerca della verità con la virtù del coraggio. Il dialetto è una risorsa a significato anche neurologico. Il dialetto nel richiamo alla tradizione fa scaturire forze nuove.  Il dialogante ricevente l’espressione è mobilitato all’azione in una visione nuova fondata con la saggezza della cultura antica.

 

Il dialetto di Conversano: una cultura di conoscenza dell’uomo da difendere.

Il dialetto di Conversano è apprezzato dai conversanesi. I conversanesi usano il dialetto anche per il significato culturale della lingua in grado di risolvere con brevità e densità questioni logiche anche complicate. Il dialetto è una lingua un suono prodotto da una comunità identitaria produttivo anche di una cultura trasmessa per tradizione orale come interpretazione dei fatti della vita, del lavoro, della famiglia, del rapporto anche con il potere, oltre che rappresentativo di un senso di giustizia efficace. I cittadini conversanesi difendono il dialetto della città degli Acquaviva d’Aragona e dei Vescovi sia attraverso la pratica che con iniziative culturali mirate. Il processo di difesa della cultura vernacolare conversanese è realizzato grazie alle istituzioni pubbliche, private e civili. La scuola e l’università della terza età sono impegnate nel processo di sistematizzazione e trasmissione del dialetto. Il dialetto di Conversano + una lingua parlata pronta per esser tramandata per via orale anche se alcuni hanno utilizzato il dialetto per scrivere dei libri. La trascrizione del dialetto può comportare alcuni problemi di carattere fonetico ed etimologico. Tuttavia la codificazione dei segni fonetici consente attraverso un processo di identificazione ideogrammatico di individuare le pronunce necessarie per la tascrizione.

 

I libri scritti nel dialetto conversanese

 Giovanni Caprio professore ha scritto un dizionario in dialetto intitolato “Il conversanese”. Pasquale Locaputo ha scritto il “Dizionario della parlata conversanese” di 525 pagine recante: 5.000 lemmi, paradigmi verbali regolari e irregolari, attraverso la raccolta anche di filastrocche, proverbi, modi di dire, sentenze della saggezza popolare. Mario Giannuzzi professore in pensione in forze presso l’università della terza età ha scritto un libro in dialetto conversanese dal titolo “l storie du paiese nustre”. Tonio Abruzzi conversanese docente all’Università di Bochum in Germania ha pubblicato lavori scientifici aventi ad oggetto l’idioma vernacolare conversanese-

 

Il dialetto e la cultura dell’uomo

Il dialetto è non solo una lingua ma anche una manifestazione di una comunità, di un gruppo etno-antropologico, di una società anche cittadina oltre che contadina avente usi, costumi, tradizioni, tecnologia, e amministrazione della giustizia. Il dialetto è una sintesi intensa di un percorso di sviluppo della civilizzazione passato anche attraverso processi di contaminazione non solo culturale, ma anche di carattere economico, tecnologico e industriale. L’introduzione di una innovazione tecnologica applicata all’economia domestica, alla produzione agricola, al benessere sociale, produce un conflitto nella lingua parlata. La lingua parlata deve fare propria concetti nuovi afferenti a nuove casistiche umane e tecnologiche. Il dialetto ha una sua parte fondamentale, un suo kernel consistente nelle massime sull’uomo, sulla donna, sulle relazioni tra le persone nella comunità, sull’amministrazione dei beni e delle risorse sia private che pubbliche, sul ruolo dell’appartenenza ad una classe sociale rispetto ad un’altra. Il contenuto etno-antropologico del dialetto ha un valore esplicativo contemporaneo. Il dialetto ha colto elementi fondamentali dell’essere umano. Il riferimento al dialetto è anche riferimento ad una tradizione orale in grado di indirizzare il parlante all’essenziale anche in una dimensione relazionale e sociale.

 

Il dialetto conversanese nel rapporto con l’italiano e le lingue straniere

 

Il dialetto è stato oggetto anche di una sorta di discriminazione “Culturale”. Taluni hanno rifiutato il dialetto. Il rifiuto del dialetto è anche rifiuto della cultura e della civilizzazione produttiva del dialetto. In realtà l’apprendimento del dialetto come tradizione orale insieme con l’italiano ed altre lingue straniere può dare maggiori capacità anche competitive agli studenti. La particolarità del dialetto è di essere una lingua parlata, ovvero una “tradizione orale”. Comprendere il nesso tra tradizione orale e lingua parlata consente di avere maggiori capacità di comprensione non solo del testo ma anche del meta-testo con accesso a significati informali dipananti le chiusure delle regole grammatiche e volte ad una comprensione complessiva del dialogo. Il dialetto è un esempio di rapporto tra “comunicazione formale” e “comunicazione informale” o anche tra “cultura ufficiale” e “cultura ufficiosa” in grado di consentire l’accesso ad una comprensione piena della vita sociale, economica e politica alle persone interessate a partecipare in modo attivo alla comunità. Giovanni Sibilia con il libro intitolato Èmbè offre uno strumento nuovo per la comprensione del rapporto tra cultura scritta e tradizione orale. La presenza del Sindaco Lovascio e degli assessori Gungolo e Lippolis alla presentazione del libro di Sibilia dimostra l’attenzione dell’amministrazione comunale alla tutela delle tradizioni conversanesi nell’interesse dei cittadini. 

Conversano.- Giovanni SIbilia-presentazione libro Embè a conversano-

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