Sabato 15 Dicembre 2018
   
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Conversano: la Fondazione “Giuseppe Di Vagno” patrocina il libro ”Europeismo e meridionalismo”

Conversano-GAetano SAlvemini e Giuseppe Patrono

La Fondazione “Giuseppe di Vagno (1889-1921)” ha patrocinato il libro intitolato: ”Europeismo e meridionalismo. Gaetano Salvemini e Giuseppe Patrono-Lettere 1948-1955”. Cesare Preti ha curato il libro pubblicato dalla Cacucci Editore di Bari. Alessandro Leogrande giornalista vicedirettore de “Lo Straniero” ha scritto la prefazione. La Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921) amministra il Fondo Giuseppe Patrono costituito dal carteggio e documenti dell’esponente azionista e liberaldemocratico pugliese con Gaetano Salvemini, Aldo Capitini, Aldo Garosci, Ernesto Rossi, Ferruccio Parri, Tommaso Fiore risalenti all’esperienza romana del gruppo di “Giustizia e Libertà” tra il 1943 e il 1944 e nel secondo dopoguerra.

 

L’opera. Il libro “Europeismo e Meridionalismo” patrocinato dalla Fondazione “Giuseppe di Vagno (189-1921)” raccoglie la corrispondenza tra Gaetano Salvemini e Giuseppe Patrono. Giuseppe Patrono brindisino è stato un aderente al Partito d’Azione, partigiano nel gruppo di “Giustizia e Libertà” impegnato a Roma tra il 1943-1944. Patrono ha organizzato la commemorazione per Antonio De Viti de Marco a Bari nel 1948. Alla manifestazione organizzata da Patrono hanno partecipato anche Altiero Spinelli, Gino Luzatto, Ernesto Rossi, Luigi Einaudi, Manlio Rossi-Doria, Giovanni Carano Donvito.

 

Giuseppe Patrono azionista liberal-democratico pugliese. Giuseppe Patrono nasce a Brindisi nel 1918. Raffaele Patrono padre di Giuseppe è segretario dell’onorevole Chimienti sottosegretario al Ministero della Guerra. Francesca Guadalupi madre di Giuseppe è figlia di Tommaso Guadalupi imprenditore e grossista viti-vinicolo. Giuseppe Patrono cresce vivace ed allegro in una famiglia dominata dalla figura bonaria dei nonni. Patrono durante la scuola scopre la lettura. Frequenta il Ginnasio-Liceo “Marzolla” a Brindisi. Patrono al liceo sviluppa una visione contraria al fascismo insieme con i suoi compagni Paolo Colonna, Gaetano De Vita, Ugo Guadalupi. Patrono a 16 anni legge Benedetto Croce. Eccelle nelle materie umanistiche. Patrono è critico nei confronti della Chiesa cattolica. Prende la maturità nel 1938 e frequenta la Scuola Normale Superiore di Pisa. Patrono è primo nella graduatoria degli ammessi alla Normale di Pisa. Carlo Azelio Ciampi, Alessandro Natta, Armando Saitta, Alessandro Natta. Luigi Russo, Giorgio Pasquali, Guido Calogero sono stati docenti di Patrono alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Patrono cerca contatti con gli oppositori del regime fascista a Pisa. Guido Calogero consegna a Patrono una lettera per Tommaso Fiore. Patrono scopre l’esistenza di gruppi antifascisti in Puglia durante la frequentazione della Scuola Normale Superiore di Pisa. Patrono stringe amicizia con Alessandro Natta, Mario Riani, Mario Casagrande, Aldo Capitini. Patrono nel 1940 perde il padre colpito da ictus. Patrono nel 1941 viene chiamato alle armi nel 1° reggimento dei Granatieri di Sardegna. Luigi Russo professore alla Normale chiederà senza successo a Patrono di riprendere gli studi lasciati incompiuti. Patrono a seguito dell’8 settembre 1943 entra in clandestinità con i suoi amici. Giunto a Roma prende contatto con gli oppositori azionisti e liberali e conosce Ferruccio Parri, Riccardo Bauer, Vittorio Gabrieli, i Gallo, Ernesto Rossi. E’ a Roma durante l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Patrono decide di fare della politica l’attività principale. Rimane a Roma per nove mesi dopo il 25 aprile 1945. Patrono vota per la Repubblica al referendum del 2 giugno 1946. Candidato all’Assemblea Costituente per il Partito d’Azione. Patrono mantiene i contatti con il gruppo di Molfetta: Tommaso Fiore, Gaetano Salvemini, Antonio Gadaleta, Vincenzo Calace. Scrive per “Il Mondo” di Pannunzio e “il Ponte” di Calamandrei. E’ attivo nel Movimento Federalista Europeo. Patrono a seguito dello scioglimento del Partito d’Azione è partecipa al Partito Socialista Italiano con funzioni di dirigente alla Direzione Nazionale. Patrono svolge una attività politica a livello nazionale. A seguito dell’espulsione dal P.S.I. di Brindisi per conflitti è candidato al Senato come indipendente del P.C.I. Patrono svolge l’attività di consigliere comunale a Brindisi per diverse consiliature. Nel 1976 convola a nozze e sceglie di abitare a Mesagne. L’attività politica attiva di Patrono dura fino alla metà degli anni 80. Rimane a disposizione degli amici impegnati in politica. Patrono muore il 22 giugno del 2006.

 

Il tema del rapporto tra Europa e Mezzogiorno. I meridionalisti italiani hanno cercato di porre la questione della discriminazione istituzionale perpetrata ai danni del Mezzogiorno d’Italia. Dal 1861 le modificazioni dell’ordinamento dello Stato e degli ordinamenti pubblici di grado inferiore hanno accentuato il divario tra Nord e Sud. Il divario è diventato enorme con il tempo. Il PIL pro capite del Mezzogiorno italiano è pari alla metà e a volte ad un terzo del PIL pro capite del Nord Italia. Taluni hanno cercato di spiegare la differenza economica attraverso l’utilizzo di strumenti etno-antropologici, religiosi, sociali, culturali. Le cause del distacco tra Nord e Sud sono state attribuite al diverso orientamento religioso ovvero alla chiusura dei meridionali rispetto alle riforme protestanti; alcuni hanno attribuito l’arretratezza del Mezzogiorno all’illegalità, altri al deficit relazionale, cognitivo, sociale dei meridionali. Il divario tra Nord e Sud analizzato sotto il punto di vista politico economico mostra l’esistenza di un investimento di finanza pubblica dello Stato Italiano al Nord con pregiudizio nei confronti del Sud. Lo Stato italiano ha ripartito le risorse di finanza pubblica attraverso la creazione di sperequazioni territoriali con penalizzazione del Mezzogiorno. I meridionalisti liberali, socialisti, radicali, europeisti credettero di potere dare un ruolo nuovo al Mezzogiorno a seguito della caduta del fascismo. I meridionalisti furono impegnati sia nell’opposizioni al regime che nella guerra di liberazione. I meridionalisti italiani furono “traditi” nelle speranze di eguaglianza pure nella presenza della Costituzione della Repubblica Italiana. Il divario tra Nord e Sud è un elemento caratteristico dell’ordinamento statuale italiano anche nell’Unione Europea. L’europeismo è stato il sogno di alcuni politici ed intellettuali italiani ed europei nel dopo guerra. L’idea degli europeisti era di creare una Europa libera dai nazionalismi, dalle divisioni, in grado di operare come uno stato volto ad incrementare il benessere dei cittadini in un ordinamento giuridico orientato alla pace. Per i meridionalisti europeisti la costituzione di una Europa unita è funzionale ad una centralità nuova del Mezzogiorno italiano nel contesto italiano, europeo e mediterraneo. Il sogno di un Mezzogiorno libero dai mali sociali dell’ignoranza, della povertà, dell’assoggettamento a forme di organizzazione economica aventi capacità produttiva ridotta a carattere agricolo, è rimasto in parte tale e continua ad alimentare l’attività politica, istituzionale e culturale dei meridionalisti impegnati nella battaglia per l’emancipazione del mezzogiorno e della popolazione meridionale anche in un contesto internazionale. Il libro pubblicato con il patrocinio della Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1923)” intitolato “Europeismo e meridionalismo. Gaetano Salvemini e Giuseppe Patrono-Lettere 1948-1955” pubblicato a Bari dalla Cacucci Editore con prefazione di Alessandro Leogrande e curato da Cesare Preti testimonia dell’impegno culturale e politico di Patrono e del contributo alla causa del meridionalismo nel contesto europeo.

 

 

Conversano-GAetano SAlvemini e Giuseppe Patrono

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