Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Conversano: il prof. Giannuzzi ricorda Matteo Fantasia e Vitantonio D’Alessandro

COnversano- università della terza età

In un incontro all’Università della Terza Età il racconto delle esperienze di prigionia di Matteo Fantasia e Vitantonio D’Alessandro. 

Il prof. Mario Giannuzzi ha ricordato Matteo Fantasia e Vitantonio D’Alessandro all’Università per la Terza Età. Giannuzzi ha posto l’accento sull’esperienza di guerra e di prigionia di Fantasia e D’Alessandro. Durante la serata sono stati letti i diari di Fantasia e D’Alessandro.

La prigionia di Matteo Fantasia. Marisa Fantasia ha presentato la figura del padre Matteo. Matteo Fantasia ha raccontato l’esperienza della seconda guerra mondiale nel libro intitolato: “I racconti della prigionia”. Matteo Fantasia è stato fatto prigioniero in Grecia nel settembre del 1943 e deportato per due anni nei campi di concentramento in Olanda, Germania e Polonia.

Vitantonio D’Alessandro prigioniero in Africa. Vincenzo D’Alessandro è stato un imprenditore edile conversanese noto per aver costruito il liceo scientifico, l’istituto magistrale, il sacro cuore, la Maristella. D’Alessandro ha realizzato anche i restauri di Santa Chiara, di San Benedetto, San Cosma e l’Isola. Il diario di guerra di Vincenzo D’Alessandro è stato pubblicato con il titolo: “Agenda di guerra di Vitantonio D’Alessandro-Destinazione Africa orientale”. D’Alessandro partì per l’Africa orientale attratto dalle 5 lire al giorno. Il diario di D’Alessandro racconta anche degli scontri con gli etiopi, le strage degli italiani e la prigionia prima in India e poi in Inghilterra. D’Alessandro tornò a Conversano nel 1946 dopo aver passato 10 anni di prigionia. D’Alessando racconta nel diario di essere tornato a casa e di aver abbracciato la madre. Negli anni della prigionia D’Alessandro aveva mandato dei fonti ai genitori. Tuttavia a seguito della svalutazione successiva alla fine della seconda guerra mondiale il valore dei risparmi era meno che sufficiente ad acquistare un paio di scarpe. La vicenda di D’Alessandro può fare riflettere sulla miseria della guerra e sulla centralità della vita.

 

 

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