Martedì 20 Novembre 2018
   
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CUORI CON LE ALI E L'ORRORE DEI GENOCIDI

per-non-dimenticare

Stasera alle ore 20,30 presso il Cine-Teatro Norba, appuntamento con “Per non dimenticare”, spettacolo organizzato dall’associazione Cuori con le Ali con il patrocinio del Comune di Conversano. Replica, riservata alle scolaresche, mercoledì mattina.

Recitazione, danza e canto. Tre tipologie di arte, coltivate dall’associazione in altrettanti laboratori, messe al servizio della narrazione dell’orrore dei genocidi. Il plurale è d’obbligo: lo spettatore non si troverà davanti ad una delle molteplici rievocazioni che invitano a indossare l’abito nero della commemorazione, cristallizzando l’olocausto in una vecchia medaglia da conservare in soffitta e rispolverare ogni fine del mese, il più delle volte solo perché è politicamente corretto e doveroso. L’operazione di Cuori con le Ali ha, al contrario, il merito di instaurare un filo conduttore tra la Shoah e ciò che c’è stato prima e dopo: da tre anni l’associazione è impegnata a costruire una sorta di historia horribilis della barbarie antropologica, passando, finora, sotto la lente d’ingrandimento la carneficina degli armeni durante la prima guerra mondiale e quella consumatosi nella striscia di Gaza.

Verrebbe, a questo punto, da rettificare la famosa profezia di Adorno (“ Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia”), suggerendo che non sarebbe mai stato possibile comporre nessun verso. E che non esiste un discriminante atto a conferire ad una strage maggiore o minore importanza: è assurdo pensare di stilare una classifica degli “stermini più quotati” – magari con le “lungimiranti” risoluzioni Onu alla mano – in base al numero di vittime o alle risorse economiche presenti in loco. Non può esserci una “convenienza della memoria”. Ma ora, cediamo la parola al regista e attore Dario Faggiano per mettere a fuoco dinamiche e struttura dell’evento.

Su cosa si concentrerà questo spettacolo?

Il materiale di partenza sono le testimonianze sparse nei libri e nei vari archivi storici, filmici e giornalistici, oggetto di studio e selezione insieme ai ragazzi. Quest’anno lo spettacolo è dedicato nella sua prima parte alla Shoah e nella seconda al genocidio ruandese: il massacro, in meno di cento giorni, di un milione di Tutsi da parte degli Hutu estremisti. Quello che più ci ha impressionato è la modalità con cui è stata condotta questa pulizia etnica: non la “morte sterile e indifferente” di una camera a gas con un forno che cancella ogni traccia; bensì persone sgozzate con machete e lance, lasciate a putrefarsi nei villaggi. (Tutsi e Hutu sono le due etnie maggioritarie presenti in Ruanda, le cui differenze razziali e sociali furono ulteriormente rimarcate da colonizzazione e dominio belga, scatenando una guerra intestina per il controllo dei gangli del potere e delle risorse economiche, ndr).

A cosa assisteremo?

Accanto ad una serie di proiezioni d’immagini, ci sarà una sessione narrata, alternata da brani recitati dai nostri ragazzi, che avrà il compito di articolare il filo logico dello spettacolo. Quattro coreografie, progettate e curate da Antonella Nardomarino, su musiche e movimenti che, ben lontane dalla pretestuosità, vogliono raggiungere l’effetto di mimesi gestuale delle parole. Tutto questo è intervallato da performance canore, supervisionate da Milena Pesole, che, seppur attinenti il contesto generale, sono pensate per “allentare la tensione”. Infine, in accordo con l’associazione “Bimbo Aquilone”, si potrà ascoltare l’intervento di un testimone dell’eccidio ruandese, Jean Pierre Ruhigisha.

Commenti 

 
#2 danielepasquale@gmail.com 2010-01-28 17:06
Sei troppo avanti e ce la fai girare anche a noi. La capa, s'intende!!!!
P.S. Ho cambiato pc ed ho perso la tua @. Please!!!
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#1 L4c4p4g1r4 2010-01-28 11:20
Ditelo alla creazione degli sfigati di Ballarò
R. Polverini ed ai suoi sostenitori.

Quelli che la chiesa non vede e
sui quali l'UDC si scorda di mettere pregiudiziali
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