Lunedì 12 Novembre 2018
   
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ARTE SCUOLA 2010, MURALES: FOTO

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“Un murale (in spagnolo mural, plurale murales) è un dipinto realizzato su una parete, un soffitto o altra larga superficie permanente in muratura. Il termine indica anche il genere di pittura, ed è divenuto celebre per il movimento artistico messicano noto come muralismo”.

Nati da movimenti di protesta, come libere espressioni creative della popolazione contro il potere, hanno assunto sempre più nel tempo valore estetico, pur, nei migliori casi, conservando anche Immag129valore sociale. E venerdì, alla dodicesima edizione di Arte Scuola non potevano mancare le centinaia di bombolette spray a dipingere le pareti di “Largo Giovani per la “, di fronte ai licei conversanesi. Abbiamo incontrato alcuni degli “artisti dei muri”.

Poche parole, ma ci hanno spiegato come nasce questa passione e come si realizza un murales. Da circa tre anni Nico, Aldo, Gianvito e Koff fanno murales. A ciascuno la sua tecnica e i suoi soggetti. Nico, in arte Miste, ad esempio, è specializzato in soggetti realistici, volti femminili per lo più. Dipinge anche su tela e i suoi sono veri e propri quadri su muro.

Immag144I volti, in particolare, sono splendi: sguardi intensi, particolari curatissimi, grande espressività.  Poi c’è chi preferisce il “lettering”, le cosiddette scritte coloratissime che vediamo un po’ ovunque nelle città, nelle stazioni, sotto i cavalcavia. È un’arte tutta underground, assetata di spazio e per niente banale. Strettamente connessa al “Movimento Hip-Hop”, l’arte dei murales impazza tra i ragazzi e guai a dire che imbrattano e devastano le città. Gianvito, ad esempio, un altro “artista delle bombolette”, sui muri dipinge i suoi fumetti. Si tratta di disegni molto originali, nuovi e molto particolari.

Per la Giornata dell’Arte ha realizzato un totem indiano (foto a sinistra), sempre con le tecniche del fumetto. Infine Koff (nome d’arte) ci ha raccontato che i suoi sono murales che rappresentano “puppet”, ossia pupazzi come scimmie o altri animaletti. L’idea del soggetto nasce quasi sempre sul momento, pochi hanno delle bozze di preparazione. Un mondo tutto da scoprire quello dei murales, un mondo a colori, spesso l’unico mezzo di espressione per questi ragazzi che chiedono maggiore attenzione e soprattutto maggiore spazio su cui spruzzare vernice per esprimere la propria creatività.Immag126



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Commenti 

 
#2 Gianvito F 2010-05-02 17:04
Sono d'accordo con L4c4p4g1r4, anche se c'è da dire che i tagger più accaniti sono spesso ragazzini che non riescono a comprendere il vero valore di quest'arte, straordinaria nelle sue declinazioni figurative (come abbiamo qualche esempio nelle foto di questo articolo o con un artista, Bansky, che apprezzo moltissimo).
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#1 L4c4p4g1r4 2010-05-02 13:33
Citazione:
sai, la scritta che hai scritto, sai, mi piace assai
Sul figurativo nulla da dire (pagherei loro le bombolette)
ma sul lettering (spesso già stravisto - difficile essere originali)
e sui tag ho foratissime riserve.
I licheni e le erbacce che incrostano i muri sono spesso molto più belli ed interessanti. Perfino i simboli dell'Acquedotto Pugliese o dell'ENEL usurati dal tempo sono meglio delle cacatine per marcare il (fottuto) territorio.
Danno lo stesso fastidio del guano dei colombacci (un tempo assenti), che dobbiamo alle zite che volevano fare le originali e si son buttate a seguire la moda di liberarne un paio a matrimonio.
Proprio come i tagger quando vedono una portella di contatore ancor vergine.
Ma ste firme suonano come quelle sui diari degli studentessi cerebrolesi. Suonano esattamente come "con affetto e simpatia lascio qui la firma mia"
Fichissimo, bella raga, v.v.u.m.d.b. davvero
www.youtube.com/watch?v=ntK1WNQ16RI
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