Venerdì 16 Novembre 2018
   
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DISTRETTO E MARTINO: I PARERI DI LOVASCIO E GENTILE

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Continua la nostra inchiesta sulla dolina Contrada Boschetto e sui progetti che la vedono al centro di una nuova ondata di cemento. Questa volta cediamo la parola al Presidente del Consiglio, Pasquale Gentile, e al nostro Sindaco.

Gentile: No a Distretto e Fondazione

“Non sono affatto concorde alla realizzazione del Distretto Socio-sanitario all’interno di un’area che, per me, è sempre stata qualificabile come dolina e che, tra l’altro, è abbondantemente compromessa sotto il profilo dell’edificazione. Inoltre, già la realizzazione di una struttura a norma presenta le sue spese; se poi si rendono necessarie opere pre-strutturali, il costo dei lavori lievita, impegnando enormi investimenti di fondi pubblici, con tutti i problemi che ciò implica. Per le stesse ragioni di criticità, sono parimenti contrario all’ubicazione della Fondazione Martino in parallelo al Distretto”.

Lovascio: i due progetti sono una risorsa per razionalizzare l’intera area

“Ritengo che entrambe le opere –  sia il Distretto Sanitario che la Fondazione Martino (nella sua seconda elaborazione di centro diurno per bambini disagiati) – siano progetti di grande importanza, capaci di dare lustro alla nostra città che, ricordiamo, sebbene sia a tutti gli effetti sede del distretto socio-sanitario, al momento vede buona parte dei servizi localizzati a Monopoli”.

“Facendo riferimento all’area, dobbiamo constare che la zona è stata maltrattata da una cementificazione non programmata nel modo giusto: si è pensato agli interessi di chi costruiva e non alla qualificazione degli spazi. Pur avendo degli edifici di recente realizzazione, viviamo il problema di una viabilità eccessivamente stretta, non esistono previsioni di servizi anche a livello commerciale e non ci sono parcheggi. Ora, poiché dobbiamo sforzarci di trovare delle soluzioni, questi due progetti potrebbero essere una risorsa utile alla razionalizzazione di Contrada Boschetto: la nostra intenzione, qualora si raggiunga un’intesa con il proprietario, è di lasciare a verde la parte antistante, in modo da garantire un polmone per l’intera zona, ricavare spazi per i parcheggi ed allargare le strade. Va da sé che, nelle progettazioni, saranno adottate tutte le cautele tecniche per evitare problemi con lo scorrimento delle acque”.

Proviamo ad avanzare la nostra proposta: perché non si pensa ad investire le risorse a disposizione per spostare i servizi negli spazi inutilizzati dell’Ospedale?

“È una giusta riflessione che sottoporremo ai dirigenti competenti della Asl, poiché si andrebbero anche a risparmiare soldi pubblici. Tuttavia, immagino che se si è pensato a realizzare un edificio dedicato, si sia ritenuto che l’Ospedale, in futuro, sarà occupato o che, comunque, gli spazi disponibili non siano sufficienti ad ospitare i vari uffici. Del resto, come già sottolineavo in altra circostanza, il dato “curioso” è che, in questi anni, le risorse per gli investimenti strutturali non sono mai mancate; il discorso muta radicalmente quando si affrontano i capitoli destinati a gestione e personale”.

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