Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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STELLE LUCENTI: ESORDIO DEL GIOVANISSIMO LUIGI PALMA.

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"Proviamo ad immaginare, insieme, un cielo notturno, cupo senza nessun riferimento. Cosa provate? Forse incertezza o instabilità, tentennamento o angoscia. Ora, invece, immaginiamoci d’esser sdraiati su un prato e contemplare tante piccole “stelle” che emanano una luce fioca, ma se vengono unite e guardate collettivamente, ci rasserenano, cancellando del tutto la solitudine, causata dal buio. Ogni poesia, allora, vorrebbe essere una stella, un astro lucente in grado d’incoraggiare e donare speranza all’interlocutore".

Così il giovane conversanese Luigi Palma, classe ’96, spiega l’origine del titolo della sua opera prima: la raccolta di poesie “Stelle lucenti”. E le stelle, astri dall’indubbio potere immaginifico e “memoria naturale”, ritornano frequenti nel volumetto, qualificandosi come contenitori di “tutte le emozioni che volano nell’aria”.

palma_copertina-interaA riassumere il senso della pubblicazione, la prefazione del prof. Francesco Filomena, dirigente scolastico della S.S. “F.Carelli”: “Disegna i suoi percorsi con linguaggio semplice e naturale; descrive ciò che vedono i suoi occhi, esprime sensazioni del corpo ed emozioni dell’anima in modo tale che la poesia interagisca nella varietà e nel ritmo d’esperienze e vicende che testimoniano ed accompagnano la vita di ogni giorno, seguono il tragitto, si fermano e ripartono, abbracciano persone, traducono passioni”. Dunque, poesia delle piccole cose quotidiane, espresse con l’innocenza dello sguardo che – sul solco pascoliano – guarda e noma.

Per capire meglio la genesi di questo lavoro, abbiamo rivolto qualche domanda all’autore.

L’origine della tua passione per la letteratura?

A sette anni, i miei genitori mi hanno regalato un teatrino di marionette. Ho iniziato a scrivere i primi testi in prosa che poi ho riadattato in filastrocche e, successivamente, in poesie. Da allora non ho più smesso di scrivere.

Come nasce una poesia?

Per me, ma credo per tutti quelli che scrivono poesie, tutto nasce da un sentimento improvviso, tanto forte da farti sentire la necessità di prendere un pezzo di carta e fissare le emozioni che vivi in quell'istante d'ispirazione, del cui significato – nel mentre scrivi – magari non sei nemmeno cosciente.

Quale messaggio dobbiamo leggere nel tuo libro?

Ho voluto dedicare questo libro a tutti i miei coetanei affinché potessero riscoprire la poesia e i suoi significati profondi, cercando di trasmettere quanto essa sia una risorsa comunicativa fresca e nuova.

Sei alla fine del triennio della scuola media. I tuoi progetti?

Ho scelto di iscrivermi al Liceo classico. Per il futuro, cercherò sempre di continuare su questa strada: scrivere poesie è un modo di comunicare, mettere in relazione il mio cuore con quello degli altri.

La conclusione la lasciamo agli stessi versi di Palma: “Tutti noi siamo artisti,/ con il desiderio di dipingere/ dei ritornelli spensierati/ sulla tela della nostra vita”.

  


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Luigi Palma è nato a Conversano (BA) il 15 luglio 1996. I suoi primi studi si sono svolti presso la Scuola Primaria I Circolo didattico “G. Falcone”, attualmente frequenta la classe III D presso la S.S. di I grado “F.Carelli”, ha integrato la sua formazione con i seguenti programmi: laboratorio teatrale; “il giornale”, “Giornalismo che passione”.

Ha conseguito attestati e premi in numeosi concorsi letterari, nonché una lettera di congratulazioni dallo stesso Presidente della Repubblica.

 

Commenti 

 
#9 fabio daprile 2010-06-07 12:38
Per Daniele e chiunque fosse interessato.
Confermo la disponibilità del libro presso la sede della Pro Loco, inoltre è possibile acquistarne copia presso la libreria EleuteraDue, la Casa delle Arti, la cartolibreria Miccolis e la già segnalata edicola in Piazza Battisti.
Il costo è di 10 euro.
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#8 L4c4p4g1r4 2010-06-07 11:31
la banalità non offende; al più annoia, scoccia, induce malsane abitudini :-)

(non scomoderei il gruppo 63 mentre si tratta solo dell'ennesimo poetino della domenica)
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#7 Massimiliano 2010-06-07 02:11
Io ne ho trovata una all'edicola in piazza Cesare Battisti accanto al caffè della Plaza.
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#6 fabio daprile 2010-06-07 01:01
Ciao Daniele,
non ho ritenuto il commento offensivo (anche se è la seconda volta che vengo accostato alla "plebaglia" del TGR :-)). La ragionevolezza della critica è un diritto-dovere che non smentirò mai e che, tra l'altro, è alla base della mia scelta di collaborare con una testata che ti espone ai commenti dei lettori.

Il mio stile può non piacere ed è giusto che sia detto. Quello che non riesco a comprendere è come una persona davvero arguta, quale mi appare lacapagira, possa (o - esteticamente- voglia) cadere in giudizi approssimativi e mai costruttivi. La posa del "bastian contrario" è affascinante per i primi tempi, a lungo andare diventa manierismo stanco. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi, bisognerà pur dire che qualcosa è riuscita bene…

Venendo alla tua ultima domanda, secondo quanto mi è stato detto, è possibile trovare copia del volume presso la sede della Pro Loco. Comunque, potrò confermati l’informazione nella mattinata di domani.
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#5 danielepasquale5@gmail.com 2010-06-06 23:40
Fabio, scusami se mi permetto di intervenire nella piccola diatriba in corso ma, a ben leggere l'intervento di lacapagira non c'era nulla che potesse offenderti.
Credo che le sue critiche erano rivolte all'autore della prefazione del libro che hai dottamente decantato.
Non voglio credere che il mio amico "intollerante" rivolgesse la sua penna velenosa contro te e neanche contro il ragazzo.
Anche io, pur amando senza ritegno i telegiornali "nazional-eversivi" o attingendo solo notizie ed informazioni "radical chic", amo questo spazio di libertà. Almeno quanto lacapagira, credo.
Riguardo ai tuoi articoli a me paiono molto belli. Se questi risultano "provinciali" o meno, poco mi interessa.
Una sola curiosità non riesco a soddisfare leggendo il tuo pezzo.
Volendo leggere il libro in questione, dove è possibile acquistarlo?
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#4 fabio daprile 2010-06-06 22:10
Questa volta, forse sbagliando ed offrendo il fianco alla tua infinita sapienza, non mi sottraggo alla polemica.

In primis, non credo di aver dato un "giudizio" sull'opera. Mi sono limitato a riportare l'introduzione dello stesso autore, utile a comprendere la genesi del titolo, sottolineando che il motivo delle stelle ritornava in alcune liriche. Ho poi terminato con la prefazione – a tuo dire banale, ma sempre di prefazione si trattava e non potevo ignorarla – e qualche domanda all'autore. Unica nota a margine la chiosa su Pascoli che, se avessi avuto modo di leggere il libro, avresti potuto confermare o smentire. Dov'è il mio giudizio e dov'è la mia banalità?

A seguire, mi chiedo come si possa "entrare nel merito" basandosi esclusivamente sulle ipotetiche (che “vanno sempre di moda come il beige”) applicate a tre versi, scelti poiché, a mio parere, erano una buona chiusa del pezzo e non perché fossero “i migliori o i peggiori” – criteri qualitativi che solo la sicumera della classe dei soloni continua ad applicare. Se ciò non bastasse, ogni recensione è portavoce di un’interpretazione, che è particolare e non universale per limiti umani.

Tra la libertà di esprimere opinioni e la saccenza c'è una linea di confine che si chiama buon gusto. Mi spiace che la tua finezza non lo comprenda.

Se, infine, la mia banalità “regionale” offende la tua sensibilità da neocatecumeno del "Gruppo 63", avvezzo a telegiornali “nazional-eversivi” o ad informazioni “radical chic”, posso venirti incontro suggerendoti di soprassedere alla lettura dei miei articoli e cercare “altre e più consone muse”. Credo di poter elaborare il lutto del tuo protagonismo abbastanza agevolmente.
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#3 L4c4p4g1r4 2010-06-06 20:31
Se rileggi, il commento era sui due giudizi dati da te e dal dirigente scolastico ultrà della libertà (il virgolettato era suo, no?)
Citarlo aggiunge banalità a banalità.

Se poi vogliamo entrare nel merito, se il meglio dei versi è quello che riportate solo alla fine del pezzo... vabbè se uno non deve camparci ma solo dilettarsi... magari è pure ricco di famiglia.

Io rimango fedele alla lettura del divino Bondi (e delle sue amiche di Polignano)
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Due ministri e un'amante:
e Vernola parla dei book della Brambilla&idSezione=3752
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#2 fabio daprile 2010-06-06 16:33
Caro L4c4p4g1r4,
la critica è un'arma fondamentale per il confronto; tuttavia vale sempre il principio della correttezza e della moderazione. Ora - a parte il mio stile da "giornalista della TGR" che costato non esser di tuo gradimento - ti chiedo se hai avuto modo di leggere i libri in questione o se il tuo è un giudizio a priori, che tende a demolire il lavoro degli altri con facile voto di sfiducia.
Quanto al riferimento politico, applicato ad un discorso che ne prescindeva, non credo servano commenti.
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#1 L4c4p4g1r4 2010-06-06 14:07
un pistolotto al giorno..
Citazione:
“Disegna i suoi percorsi con linguaggio semplice e naturale; descrive ciò che vedono i suoi occhi, esprime sensazioni del corpo ed emozioni dell’anima in modo tale che la poesia interagisca nella varietà e nel ritmo d’esperienze e vicende che testimoniano ed accompagnano la vita di ogni giorno, seguono il tragitto, si fermano e ripartono, abbracciano persone, traducono passioni”

data la generalità, questa frase è un bel jolly da appiccicare sotto tutte le descrizioni di qualunque roba prodotta da dilettanti giovani e vecchi
proprio una roba da giornalisti della TGR, che in tal modo diventano esperti di qualunque materia

Il dirigente scolastico della prefazione è lo stesso immortalato dalle telecamere RAI mentre scortava (casualmente) una scolaresca dalle parti dei palazzi romani della politica, giusto nei giorni dell'insediamento del nuovo governo Berlusconi ?
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