Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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MARY SPERTI: RITORNO ALLE ORIGINI

SPERTI

Vi presentiamo la recensione della collega Cinzia Ficco sull’artista pugliese Mary Sperti che, secondo alcune indiscrezioni, a fine agosto farà ritorno nella sua terra e regalerà alla nostra città una sua inedita personale.

 

Va “Oltre il visibile”. Sembra possa essere annusata, toccata, ma, soprattutto, gustata con il cuore e la mente. Arriva dritta ai tuoi sensi. E il tuo fuoco creativo ne é rapito. E’ la pittura di Mary Sperti, artista trentenne, nata in Puglia, oggi residente nelle Marche dove, già da qualche anno, ha fatto conoscere i suoi capolavori attraverso mostre personali.

Originale il lavoro che c’è dietro i disegni di Sperti, sin dagli inizi impegnata a proporre opere “tangibili”, come lei stessa ama definirle, lavori in grado di “raggiungerti” senza filtri. Luce e colore sono importanti per lei, ma la sua attenzione è concentrata sulla forma. “Anche un’opera nera o bianca, realizzata con un solo colore – spiega – deve suscitare emozione. E in questo senso, a toccarti, è la forza impetuosa che trasmette la forma”.

La ricerca continua dell’informale e dell’astratto la slega dal reale e le permette di volare oltre il prevedibile. Il suo quadro diviene, così, modellamento. Via, dunque, dai canoni scolastici, che l’hanno imbrigliata sino ad una decina d’anni fa. Ora Sperti è impegnata a cercare il nuovo. Il particolare, che sta anche nell’utilizzo di materiali in disuso.

Ma qual è stato il suo percorso formativo?  “Sin da bambina ho dimostrato – racconta l’artista – in modo prepotente una propensione per il disegno.  Mi sono trasferita in Lombardia dopo essermi diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Monopoli, nel Barese. Dopo il percorso artistico ho partecipato a diverse collettive, ma ritengo indispensabile sganciarmi dai canoni derivanti dall’iter scolastico. Ho avviato una intensa ricerca dell’originale”.

Le opere della prima fase nascono da un senso di insoddisfazione. La pittrice agli esordi sembra alla ricerca di input in grado di ampliare la sua Weltanschauung. “Alla fine approdo con entusiasmo – aggiunge – ad una Facoltà  umanistica, senza trascurare la pittura e l’arte nelle sue diverse prospettive. Ho tentato così di applicare alla realtà la mia tesi di laurea, dal titolo: “Genio  creativo e follia criminale. Possibili correlazioni e divergenze”.

Per questo lavoro, Sperti ricorre alla teoria di Ruben De Luca. Il criminologo-psicologo, Direttore del GORISC (Gruppo Osservatorio di Ricerca, Intervento e Studio sul Crimine), all’Università di Roma “La Sapienza”, afferma, infatti, che esiste un parallelismo tra la follia e la creatività. Per l’esperto europeo di crimini seriali, pazzia e immaginazione sarebbero due facce della stessa medaglia. In questo senso l’artista pugliese analizza, con attenzione, casi che dimostrano la teoria di De Luca, lavorando su personaggi, quali: Caravaggio, Dalì, Pacciani e Hitler.

“È in questi anni universitari – chiarisce – che la mia pittura prende una direzione ferma. Diventa mezzo che permette di pensare a chi osserva. Finalmente la creatività esplode in una continua ricerca del colore, dei materiali, della forma. Lascia rivivere materiali che finirebbero nella spazzatura”. Anche la classica tela viene sostituita da materiali più resistenti, duri e compatti, diventando parte integrante dell’opera. La pittrice non disdegna i tessuti, più facilmente modellabili. Lo spazio si trasforma durante l’esperienza creativa. Ogni opera pare assorbire le sue energie.  E, soprattutto, i suoi pensieri. I dubbi che la pervadono sin dall’adolescenza. Il suo disegno matura, parte da una domanda, dalle curiosità che in modo costante tempestano la sua mente. I pensieri, i sentimenti sono l’origine dei suoi disegni. Non ama i paesaggi e quasi mai le sue opere pescano dal reale.

Le sue creazioni nascono da un tormento. Una paura, che trova pace nello schizzo. E i suoi disegni rappresentano la soluzione più o meno statica a tanto movimento dell’anima. Spesso sulle sue tele è possibile rintracciare i colori e la forma del mare, dell'occhio della luna. Mai c’è la volontà di disegnare figure del quotidiano. “Non disegnerei mai un’opera – chiarisce – che rispecchia la realtà che balza immediata agli occhi, senza una esplorazione delle opere. Le opere che creo sono una sorta di scultura, in quanto la mia filosofia è far sentire il quadro anche con il tatto. La scultura è un percorso che ho avviato da poco tempo. Ma parto sempre dalla tela o dal supporto piatto. Quasi che l’astratto, l’irreale richiedano un sostegno più facilmente riconoscibile. Palpabile. Dunque, insieme, essere e apparire, genio e follia. Visibile con gli occhi, raggiungibile col cuore”.

Di recente, Sperti ha partecipato ad una Collettiva a Chiaravalle, al concorso “Il Segno d’inizio”, organizzato a Macerata un mese fa. E ad una mostra  personale a Poggio San Marcello, in provincia di Ancona. Inoltre, presso il teatro “Pesaro” ha esposto le sue ultime opere. Ha realizzato un provino di estemporanea per il programma televisivo in onda tra breve su Canale 5, dal titolo: “Italia got talent’s”. In programma, invece, sono: il concorso “Le segrete di Bocca” a Milano, il Concorso Martelive, e la personale a Falconara  Marittima, in provincia di Ancona.

Cinzia Ficco

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