RIFIUTI, BARRICATE A CAVALLINO

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“E' molto preoccupante l'atteggiamento dei comuni salentini. Dopo aver ricevuto la solidarietà del territorio barese, tarantino e brindisino non riescono a essere solidali tra di loro”.

Parliamo di rifiuti e questo appena esposto è il pensiero di Onofrio Introna che, resosi conto della situazione venutasi a creare sin dalle prime ore del mattino agli impianti di Cavallino e Poggiardo, non ha potuto fare a meno di scrivere una lettera al sindaco Michele Lombardi in cui afferma sostanzialmente quanto inopportune si sia rilevata la contrordinanza comunale nei confronti di quella avanzata dal commissario delegato per l'emergenza ambientale.

Non appena Nichi Vendola ha prorogato di 30 giorni il conferimento di 200 t/g di rifiuti prodotti nell'AtoLe3 nella discarica Lombardi di Conversano e autorizzato il conferimento di 60 t/g dei rifiuti biostabilizzati umidi dell'Ato2 nella nuova discarica di Cavallino, quest'ultimo ha Comune ha risposto alzando le barricate: “Non vogliamo i rifiuti provenienti da Poggiardo, puzzano e non riescono ad essere assorbiti negli impianti, così come disagi alla circolazione creerà il transito di nuovi automezzi”.

Da qui, la scelta del sindaco Lombardi di emettere un'ordinanza che limitasse appunto il traffico e i limiti di velocità nell'area in questione. Le conseguenze erano registrabili in premessa: ieri mattina si sono  concretizzate. Oltre cento tir in fila a Cavallino e Poggiardo, rallentamento assoluto delle operazioni di conferimento e trattamento e camionisti disperati, ancora un giorno.

Prima di approfondire il contenuto della lettera inviata dall'assessore Introna, ci sembra doveroso far  presente che in mattinata in Provincia è prevista la quarta seduta del Comitato provinciale sui rifiuti che tenterà di fare il punto su due aspetti che, dai fatti odierni non ci appaiono poi così slegati: conteggio complessivo dei  debiti dei Comuni nei confronti delle ditte di raccolta e smaltimento rifiuti – le amministrazioni, secondo quanto comunicato dall'assessore Macculi nell'ultima seduta, saranno richiamate al versamento dovuto entro 10 giorni, altrimenti saranno gli ispettori ministeriali ad accertare le  motivazioni del mancato pagamento – e logistica (trasporto, conferimento, orari, mezzi e unità).

I lavoratori sono stremati, visto che risultano essere le vittime predilette delle diffuse inadempienze. Quanto accaduto in mattinata, proprio alla vigilia dell'atteso incontro in Provincia, sa di “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, e di manifestazione diretta immediata di tutte le preoccupazioni esposte nei giorni scorsi proprio da chi, a Cavallino, non vuole sentir parlare di nuovi ospiti, ossia, i rifiuti dell'AtoLe2. Lo scenario prospettato ieri è diventato realtà, grazie soprattutto ai limiti imposti dall'ordinanza firmata Comune di Cavallino. Da qui l'esigenza della Regioni di comunicare con Lombardi e gli altri sindaci che hanno alzato le barricate, in attesa forse di vedersi riconosciuto un adeguato ristoro, sebbene pare che non ne abbiano fatto richiesta esplicita.

In sintesi, Introna sostiene tre concetti: 1) Fin dal 2007 Regione e Commissario, per assicurare il regolare smaltimento dei rifiuti prodotti in Salento, e in attesa della nuova impiantistica, hanno dovuto fare ricorso a impianti di discarica fuori provincia; 2) Evidente sforzo di natura economica messo in campo dalla Regione per assicurare la realizzazione dell'impiantistica a regime nel Salento finalizzato a contenere gli aumenti tariffari connessi al passaggio da mero smaltimento in discarica alla moderna impiantistica ormai prossima all'entrata in esercizio; 3) Che l'entrata in funzione dell'impiantistica dell'Ato1e l'avvio del collaudo a caldo (ieri, come anticipato) degli impianti dell'Ato3 consentono al Salento un graduale assorbimento sul territorio della quantità di rifiuto prodotto.

Che adesso Cavallino non voglia ricevere i rifiuti dell'Ato2 (porzione minima e biostabilizzata) è preoccupante, almeno per due motivi, spiega Introna: “Il primo, la modesta quantità di rifiuti conferita in relazione sia alla volumetria complessiva della discarica di circa 400.000 mc, sia in relazione alle quasi 1.000 t/g di rifiuti non trattati che per tutta l'estate 2009 la Provincia di Lecce ha conferito nella discarica di Conversano; il secondo, è, appunto, l'assenza di solidarietà fra comuni della stessa provincia, atteggiamento rischioso – aggiunge Introna – perchè potrebbe estendersi  diffusamente, determinando tanti “piccoli stati” all'interno della stessa Regione, “ognuno arroccato a difesa del proprio territorio”.