Lunedì 19 Novembre 2018
   
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ROTUNNO: “STIAMO SVENDENDO IL NOSTRO PAESE”

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Abbiamo raccolto la replica del consigliere Gianluigi Rotunno al comunicato stampa diffuso dalla segreteria del PD, a riguardo della proposta di un piano carburanti, pensato per difendere gli interessi della città di fronte alle speculazioni che non accennano a bloccarsi.

Nel comunicato della Segreteria PD, si legge che la redazione di un piano carburanti “se non viene accompagnata da impegni precisi e assunti con delibere comunali, resterebbe inutile e non servirebbe a fermare gli interessi dei privati”.

Forse non è noto che se un consigliere comunale, di maggioranza o opposizione, presenta un regolamento e quindi una deliberazione, questo significa avviare un iter amministrativo con passaggi in commissione e Consiglio Comunale. Volendo paragonare ai lavori della Camera o del Senato equivale ad una proposta di legge. Questo per quanto riguarda l’aspetto prettamente tecnico. Sotto l’aspetto politico, l’opposizione non può attendere inerte i ritardi di chi governa perché ne diventerebbe corresponsabile, e soprattutto è suo compito prestare attenzione all’umore dei cittadini, che stanno assistendo sconcertati a questa vicenda. C’è, dunque, da un lato un’amministrazione che tarda o, forse, non ha convenienza nel presentare alcun regolamento e dall’altro un gruppo delle opposizioni che fa una proposta per scongiurare il sacco urbanistico della nostra città.

Sempre il comunicato, però, precisa che: “Pur condividendo le preoccupazioni delle forze di minoranza, non si intende cavalcare iniziative propagandistiche prive di sbocchi reali e capaci solo di aumentare illusioni nella cittadinanza”.

La politica non è fatalismo. Un’opposizione che voglia essere definita seria non si sostituisce alla maggioranza, bensì cerca di darle lo strumento amministrativo, qualcosa di concreto. Non rientra nella categoria delle illusioni il dare al paese un regolamento che scongiuri questa “OPA”, lanciata su Conversano da parte di imprenditori che hanno capito di poter contare su un’ampia tolleranza dell’amministrazione. La maggioranza su questa vicenda è in crisi; sappiamo tutti che, in questi giorni, la sorte politica dell’assessore all’urbanistica è in bilico: il Sindaco stesso ha confermato che entro la fine della settimana verrà assunta una decisione. Parlare di propaganda, in questo caso, non ritengo sia giusto: la propaganda è un’enunciazione, e di persone che parlano a vanvera ce ne sono già tante. La nostra, invece, è una proposta di un atto amministrativo ispirato al buon senso, all’urgenza di premere sulla maggioranza invitandola a impegnarsi congiuntamente per evitare di svendere il paese. Del resto, questo rientra nei compiti e nei doveri di un consigliere.

 In questo atteggiamento della maggioranza c’è una carenza gestionale, una responsabilità politica o una mera distrazione?

In politica, credo agli errori ma non alle distrazioni. Ci sono molti dipendenti che lavorano seriamente, tuttavia il vertice politico e quello tecnico, in questo momento, non sono tra coloro che salvaguardano il nostro territorio; e lo dico con cognizione di causa. Sono già note le motivazioni per cui esiste un atteggiamento sorridente e superficiale rispetto ad un problema che fa arrabbiare, invece, i cittadini.

Ci riferiamo alla vicenda dei “doppi incarichi”?

Certo, ed anche al presunto conflitto d’interessi del Direttore dell’area tecnica, Ing. Giandola, in quanto amministratore unico di una società che opera nel campo del fotovoltaico. Queste sono tutte motivazioni che rendono l’idea del grado di rispetto delle politiche urbanistiche, che non sono “politiche della conservazione”, ma rispetto delle regole. Oggi viviamo nella gabbia dorata del “vogliamoci tutti bene” e del “tutto si può fare”. Tanto è vero che, con altri consiglieri comunali, ho “presidiato” l’ufficio tecnico, visionando i vari faldoni per accertare la fondatezza delle notizie ricevute. Con nostro stupore, abbiamo scoperto che, dopo tutto quello che è successo nei mesi passati, il 24 giugno è stata presentata un’ulteriore istanza per un distributore in piena città (via Castellana). Su queste circostanze c’è chi si indigna e chi fa spallucce. I cittadini sono tutti indignati e io con loro. Ma cosa costa utilizzare il buon senso e definire una volta per tutte che i distributori di carburanti devono essere costruiti fuori città? È il motivo per cui abbiamo presentato una bozza di regolamento pur non essendo forza di governo. È anche un esempio di come l’opposizione collabori alla risoluzione dei problemi del paese: con proposte di atti amministrativi e non con la vendita delle illusioni.

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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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