Domenica 18 Novembre 2018
   
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UDC: “CONVERSANO CITTÀ DU’RMMET”

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Continuiamo a ricevere rifiuti, a sentire cattivi odori e soprattutto continuiamo ad assistere all’inerzia delle autorità. Giochi di potere o semplice sudditanza all’ombra del dolce-amaro?

Nel dicembre 2009 la segreteria cittadina dell’Udc, congiuntamente a Legambiente ed alla Lista Il Centro, affisse in città manifesti che riportavano lo slogan “Conversano Città du’rmmet” con i quali si incitava l’Amministrazione comunale e chiunque all’epoca ne avesse avuto i poteri ad adoperarsi seriamente per la chiusura della discarica di Contrada Martucci.

Tale manifesto fu rieditato, qualche giorno dopo, agli inizi del 2010, con la scritta “L’avevamo detto”. Quest’ultimo, infatti, riportava lo sconforto per quanto deciso dal Presidente Vendola (con l’ordinanza commissariale n. 80/CD del 30 dicembre 2009), ossia quella di continuare a conferire rifiuti nel sito di C.da Martucci fino al 1 luglio 2010.

Tale ordinanza, considerando le innumerevoli promesse e rassicurazioni fatte dal Presidente della Regione e dell’allora Ass. Introna, risultò essere, nei fatti, un’enorme pugnalata alle spalle per l’intera comunità conversanese e molese. La dialettica politica e giornalistica si sprecava sulle ipotetiche responsabilità, ma in sostanza i mezzi meccanici della Lombardi Ecologia continuavano a scavare e spostare rifiuti.

Il 7 gennaio scorso partì l’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti provenienti dai 21 Comuni dell’Ato, un risultato indubbiamente positivo, anche perché unico e solo al cospetto delle tante ingiustizie ricevute negli anni. Le speranze che il 1 luglio la discarica chiudesse in maniera definitiva, in tutta sincerità, noi dell’Udc non ne abbiamo mai nutrite, in quanto eravamo certi del fatto che la Regione avrebbe prorogato i tempi di chiusura degli impianti tradizionali, e così è stato.

Con l’ordinanza n. 1 del 29 giugno il governatore Nicky Vendola ha prorogato di altri 6 mesi (quindi al 30 dicembre 2010) la chiusura della discarica di proprietà della Lombardi Ecologia. E così, sommando quest’ultima a quella precedente, è ancora slittata di un anno la chiusura del sito. Va ribadito, inoltre, che l’impianto complesso realizzato attraverso il trattamento della biostabilizzazione dei rifiuti a cura della CO.GE.AM. non potrà mai partire in maniera ufficiale (lo ha stabilito il Consiglio di Stato, annullando la gara con cui l’impresa si era aggiudicata il servizio).

La sezione Legambiente di Mola di Bari denuncia la mancanza di un organo di controllo e verifica, e ne ha ben donde, in quanto negli ultimi giorni il proprietario di un vigneto ha chiamato le autorità competenti ad effettuare un sopralluogo nei suoi agri, laddove un ventina di piante erano morte per via di fughe di biogas provenienti dalla discarica. A questo denuncie noi dell’Udc ci uniamo con forza, anche perché ci sembra inammissibile che le biomasse possano fuoriuscire dagli impianti. Evidentemente ad ogni fine turno si omette di coprire i rifiuti, favorendone la proliferazione e la fuga dei cattivi odori.

Un’analisi numerica sulle volumetrie occupate ci sembra opportuno farla. Il 29 dicembre 2009 la Lombardi Ecologia ha dichiarato un volume residuo di 80.000 m3; in sei mesi i 21 comuni dell’ATO BA/5 smaltiscono 90.000 m3 di rifiuti indifferenziati; lo scorso 15 giugno il Tg3 Puglia ha preannunciato che la discarica sarà attiva anche in estate perché c’è un volume residuo di 35.000 m3. Praticamente a fine agosto la discarica sarà completamente satura. Anche se, a dire il vero, su questi numeri ci sono perplessità, considerando che i gestori dell’impianto nel  2007 hanno dichiarato un volume residuo di 342.000 m3, quindi, a conti fatti la discarica sarebbe satura da mesi! 

I costi per lo smaltimento dei rifiuti, nel nostro bacino, dovrebbe aumentare di oltre il 50%: fino al 7 gennaio scorso per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti in discarica i Comuni pagavano 51 euro; dal 7 gennaio siamo stati chiamati a pagare oltre al costo di smaltimento in discarica anche il costo della biostabilizzazione (la società che la gestisce ha chiesto 28 euro per tonnellata). In conclusione i Comuni, da contratto, con il nuovo impianto complesso di produzione del CDR, oltretutto già costruito con i fondi POR, dovrebbero pagare 78 euro per tonnellata. Tutto ciò ricadrà sulle tasche dei cittadini.

La novità dell’ultima ora, annunciata in Consiglio Comunale, in maniera trionfalistica sembrerebbe essere quella che per due mesi, dal 10 agosto al 10 ottobre 2010, i rifiuti dell’Ato Ba/5 ed anche quelli di Conversano andranno fuori bacino senza alcun onere aggiuntivo. Appare evidente la volontà di addolcire la sorpresa che arriverà ad ottobre. Poniamo attenzione ad evitare che in un’ordinanza di centottanta giorni già emessa si insinui il provvedimento di sopralzo, perché questo è il vero pericolo che corriamo. La Regione deve rendersi conto che come con la sanità anche in materia ambientale ha fallito e non può scaricare il suo fallimento sulla comunità di Conversano che oltre a subire la chiusura dell’Ospedale che diventerà un Presidio Territoriale si troverà o la riapertura della discarica o costi esorbitanti per lo smaltimento fuori bacino.

Oggi, poi, assistiamo al fatto che all’interno della discarica Lombardi stanno sorgendo, sulle aree ormai improduttive, nuove centrali fotovoltaiche. Non sarebbe stato opportuno invece restituire quelle aree al verde, piantando magari degli alberi? E prima di procedere con la copertura dei pannelli in silicio, non sarebbe stato opportuno fare un analisi chimica del terreno e tecnica di stabilità del suolo? Chi ha autorizzato e perché questo impianto in un area già abbondantemente deturpata ed inquinata, contravvenendo a quanto stabilito in sede contrattuale all’atto di disciplinare la colmatura, la chiusura e la bonifica con messa in sicurezza dell’area? Per quale motivo sui giornali i nostri amministratori non si oppongono a tutto ciò ed invece lo autorizzano?

Quell’area a nostro avviso, va interamente recuperata così come accade in altre parti di Italia. Il sindaco Lovascio per quale motivo non si esprime sulla questione, per quale ragione non assume insieme alla sua maggioranza una posizione forte nei confronti della Regione e della Società che gestisce gli impianti? Il territorio non può essere svenduto o contrabbandato con operazioni di sponsorizzazione a sostegno di associazioni sportive e culturali.

Una volta per tutte invitiamo chi ha il compito di amministrare questa città a dimostrare con i fatti i risultati che si conseguono. L’Udc da parte sua continuerà a vigilare, a segnalare e ad informare la città sullo stato delle cose.

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