Domenica 18 Novembre 2018
   
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D’ALESSANDRO: IGNORATI SUGGERIMENTI DELL’OPPOSIZIONE

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Continuiamo la nostra carrellata sulle valutazioni politiche dell’ultima ordinanza della Provincia sull’affaire Contrada Martucci. Vi riportiamo l’intervista con il capogruppo del PD, dott. Vincenzo D’Alessandro.

«Voglio premettere che il gruppo del PD ha più volte sollecitato l’amministrazione sulla questione rifiuti, fino all’ultima conferenza dei capigruppo in cui ho imposto l’iscrizione di tale argomento all’ordine del giorno del successivo Consiglio comunale. Se non ci fosse stata questa prontezza, ci saremmo trovati di fronte all’assunzione di provvedimenti senza averne conoscenza».

«Per quanto attiene la conduzione della vicenda rifiuti, sono molto amareggiato e comprendo la reazione dell’assessore Loiacono: io mi sarei comportato nello stesso modo. L’assessore, insieme al Consiglio Comunale, aveva tracciato una linea che doveva portare all’avvio degli impianti, tuttavia gli impegni assunti non sono stati onorati. L’amministrazione non ha mai istituito il tavolo tecnico che doveva seguire le fasi della vicenda e superarne gli ostacoli, né si è voluto – come avevo proposto – interpellare il Prefetto per metterlo a conoscenza dello stato dei fatti».

Non c’è dunque stata una linea comune?

«Nella grande discussione fatta durante l’ultimo Consiglio comunale, tutto si è visto tranne che l’unità d’intenti: Loiacono, che continuava a sostenere l’indirizzo consiliare, si è scontrato con una serie di posizioni discordanti, emerse nella sua stessa maggioranza. Al contrario, noi abbiamo imposto l’approvazione di un ordine del giorno – voluto fortemente da me e dal consigliere Coletta – che invitata a mantenere ferma la posizione assunta in questi due anni. Nell’ultimo punto si chiariva che qualunque valutazione avessero fatto Regione e Provincia doveva passare, prima di qualsiasi decisione, dal vaglio dell’amministrazione conversanese. E questo non per protagonismo politico, ma in previsione di avviare delle trattative che portassero a soluzioni condivise dalla nostra comunità. Questo confronto è risultato inesistente e, per di più, non abbiamo risolto niente: il sopralzo di 50 centimetri è una soluzione palliativa e temporanea; il problema si ripresenterà fra qualche mese e noi ci ritroveremo al punto di partenza».

Quale alternativa avevate proposto?  

La direzione in cui bisognava marciare era quella che l’assessore provinciale Barchetti rimarca nel verbale dell’incontro che si è avuto con Regione e Provincia: avviare gli impianti. Oltre alla strutturazione di una seria raccolta differenziata, avevamo la chance di adoperare gli impianti per la separazione della frazione umida da quella secca. In questo modo si andava a diminuire la quantità di rifiuti conferiti e si faceva un passo avanti nella produzione di CDR. La tappa successiva sarebbe stata sollecitare la Regione ad accelerare l’avvio dei tre inceneritori definiti nella provincia di Bari, in modo da garantire la possibilità di smaltire il CDR prodotto. Tutto questo non è stato chiesto, non si avuta la forza di far capire che questa città non era disposta a subire passivamente delle decisioni. La sconfitta del Consiglio e del suo condottiero sta nell’incapacità di aprire una trattativa che stabilisse in maniera decisiva il futuro della nostra discarica e degli impianti.

Insomma, si doveva pretendere un cronoprogramma in vista di una reale soluzione.

Certo, per assurdo potevamo anche essere disponibili ad accettare il sopralzo ma a una condizione: conoscere le prospettive future e quali impegni si assumevano Provincia e Regione. Questo era il nostro potere contrattuale, invece i suggerimenti dell’opposizione sono stati ignorati e ne siamo molto amareggiati. Del resto, quando ho chiesto di far partecipare alla riunione del 6 agosto tutti i capigruppo, Lovascio ha rifiutato affermando che si trattava di una riunione prettamente tecnica. Poi, abbiamo appreso della presenza del consigliere Cosimo Covito. E tengo a dire che la mia non era mancanza di fiducia nel Sindaco, volevamo solo dare forza e sostegno affinché si tenesse presente una comunità che, di fronte a tali provvedimenti, si ribella ed è anche pronta ad avviare un’azione di protesta seria per il rispetto dei propri diritti.

Alcuni affermano che, almeno fino a dicembre, la discarica non può chiudere poiché il bilancio si reggerebbe anche sul ristoro ambientale.

Noi dobbiamo ancora recuperare un ristoro ambientale riveniente da 4-5 anni fa. Il Sindaco, però, non può pensare che i bilanci si quadrino con il ristoro che, come noto, è finalizzato a migliorare l’ambiente della città e non a coprire l’esercizio finanziario. Se c’è quest’idea di fondo, mi viene qualche dubbio sulla reale volontà di chiudere definitivamente la questione smaltimento rifiuti in contrada Martucci.

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