Lunedì 19 Novembre 2018
   
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LA CONFLITTUALITÀ POLITICA A CONVERSANO

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I conflitti sono una parte naturale della nostra vita. Li incontriamo a livello personale e interpersonale, a livello sociale ed istituzionale.  Ideologie, caratteri, valori socio-culturali sono fattori che possono creare tensioni. Ma, anche se le divergenze di punti di vista sono normali, non devono diventare sistematicamente occasione di scontro.

lestingi-stefanoIl vantaggio risiede nel trovare un terreno d’intesa che soddisfi tutte le parti in causa. Non rinunciare alle proprie opinioni, ma concepire la possibilità di avere punti di vista diversi, assumere un atteggiamento costruttivo nei confronti del proprio interlocutore, permette a ciascuno di esprimersi chiaramente, nel rispetto dell’altro.

Nelle Human Relations contrasti e scontri sono considerati fenomeni “naturali”, risorse potenzialmente positive da canalizzare verso scopi comuni: così la diversità diventa  ricchezza. Un buon leader è consapevole del fatto che il conflitto è una componente naturale e potenzialmente produttiva nell'ambito delle relazioni di gruppo e delle relazioni interpersonali, ciò, chiaramente, qualora il conflitto fosse, consapevolmente e costruttivamente ben gestito.

Necessario diviene il conflitto costruttivo che si concretizza nel momento in cui, nel nostro caso, tutti i consiglieri diventano consapevoli del fatto che il disaccordo è un aspetto naturale all'interno delle dinamiche del Consiglio, anzi può essere un fattore chiave per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Questo tipo di atteggiamento, tipicamente impiega un modo di comunicare caratterizzato dalla cooperazione: si ascoltano le idee e le opinioni degli altri con attenzione, interesse e positività. Si può, pertanto, intendere il conflitto come un elemento generativo, creativo.

Questa è la sfida: creare le condizioni affinché le relazioni possano alimentarsi non solo nell’intesa, ma altresì nella dissonanza e nelle differenze. Per fare ciò, però, è necessario superare la convinzione che per soddisfare i bisogni, sia necessario penalizzare qualcun altro, entrando in un gioco che permetta a tutte le parti di uscirne vincitrici.

In una amministrazione pubblica, nella quale ogni realizzazione e ogni progetto richiedono la partecipazione di una pluralità di soggetti e di interessi, la capacità di gestire i conflitti diventa un elemento determinante per il successo delle iniziative che ci si propone di raggiungere. Il  compito del primo cittadino, è quello di mediatore del conflitto, del project manager, che trovandosi alla guida di un gruppo di persone dalle competenze e professionalità molto variegate, è chiamato a fungere da mediatore per far sì che tutte le energie convoglino verso lo stesso scopo, nonostante i diversi punti di vista e le differenze individuali e di partito.

Queste riflessioni offrono modi alternativi di guardare ai conflitti e in particolare alla gestione degli stessi all’interno delle relazioni dei gruppi politici, di ogni area e dimensione. La risoluzione dei conflitti, la concertazione e la mediazione fanno raggiungere gli obiettivi che la città merita.

Stefano Lestingi – Coordinatore IO SUD Conversano.

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