Lunedì 19 Novembre 2018
   
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FUORI DEL COMUNE: LA KNOWLEDGE INFORMATION WORKER

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Il marketing territoriale non è una scienza esatta ma piuttosto un’arte e come tutte le forme d'arte richiedono una creatività ossia l’abilità di intraprendere quell’insieme di azioni che portano ad una “formula di successo” per far acquisire – senza grande dispendio di risorse - visibilità e migliorare la redditività di un territorio nel suo complesso.

Sebbene un processo di marketing territoriale efficace preveda una sequenza precisa di passi da svolgere, è bene sottolineare che i successi individuali si costruiscono sulle peculiarità della personalità, dell'attività che si svolge e del target a cui ci si rivolge. Del resto, lo sviluppo della tecnologia esalta sempre più il valore dato al capitale intangibile espresso dal ruolo delle persone.

Anche nell’azienda-comune è necessaria la figura dell’Knowledge information worker: un professionista capace di analizzare le informazioni e di trasformarle in un progetto di competitività per il territorio, un manager della conoscenza a tutto tondo, un buon comunicatore e una persona mentalmente flessibile che sa adattarsi alle diverse necessità che emergono da un dato contesto e renderle il fulcro per l’elaborazione di un piano di sviluppo locale.

L'approccio sistematico al lavoro, la capacità di localizzare mentalmente il carico di informazioni da gestire unitamente alla capacità di analisi e di elaborazione progettuale fanno dell’Knowledge information worker una figura professionale di primissimo rilievo anche nel mondo delle autonomie locali.

Nell’azienda-comune la Knowledge information worker, costituente una figura autonoma nell’organizzazione delle grandi imprese e nelle multinazionali, diventa una performance del city manager.

È indubitabile che l'evoluzione informatica e l’avvento della “società dell’informazione” richiedono che nell’azienda-comune vi sia un dirigente-city manager capace di dare un valore aggiunto rispetto al passato attraverso il sapiente sfruttamento delle informazioni, l’integrazione dei compiti da svolgere e l’impiego sinergico delle migliori competenze esigibili da un professionista. 

Per quanto concerne segnatamente la filiera turistica, la nostra città finora ha sofferto in modo rilevante per gli effetti negativi legati alla tipologia di turismo presente, che si limita spesso ad escursioni giornaliere, se non addirittura di poche ore, piuttosto che a soggiorni prolungati.  Di fronte a queste criticità, una sapiente strategia di politica di sviluppo turistico sostenibile diventa una necessità improcrastinabile e nel contempo un impegno coinvolgente tutti. Occorre naturalmente una preliminare valutazione dell'indice di caricabilità del nostro contesto sociale, economico e ambientale, correlato ad una adeguata usabilità, per poi strutturare la fase decisionale delle politiche. In particolare, l'Amministrazione Locale deve selezionare degli indicatori di sviluppo sostenibili adatti alla situazione locale, che rappresentino la specificità ambientali e sociali nonché i problemi ritenuti, oggettivamente e soggettivamente, prioritari e che riescano a collegare tra loro le tematiche ambientali, sociali ed economiche.

Le decisioni pubbliche dovranno essere oggetto di procedure partecipate non solo da parte dei soggetti istituzionali e delle associazioni più forti ma da tutti i soggetti interessati. La concertazione deve consistere in uno sforzo volto a costruire obiettivi e strategie, il più possibile condivise da un ampio ventaglio di soggetti, in modo che l'attuazione del programma non sarà di sola responsabilità dell'amministrazione comunale ma, nella piena attuazione del principio di sussidiarietà, vedrà attivi tutti i soggetti, ognuno secondo le proprie responsabilità e risorse, possibilmente attraverso patti di partenariato.   

Tale concertazione si formalizzerà in accordi che dovranno essere puntuali nella definizione degli obiettivi e delle respon­sabilità di ogni soggetto partecipante. E' chiaro che le respon­sabilità e gli impegni assunti saranno soprattutto dell'ammini­strazione locale, che può e deve avere un ruolo fondamentale come vertice coordinatore-sostenitore delle poli­tiche da attuare.

Se le grandi scelte di politica di sviluppo, da qualche tempo, rispondono ad un nuovo modello di cultura, quello secondo il quale un intervento va eseguito se il beneficio sociale netto è positivo, mentre è da considerarsi prioritario ed opportuno quando migliora il benessere di alcuni individui e non peggiora il benessere di altri, possiamo capire anche quando  sono fini a se stesse.

L'emergenza di una classe imprenditoriale locale d’eccellenza, motivata e competente, lascia ben sperare in una prospettiva futura di medio e lungo periodo.

Se infatti un cospicuo insieme di medie e piccole imprese, crescendo a ritmo sostenuto nel settore turistico, raggiungessero in un breve periodo dimensioni di stazza e qualità necessarie a competere efficacemente sul mercato, assurgerebbero evidentemente a ruolo guida (“driver innovativo”) per tante altre piccole imprese che successivamente potrebbero entrare nelle “reti” delle medesime.

E’quindi necessario uno strumento strategico a disposizioni dell’autorità locale per incoraggiare e promuovere un processo di sviluppo coerente con i principi di sviluppo sostenibile, per individuare e proporre l’ottimale esplicitazione dei rispettivi ruoli, di “guida” dello sviluppo locale da parte dell’Amministrazione Locale e di “facilities” da parte degli operatori impegnati, ponendo in risalto, per ognuna delle citate parti in causa, la necessità di acquisire specifiche competenze in materia di “approccio cognitivo” e di “stile di relazione – comunicazione”, sia in fase di confronto che nelle transazioni che si originano dalle relazioni stesse.

A tale scopo sembra opportuno proporre di riorganizzare il back-ground culturale ed esperenziale di ciascuno degli attori citati, integrandolo e rafforzandolo con la cultura di impresa e dell’economia sociale, di rilevante importanza per il rilancio dell’azione pubblica e lo sviluppo sostenibile del territorio.

 

Stefano Lestingi – Coordinatore di IO SUD

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