Lunedì 19 Novembre 2018
   
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GENTILE: “FACCIAMO DIALOGARE LE DUE COMMISSIONI”

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Abbiamo raccolto la replica del Presidente del Consiglio, Pasquale Gentile, che – a detta del Presidente della Commissione Sanità di Monopoli, Antonio Napolitano, avrebbe dichiarato “in maniera inopportuna” che “il S. Giacomo sia arrivato ad un punto di rottura”.

“La criticità del nosocomio di Monopoli, attestata nelle mie dichiarazioni, è conosciuta. Il problema dell’aumento della popolazione nel periodo estivo è sempre esistito e non può essere addotto, oggi, come scusante per i vari disservizi. Il Pronto Soccorso, come ogni unità di primo intervento, deve essere organizzato in modo da evitare, per quanto possibile, situazioni emergenziali.

Si sono verificate circostanze in cui i pazienti hanno dovuto dare mandato ai propri legali o chiedere l’intervento dei Carabinieri per vedere riconosciuto il diritto alle corrette prestazioni sanitarie. Inoltre, si sta verificando, tra le sofferenze che oggi il San Giacomo sta affrontando, anche un altro disagio: il laboratorio di analisi che – non essendo in grado di sopperire a tutte le richieste – s’attarda nel certificarle, provocando un danno sostanziale che è quello di prolungare i giorni di degenza. A ciò si aggiunge che in alcuni casi gli accertamenti, non potuti eseguire in laboratorio, vengano esternalizzati con conseguente aumento dei costi. Sfugge come questo si vada ad allineare alla politica di risparmio insita nel piano di razionalizzazione e riordino.

È vero che esistono reparti d’eccellenza, ma è parimenti innegabile che esistono reparti in sofferenza. Il tutto senza un ragionevole motivo: perché non pensare ad utilizzare un presidio ospedaliero territoriale che possa  fornire la dovuta assistenza ai pazienti?

Talune strutture sono ottime ed adeguate, dunque le eccellenze che il “San Giacomo” non può realizzare per ragioni logistiche, è giusto che, nell’interesse dei cittadini, siano allestite nel P.O. di Conversano, ammodernato con ingenti investimenti. In particolare, lo “Iaia” potrebbe diventare punto di riferimento per quelle strutture complesse già individuate nel P.A.L. Se tale piano oggi non risulta finanziabile va contrattato con la regione, alla luce delle reali possibilità, l’offerta sanitaria che ogni presidio ospedaliero può offrire. Per tale ragione sarebbe opportuno sottoporre i due presidi alle valutazioni di una commissione medica e tecnica che possa certificare le potenzialità dell’offerta.

Per le ragioni sopra indicate, avendo come obiettivo primario la salute dei cittadini e la correttezza ed efficacia delle prestazioni sanitarie, sarebbe il caso di evitare inutili campanilismi; la mia proposta, pertanto, è di far colloquiare le due commissioni, integrate con chi ha titolo a decidere sull’offerta sanitaria, al fine di ottenere il massimo risultato possibilmente senza aggravio di spese”.

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