Venerdì 16 Novembre 2018
   
Text Size

DIBATTITO: PARLIAMO DI FUTURO. LA SINISTRA POSSIBILE

giovani-socialisti

Nella serata di giovedì 16 settembre, in Anfiteatro, si è svolto il dibattito organizzato dalla FGS. Avendo a disposizione 10 minuti ciascuno, i sette relatori partecipanti all’evento hanno espresso il proprio parere riguardo le problematiche relative la Sinistra (locale e nazionale) ed hanno avanzato alcune proposte.

Il mediatore Claudio Nardomarino ha chiesto agli ospiti di esprimere liberamente il proprio pensiero riguardo gli scenari che si prospettano per la Sinistra italiana, collocata in un delicato contesto politico: il dibattito all’interno del PD, l’uscita di Fini dal PDL, la probabile candidatura di Vendola, le imminenti elezioni, le riforme “da fare”.

La prof.ssa Lucia Cacciapaglia ha, in un primo momento, analizzato il declino della Sinistra, “le cui origini risalgono nel 1989”. “L’economia sovranazionale e la globalizzazione – ha dichiarato – hanno causato precariato, solitudine del lavoro e cancellazione di diritti”.  L’imperativo morale per la sinistra italiana è quello di tornare al governo. “La corruzione e la cultura dell’illegalità stanno dominando la scena politica italiana, sta aumentando il disprezzo per l’istruzione pubblica e l’uso dei media è lesivo e distorto”. Nel suo intervento Lucia Cacciapaglia ha voluto denunciare “l’uso osceno della figura femminile”, dichiarando, infine, che è intorno a questi temi che la Sinistra italiana si deve riorganizzare, stringendo “patti di resistenza” più che solide alleanze con le forze di opposizione.

Il consigliere Rotunno ha incentrato il suo intervento intorno alla necessità di assumere il riformismo come obiettivo primario. In particolar modo, ha elencato 3 proposte concrete: dare voce ai “blocchi sociali” e spostare l’attenzione della politica sulle periferie, creando spazi materiali e immateriali che favoriscano l’incontro fra i cittadini; promuovere una “mobilità sostenibile” all’interno delle città italiane e sfruttare i giacimenti culturali, potenziandoli. A questo proposito, Rotunno ha lodato il festival “Lector in Fabula”, svoltosi recentemente a Conversano. In merito ai rapporti tra i partiti di Sinistra “andremmo d’accordo tra noi se ci confrontassimo con mondi diversi dal nostro”, conclude.

Anche Cesare Preti ha focalizzato il suo intervento attorno al riformismo, il quale “deve essere accompagnato da un metodo”, metodo che a detta del relatore è mancato alla Sinistra italiana in questi anni. Per ciò che riguarda le alleanze, Preti ha auspicato che queste possano essere “le più larghe possibili” e che quindi la Sinistra, da sempre ambito di confronto, possa allargare i propri orizzonti, superando vecchi rancori. Parlando della città di Conversano, ha denunciato l’esistenza di “contenitori non usati” che potrebbero soddisfare le esigenze e sviluppare la creatività dei giovani conversanesi.

Niky Amodio ha sottolineato, in veste di “cittadino di Sinistra”, l’enorme scollamento tra politica e cittadini. “La politica è diventata autosufficiente”. Alla Sinistra italiana Amodio rimprovera l’aver voluto inseguire il modello berlusconiano e la troppo sterile contestazione in merito alla riforma elettorale (che di fatto ha accentuato il distacco tra rappresentanti e rappresentati). “Troppe sono le pressioni che arrivano su chi governa – ha aggiunto, facendo riferimento al governo Prodi – per cui è auspicabile che la Sinistra esponga il proprio modello circa la Sanità, l’Istruzione e gli altri grandi temi e che quindi riparta da un “progetto politico facilmente identificabile”.

Vincenzo Miccolis ha denunciato la mancanza di un sistema culturale alternativo al berlusconismo; ha inoltre evidenziato che si cerca di far funzionare correttamente il ciclo economico e, nonostante questo, le categorie più deboli vengono penalizzate sempre di più.

Cesare Totaro ha attribuito alla comunicazione il principale problema della Sinistra degli ultimi anni. Una maggiore collaborazione con le Associazioni presenti sul territorio potrebbe dare nuove idee ad una classe dirigente che è “lontana dai problemi del Paese” – ha aggiunto – “ e talvolta è inadeguata a ricoprire determinati ruoli. In mancanza di un progetto, la proposta è di favorire “i programmi piuttosto che i leader” e “riprendere le redini della comunicazione”.

Paolo Laricchiuta ha sottolineato che “è il percorso che fa la differenza, non il risultato”. Ha inoltre denunciato la perdita di identità dei partiti e la distanza che li separa dalla popolazione. Ritrovare i temi su cui da sempre la Sinistra si è battuta (come l’antifascismo e la meritocrazia) e ridare a Conversano una “progettualità nuova” sono, secondo Laricchiuta, le prime mosse che la politica locale deve intraprendere.

La bassa affluenza di pubblico può essere interpretata come un sintomo di quanto la politica sia distante dalle masse. Tuttavia l’iniziativa intrapresa dalla Federazione Giovani Socialisti potrebbe essere l’inizio di un nuovo tipo di confronto, che favorisca da un lato la partecipazione attiva della cittadinanza e che dall’altro sia utile alla classe politica per essere più vicina ai reali problemi della popolazione.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI