Domenica 18 Novembre 2018
   
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GIOVANI IDV: “NO AI TAGLI ALL'ISTRUZIONE”

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La Camera ha bocciato l'emendamento IdV che abolisce il vitalizio ai parlamentari a favore del fondo per le borse di studio di universitari meritevoli e disagiati.

IdV aveva individuato una fonte di approvvigionamento per l’Università italiana ormai lasciata senza risorse dal nostro Governo ma il Parlamento ha rifiutato la proposta.

Pensavamo che l’impresa più ardua fosse quella di trovare i soldi necessari, ma ci sbagliamo, difatti, mentre fuori dall’aula, giovani studenti manifestavano contro i tagli, il Parlamento respingeva l’onorevole proposta avanzata da IdV, proprio in favore di Università e Ricerca.

Il DDL universitario della Gelmini ci rende perplessi anche innanzi all’esclusione di alcuni tagli, come il caso delle Università telematiche, esonerate dai tagli come invece avverrà per quelle pubbliche. Fanno riflettere, le affermazioni dell’on. Zazzera “tra le università telematiche c'è la UNITEL, il cui assetto societario è così composto: 60% Tosinvest (ovvero Famiglia Angelucci), 18% Fondazione Dulbecco, 8% Mediolanum, 8% Fininvest, 20% Claudio Cerruti. Quando gli interessi privati prevalgono su quelli pubblici”. Ma a questo ci avevano già abituati con le leggi “ad personam”, con buona pace dell’art. 3 della nostra Costituzione.

Il nostro Governo non investe sui giovani a partire dalla loro istruzione, non investe fondi per la ricerca e lascia scappare all’estero menti brillanti che in Patria non potrebbero contribuire a scoperte ed invenzioni. Ma anche a questo siamo abituati, la fuga di cervelli non è un fenomeno recente.

Ormai, l’unica consolazione è sperare in scoperte “made” in USA che portino la firma di un giovane laureato italiano trasferitosi oltreoceano dopo aver conseguito brillantemente un titolo di studio in una delle tante Università del Belpaese.

Per chi non scappa, non resta che fare il ricercatore ed a seguire un dottorato da precario, ma il tutto è ancor più triste con l’entrata in vigore della legge 183, ovvero, una serie di paletti e cavilli legali che metteranno in forte difficoltà i lavoratori atipici prima d’impugnare in tribunale il proprio contratto di lavoro.

Questo è quello che la nostra classe dirigente è in grado di dare o, a questo punto ci vien da pensare, è questo quello che vuole consapevolmente dare ai giovani. Ma chi ha deciso di restare e chi deciderà di farlo sa perfettamente che le difficoltà da superare non sono solo quelle legate ai mancati finanziamenti e quindi alla premura che il nostro Governo nutre per questo settore. Gli ostacoli sono e saranno, se non si riuscirà ad arginare il fenomeno, anche quelli rappresentati dall’impossibilità di candidarsi a partecipare alle chiamate all’interno delle Università perché i posti vengono e verranno sistematicamente fagocitati dai famosi “figli di”e“nipoti di” presenti tradizionalmente nelle varie realtà universitarie.

A tal riguardo, IdV ha presentato un emendamento contro parentopoli che impedisce ai candidati con parentele fino al terzo grado di partecipare alle chiamate all'interno della stessa Università, ci auguriamo che questa volta i Parlamentari di altri partiti, abbiano buonsenso.

Noi Giovani dell’Italia dei Valori della Prov. di Bari, siamo stanchi di veder sottratto il nostro futuro! Non possiamo continuare a vederci bocciare proposte parlamentari serie, rischiando un futuro sempre più incerto, pertanto ci schieriamo affianco a tutti quei ragazzi scesi in piazza contro lo scellerato DDL Gelmini, sostenuti anche dal nostro Presidente Antonio Di Pietro che accanto ai giovani ricercatori universitari, ha protestato sui tetti della Facoltà Di Architettura della Sapienza di Roma.

Un impegno dentro e fuori il Palazzo, un monito lanciato verso cittadini e Governo attraverso cui dire che le soluzioni ci sono ma la cattiva politica le ignora. Il diritto allo studio è sancito dall’art. 33 della nostra Carta; tutti gli studenti hanno il diritto di usufruire di tutte le risorse necessarie per intraprendere e completare gli studi, ai migliori livelli possibili; le scuole devono esser finanziate nelle infrastrutture e il corpo docente deve essere effettivo, perché il lavoro è un diritto ed il giusto riconoscimento per quanti s’impegnano nella formazione e nell’aggiornamento continuo.

Il DDL Gelmini ci racconta qualcosa di molto diverso ed un dovere, a nostro avviso, morale, provare a fermarlo. C’è da sperare, però, che la volontà propositiva e positiva del partito non debba ancora una volta scontrarsi con un parlamento miope e, consentiteci, irresponsabile nei confronti del futuro del nostro paese.

 

GIOVANI ITALIA dei VALORI

PROVINCIA di BARI

Commenti 

 
#1 Cosimo Piovasco 2010-11-27 00:30
Il Ministro dell'Università che vota contro la riforma dell'università, la sua riforma. Immagini che raccontano di crisi politico-esistenziali profonde. Ma i voti? Niente. Lancia il sasso e nasconde la mano. La Gelmini. Ci pensa Antonio D'Andrea, docente di diritto costituzionale all'università di Brescia e suo relatore della tesi di laurea, a colmare questo vuoto. Racconta al Corriere della Sera:

"Si è laureata almeno 3 anni fuoricorso con un 100 su 110 ... aveva scelto una tesi dal titolo accattivante, "Referendum d'iniziativa regionale", ma lei lo ha trattato in maniera davvero sciatta. Per quella tesi non ho voluto dare neanche un punto in più alla media dei voti. Non soltanto per come era stata scritta, a tirar via, ma soprattutto per come la Gelmini venne ad esporla in sede di discussione".

Il resto è storia. La fuga a Reggio Calabria - dalla nordica Brescia - per conseguire nella maniera più semplice possibile l'abilitazione forense, e diventare avvocato. Una furbata che non si addice particolarmente ad un Ministro dell'Istruzione, ehm, no, non si addice affatto. Sia chiaro, tutto questo potrebbe anche non significare nulla, voti, tesi, lodi, fughe. Nulla. Ma credo che nel caso della Gelmini, del Ministro dell'Istruzione Gelmini, in fondo significa tutto.
nonleggerlo.blogspot.com/2010/11/parla-il-professore-della-gelmini-era.html

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