Venerdì 16 Novembre 2018
   
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IL SENATORE QUAGLIARIELLO IN VISITA A CONVERSANO

quagliarello

Ieri sera, il pub ristorante “La Belle Epoque” ha ospitato un’informale visita del Senatore Gaetano Quagliariello, giunto nella nostra città per portare i propri auguri natalizi a membri e simpatizzanti del PDL, non tralasciando – come aggiunge Lovascio – “qualche riflessione sulla politica nazionale e sulla situazione della Puglia”.

Il nostro modo di fare politica – continua il primo cittadino – non si rifà a fazioni o interessi; mira a provare con tutti i nostri mezzi a dare delle risposte ai cittadini”. Un messaggio nuovo che, annullate le distanze, si basa sul rigore etico e sulla serietà: “È un momento storico in cui è necessario essere preparati e attenti, in cui non sono concesse distrazioni”.

quagliariello_2Prima di passare la parola a Quagliariello, Lovascio accenna alle grandi riforme del Governo, in particolare a quella universitaria: “Quale convenienza avrebbe il centrodestra a fare una riforma impopolare? Si tratta di senso di responsabilità. Nel momento in cui si fanno dei tagli, non c’è convenienza politica ma sguardo prospettico. Bisogna che la nostra società si allontani dalla logica degli sprechi e raggiunga una maggiore maturità sui settori strategici”.

 

QUAGLIARELLO, IL QUADRO NAZIONALE – Piena fiducia a Lovascio, “come uomo e come politico”, unita alla certezza che “fa il meglio possibile per questa città”. Così apre il suo intervento il Vicepresidente Vicario del gruppo PDL, Gaetano Quagliariello,  per poi analizzare la situazione nazionale.

S’inizia con un excursus storico, ricordando che entrambe le occasioni in cui il centrodestra è andato al governo hanno coinciso con accadimenti destinati a cambiare lo scenario politico globale e, di riflesso, nazionale.

Il riferimento è all’attacco alle torri gemelle del 2001 e alla più recente crisi economica. La tragedia newyorkese ha permesso di realizzare che l’Occidente si stava disarmando, rinunciando alla propria anima, e di “riacquistare la propria dignità” attraverso una “difesa culturale” delle libertà di cui godevamo “contro coloro i quali ritenevano fossimo una civiltà destinata ad autodistruggersi”.

Il 2008 vede, invece, il contraltare economico del 2001. La bolla americana, ha precipitato il meccanismo che “aveva garantito un periodo di crescita e di benessere senza paragoni nel passato per lunghezza ed intensità”. È venuta meno la corrispondenza tra l’economia reale e l’economia virtuale, aprendo scenari inediti come “i fallimenti di alcuni stati nazionali (uno per tutti, la Grecia)”.

Una crisi che ha investito in pieno anche il nostro Paese, “gravato da alcune pesanti eredità del passato”: il terzo debito pubblico del mondo; uno “spropositato costo dell’energia” figlio di “scelte sbagliate fatte nei decenni passati, in cui l’Italia è rimasta al palo mentre altri facevano centrali nucleari sicure che ammortizzavano i costi”; una macchina statale costosa e poco efficiente rispetto alle nazioni sorelle.

Ad onta di “tutte le agenzie e degli economisti che pensavano l’Italia come fattore di crisi della situazione mondiale, abbiamo retto anche se a costo di enormi sacrifici. Ad esempio, molti parlamentari erano abituati ad avere un margine per il proprio territorio: hanno quagliariello_3dovuto rinunciarvi e limitarsi a premere il bottone per tenere come maggioranza. Lo hanno fatto per consapevolezza, quasi per patriottismo, perché in caso contrario avrebbe pagato l’intera nazione”.

 

LA SCELLERATEZZA DELLA SFIDUCIA – L’assist alla trattazione della vicenda finiana è presto servito “Questo è il motivo per cui ho trovato scellerata l’iniziativa di sfiduciare il governo, soprattutto da parte di chi apparteneva a quella maggioranza”. Ciò che il senatore non tollera è che la sfiducia sia stata messa in moto in una congiuntura “in cui la crisi morde la quotidianità delle persone”, “senza sapere dove andare a parare, perché non c’era il nome di un altro Presidente del Consiglio, un altro governo possibile e, per giunta, chi l’ha promossa non voleva elezioni anticipate”.  

Se l’iniziativa è fallita, stando a Quagliariello, non bisogna ‘ringraziare’ ipotetiche compravendite parlamentari ma l’assenza di una prospettiva politica: “Non si può dire che il problema è Berlusconi e poi proporre un Berlusconi bis”.

Superato il banco di prova, resta evidente la difficoltà a governare con tre voti di scarto: “Ora il problema è capire se sarà possibile allargare la base parlamentare di questo governo in modo da tornare a governare bene”, come prima che “il meccanismo s’inceppasse”; in caso contrario, l’unica opzione sono le urne.

 

IL TERZO POLO, UNA COSTRUZIONE ARTIFICIALE  “Abbiamo il dovere morale come PDL di mantenere viva la prospettiva del grande partito dei moderati italiani”.  Il riferimento polemico è al cosiddetto ‘terzo polo’, definito “una costruzione artificiale” che fonde a freddo espressioni politiche distanti: “Fini e i finiani sono partiti per rinnovare il centrodestra e, dopo pochi giorni, si trovano come leader non Berlusconi ma Casini; non è che abbiano fatto un grande affare”.

La vicenda del PDL è completamente diversa: il grande partito è nato prima nella mente degli elettori di AN, Forza Italia e UDC, poi nelle urne e solo alla fine è stato ratificato con un congresso. La scissione di Fini ha messo in crisi quello che è nato nel Congresso, ma non ha intaccato quello che è nato nelle urne e tantomeno quello che era nato e sedimentato nei cuori e nelle menti degli italiani”. Per rilanciare il progetto del partito bisogna, dunque, guardare proprio a quel popolo moderato “che è ancora disponibile a darci fiducia e che potrebbe ancora accrescersi. Ci sono tanti moderati che hanno votato a sinistra e che ora si trovano senza bussola”, dilaniati dalle molte dicotomie tra cui la sineciosi Vendola–Casini”.  

 

LA SITUAZIONE IN PUGLIA, ESPORTARE IL MODELLO CONVERSANESE – quagliariello_4Ultime riflessioni sulla nostra Regione: “In Puglia, le contraddizioni del quadro nazionale saranno ancora più evidenti giacché abbiamo inventato uno dei protagonisti, Vendola. Se sarà il leader del centrosinistra, libererà tutta l’area dell’UDC, in caso contrario diventerà elemento di crisi che dovremo aggredire politicamente”.

Il canovaccio da seguire nel panorama regionale, con tempi più lunghi e difficoltà maggiori, Conversano lo conoscerebbe bene: “Avete avuto un lungo governo di sinistra, a un certo punto vi siete messi in gioco e siete riusciti, anche attraverso le liste civiche, a conquistare una parte di quel consolidamento degli avversari”. Insomma, la ricetta di Quagliariello è esportare il modello ‘made Conversano” in Puglia, evitando in ogni modo il processo contrario”.

A conclusione i sinceri auguri per un periodo natalizio all’insegna della serenità, auguri cui si associa anche Lovascio, che approfitta per ringraziare Quagliariello anche per il contributo utile al restauro di Santa Caterina, già cantierizzato, e Domenico Lanzillotta “per l’affiancamento costante che mi offre soprattutto quando abbiamo la possibilità di agire in Regione”. Prima di accomiatarsi, menzione d’onore ai gestori de “La Belle Epoche”, meritevoli d’aver “fatto un investimento importante, realizzando con tanti sacrifici un bellissimo ristorante più che degno dell’attenzione dei concittadini”.

Commenti 

 
#2 robin 2010-12-19 16:11
ma quanti del PDL o simpatizzanti sono stati invitati? ancora una volta resta la lapide cimiteriale "per sè e per i suoi"
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#1 Elios 2010-12-19 11:56
Tenetevi stretto Quagliarello e, magari, nn lasciatelo più andare!
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